Toyota GT86

Il mio ultimo incontro con la sportiva compatta di Toyota risale a qualche anno fa. Più precisamente ci trovavamo sul circuito di Vallelunga in occasione del corso di guida sportiva organizzato da quella che al tempo si chiamava Toyota GT Academy, ora ribattezzata semplicemente Toyota Academy. Il ricordo della giornata è ancora piuttosto limpido nella mia mente, e non solo per l’esperienza in sé, quanto piuttosto per le qualità della GT86, che stupì i partecipanti – me compreso – con un handling da vera sportiva, nonostante i dati dichiarati parlavano di appena 200 cv e di una velocità massima di poco superiore ai 220 km/h. Eppure c’era qualcosa in quella piccoletta che ci stregò, o quantomeno stregò me, specialmente dopo la prova di sbandata controllata in cui mi inserirono dopo aver sollevato la questione della difficoltà di portare la GT86 di traverso. Detto fatto, mezz’ora dopo stavo giocando con sterzo e pedale destro mentre controllavo un’uscita di curva pittoresca con le ruote posteriori impegnate a fumare e a fare poco altro, a testimonianza del fatto che la GT86 va capita, ed usata di conseguenza. È inutile cercare di scambiarla per una Supercar in miniatura. Questa che vedete colorata in un arancione a dir poco appariscente è un’auto nata per gli appassionati della guida. Non per i ricconi che comprano Supercar, ma proprio per chi non riesce a pensare ad altro dalla mattina alla sera… è piccola, agile, e super precisa nei comandi, e se anche i 200 cv potrebbero sembrare insufficienti in determinate situazioni – vedi tra i tornanti in un’arrampicata più ripida del solito –  quello che vi farà dire, SÌ, LA VOGLIO, è proprio questo suo equilibrio e la perfetta coesione delle varie componenti. Ci si ritrova in un batter d’occhio in un passo a due che difficilmente riuscirete a replicare con una qualsiasi altra macchina attualmente sul mercato, con sterzo, pedali, e telaio che lavorano all’unisono in quella che sembra una perfetta coreografia studiata per divertire e coinvolgere chi è dietro al volante. Lasciatevi trasportare e potreste addirittura arrivare a pensare che un aumento di cavalleria avrebbe rovinato questo idillio.

TOYOTA

Ok in pista e tra le curve va benissimo, ma in città? La GT86 in città è a suo agio, più di quanto potreste pensare grazie ad un assetto perfettamente in grado di offrire un comfort adatto alla vita di tutti i giorni, ma ovviamente scende a compromessi per quel che riguarda l’abitabilità, la capacità di carico e la visibilità – specialmente nel tre quarti posteriore, ma per fortuna c’è la retrocamera. Non vi nascondo che più di una volta avrei desiderato qualche cavallo aggiuntivo per un pizzico di cattiveria in più in fase di accelerazione, quanto meno per rimanere al passo con il design esterno. Nel corso degli anni, infatti, questo si è evoluto in modo sì piuttosto conservativo, con un nuovo paraurti che integra prese d’aria più generose, fari a LED ridisegnati ed un posteriore più filante, ma questi piccoli cambiamenti l’hanno resa nel complesso più aggressiva, specialmente in questa versione speciale con alettone posteriore e cerchi in lega specifici. Anche all’interno, le modifiche rispetto alla versione di lancio originale sono poche e comprendono un nuovo display touchscreen, un volante ridotto di 3cm e qualche aggiustamento stilistico qua e là in quello che, a tutti gli effetti, rimane uno degli abitacoli più “intimi” del mercato. Ma poco importa dello spazio a disposizione quando la contropartita è un’esperienza di guida così pura e cristallina. Noi di Car l’abbiamo promossa a pieni voti, e siamo sicuri che anche voi fareste e farete lo stesso… magari però scegliete un’altra verniciatura.

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Riccardo Cacace

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