I motociclisti si sa, sono tra le categorie più a rischio di incidenti stradali, che spesso coinvolgono le automobili. Volvo sta lavorando per ridurre questa statistica. La sfida è migliorare le tecnologie anticollisione, sfruttando laser, sensori più responsivi e sistemi che riescono a lavorare ad angolazioni ed ampiezze maggiori, valutando ciò che circonda la vettura in ogni momento.

“Di recente abbiamo notato un calo negli incidenti fatali che riguardano le quattro ruote, ma lo stesso trend non si applica ai ciclisti, ai motociclisti o ai pedoni”, afferma Jan Ivarsson, vice direttore dei sistemi di sicurezza. “Nei luoghi dove l’economia è più giovane è una piaga da non sottovalutare, e da un punto di vista governativo è un qualcosa da tenere in considerazione per il futuro”.

I sistemi che rilevano ciclisti e pedoni già esistono. La nuova Volvo XC90 sfrutta un radar Delphi ed un sistema di videocamere integrate sul parabrezza. Se questo dovesse rilevare un pedone in rotta di collisione con la vettura, applica automaticamente il massimo della potenza frenante in un intervallo fra 1 e 1,5 secondi in anticipo rispetto all’ipotetico impatto, se l’autista dovesse mostrarsi in ritardo. Il sistema, inoltre, blocca la vettura se un ciclista che sta viaggiando nella stessa direzione dell’automobile improvvisamente le taglia la strada; stesso meccanismo funziona se si approccia male un incrocio a T.

Il prossimo passo riguarda i motociclisti, che viaggiano a velocità maggiori. A breve verrà prodotto un sistema che sviluppa l’attuale tecnologia, che sopperisce agli angoli ciechi (BLIS), che fa partire un allarme lampeggiante in corrispondenza del montante dietro il quale sta passando un vei- colo o una motocicletta. I primi sistemi BLIS sfruttavano delle telecamere, le tecnologie attuali invece utilizzano dei sensori radar montati dietro le ruote posteriori, dotati di un raggio maggiore nella rilevazione dell’angolo cieco. Grazie a dei sensori più rapidi e più sofisticati, i sistemi di nuova gene- razione saranno in grado di individuare eventuali motociclisti che si stanno avvicinando a voi ad alte velocità, situazione normale nel traffico cittadino. In teoria si dovrebbero combinare due BLIS insieme ad un sistema di Lane-Keep Assist per applicare automaticamente frenata e sterzata in modo da schivare il motociclista, evitando il disastro semmai un centauro decidesse improvvisamente di tagliarvi la strada.

Secondo alcune compagnie di assicurazione, la maggior parte degli incidenti fatali che riguarda- no motociclisti sono quelli in cui un’automobilista non fa in tempo a fermarsi agli incroci. Attual- mente, il sistema anticollisione di Volvo vanta un campo di visione di +/- 25 gradi. Ciò significa che la XC90 può affrontare un incrocio e rilevare un ipotetico motociclista che gli si sta avvicinando lateralmente, ma solo se la velocità relativa dei due mezzi è minore di 40 km/h ed il mezzo a due ruote viaggi a meno della metà della velocità della XC90. Per velocità maggiori, ovvero per rilevare una moto che sta andando alla stessa velocità dell’auto, Volvo sta esplorando la possibilità di ampliare il campo visivo almeno a +/- 45 gradi. Gli addetti ai lavori affermano che i sistemi radar e di videocamere hanno ancora spazio per evolversi, ma purtroppo le seconde faticano ad individuare oggetti quando il veicolo è in movimento. Sensori radar più potenti montati anteriormente potrebbero essere potenzialmente migliori, ma si sta prendendo in considerazione anche un sistema LIDER (sfruttato dalla vettura automatica di Google ) che individua i veicoli in movimento grazie ad un fascio laser in grado di calcolarne anche le varie distanze.

I computer di oggi hanno già raggiunto la potenza necessaria, se li affianchiamo a sensori che monitorano 40 volte al secondo ciò che li circonda siamo già a buon punto, ma gli algoritmi, di contro, saranno sempre più complessi. La frenata completa del mezzo non sarà più necessaria: i processori da soli sapranno calcolare istantaneamente quanta potenza frenante sarà necessaria per evitare la collisione con un motociclista all’incrocio.

Volvo non sta facendo piani su scale temporali, ma l’Euro NCAP sta pensando seriamente di implementare gli scenari con un campo minimo di visione di +/- 45 gradi entro il 2018, anno in cui teoricamente questi sistemi potranno già essere in produzione.

Come funziona?

1- Un automobilista rallenta ad un incrocio a T ma non riesce a vedere in tempo che una motocicletta si sta avvicinando a 65 km/h alla sua sinistra. Pensando di avere la strada libera, l’automobilista accelera svoltando a sinistra: l’incidente è quasi inevitabile.

2- Dei potenti sensori sono montati anteriormente nel SUV, e scansionano rapidamente la strada con un campo visivo di +/- 45 gradi, individuando eventuali motociclisti.

3- Se l’automobilista non reagisce in tempo, i sensori inviano degli input ai sistemi di controllo della vettura. Un ampio raggio di visione unito a degli algoritmi avanzati contribuiscono a rimuovere la necessità di imprimere il massimo della potenza frenante all’improvviso, rallentando invece il SUV solamente quanto basta per evitare la collisione.

4- Una volta evitata la collisione, il motociclista ed il SUV continuano per la loro strada, ovviamente insultandosi in modo adeguato alla piazzola più vicina.

Ben Barry

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