È DA TANTISSIMO tempo che l’idrogeno viene considerato il combustibile dell’avvenire. Oggi però esistono solo due (due!) modelli in produzione alimentati a idrogeno. Uno è basato su una vecchia versione stradale della Hyundai, l’altro è questo, la berlina Toyota Mirai quattro posti dalle linee stravaganti e futuristiche.

Nella lingua del popolo del Sol levante, Mirai vuol dire “futuro”, nonostante vi stiate già chiedendo perché mai il futuro debba avere un’apparenza tanto mostruosa. Pur scusando la Toyota per il pugno in faccia dato da questa novità, e ammettendo che alcuni dettagli del design potrebbero anche rivelarsi funzionali (le larghe prese d’aria triangolari del frontale sono indispensabili per il sistema di raffeddamento), di certo non era così obbligatorio essere tanto… innovatori!

Ma non divaghiamo. Questo è il medesimo balzo tecnologico affidato all’imprescrutabile fede della Toyota nei propri mezzi eseguito due decenni fa con la Prius, salvo che stavolta è su scala molto più ampia: una Prius, in fondo, confida comunque su un motore termico. Le pile di celle a combustibile collocate sotto il pianale della Mirai invece scindono l’idrogeno in una reazione chimica che produce elettricità e acqua. La prima muove le ruote anteriori tramite lo stesso motore elettrico usato sulla Lexus RX450h; la seconda viene riclicata per umidificare le celle o scartata come unica forma di emissioni. C’è perfino un pulsante adibito all’espulsione manuale dell’acqua, per evitare che la Mirai faccia sgocciolare il liquido sul pavimento del vostro garage.

Non c’è neppure bisogno di dire che questo sia uno dei sistemi con celle a combustibile di idrogeno più avanzati dell’epoca moderna. Assistita dall’aggiunta del pacco batterie al nichel-metallo idruro, proprio quelle della Toyota Camry Hybrid, la Mirai eroga 155 cv e 335 Nm di coppia, potendo viaggiare per 480 km prima di doversi fermare per una doverosa ricarica, che richiede circa tre minuti. Il comportamento su strada è quello classico di un veicolo con carburante alternativo. Anzi, è quasi identico ad un’auto elettrica pura, con un’accelerazione corposa e uno sterzo leggermente impreciso in rettilineo. Le sospensioni morbide danno un senso di comfort, mentre con il baricentro basso, al centro del pianale, si traduce nel consegnarsi alle curve con energia e vitalità. Non è una bomba atomica con cui bastonare i vostri vicini la domenica mattina, ma ben presto le sole avvisaglie che quello che state guidando è davvero aldilà dell’ordinario emergono dagli sguardi incuriositi dei passanti, passando dagli interni alla Star Trek e dal suo rumore artificiale, facilmente sovrastato dall’impianto stereo.

Sembra interessante? Infatti lo è, sul serio. Dovremmo ormai essere maturi abbastanza per accettarla e applaudire la Toyota per aver realizzato un’opera tanto efficace, oltretutto non potendo aspettarsi più di 50/100 vendite all’anno in Europa.

Il problema è sempre lo stesso: i soldi. 66.000 Euro, ai quali va aggiunta l’IVA, e questo per quanto riguarda la Germania, dal momento che qui da noi in Italia ancora non è stato diffuso un prezzo ufficiale. Purtroppo al giorno d’oggi ci sono pochissime stazioni ad idrogeno in tutta Europa,  il che non suona tanto confortante per farsi una scampagnata domenicale.

Ne verranno aperte di più, ma serve essere lungimiranti e non poco altruisiti per sposare la mobilità a idrogeno così presto. Onore a te Toyota.

CJ HUBBARD 

Scheda tecnica: Toyota Mirai

Prezzo 66.000 Euro + IVA (in Germania)

Motore Impianto Toyota con celle a combustibile, 155 cv, 335 Nm

Trasmissione Monomarcia, trazione anteriore 

Prestazioni 0-100 km/h in 9,6sec, 178 km/h, 0.76 kg di idrogeno/100km, 0g/km CO2

Peso 1.850kg

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