Stelvio vs Macan

Porsche CONTRO Alfa. Fermatevi un secondo, chiudete gli occhi e ripensate a quanto avete appena letto, provando a non accennare anche minimamente ad una smorfia di dissenso alla fine della frase. Cercando di essere razionali e oggettivi, quali immagini vi potrebbero venire in mente? Magari la 911 2.0 ultraleggera che fa a botte con la Alfa GTA nella stagione del ’97 della Trans-Am, oppure la Alfa 33TT12 che trionfa sulla 908 dei tedeschi otto anni dopo? Bene, adesso però dimenticatevi dei cari vecchi tempi. Viviamo in un’era in cui il campo di battaglia si è spostato, dalle leggendarie gare del Motorsport ai SUV da 2.000kg, quindi andiamo a vedere come la nuova Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio se la cava contro l’attuale campionessa in carica della categoria, ovvero la Porsche Macan Turbo, che per l’occasione veste anche il Performance Pack. Al di là della vostra opinione sui SUV in generale – so benissimo che tanti di voi li odiano, ma ahimè vanno a ruba – il mercato li ha fortemente richiesti e le case automobilistiche hanno esaudito i desideri della gente. Aspetta, forse è il contrario. In ogni caso, Porsche è stata la prima a darsi ai titani rialzati quando costruì la Cayenne, per poi proseguire la dinastia col fratellino Macan. Alfa, dopo un bel po’ di anni, è riuscita a unirsi alla banda dei SUV, generando questo grosso finto fuori strada che confronteremo con la Macan per un totale di quasi 1.000 cv e un costo che, singolarmente, va oltre gli 85.000 Euro – prezzo al quale riuscireste a portarvi a casa una Porsche come si deve a motore posteriore.

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Abbiamo già messo alla prova la Stelvio a benzina in un test di gruppo e, purtroppo, aveva confermato i nostri timori: era istrionica e forte di carattere quanto un protagonista di un film Disney, ma non era abbastanza per convincere i più tignosi possessori di Audi Q5. Ma stavolta sotto al cofano c’è un V6 da 510 cv che deriva dalla Giulia; le cose si fanno interessanti.

Sicuramente sfoggia un look che tiene fede alle sue folli prestazioni. I minacciosi fari accigliati, l’enorme griglia a forma di cuore e la targa asimmetria rendono la Stelvio una delle auto più riconoscibili dell’attuale panorama automobilistico; la versione Quadrifoglio aggiunge anche delle feritoie sul cofano in stile Cosworth, delle estensioni delle arcate ed il badge del quadrifoglio al posteriore; segnali piuttosto palesi che ci gridano “Hey, questo non è un diesel qualunque!”. L’anteriore alto e largo ci permette di distinguerla facilmente dalla più bassa Giulia berlina, ma è chiaro che la carrozzeria è stata intagliata dallo stesso sarto. Una cosa interessante da sapere è che, a differenza della Merc C63 che fa da rivale alla Giulia Quadrifoglio, la Stelvio vanta la trazione integrale. Non è un sistema configurabile come quello della BMW M5, ma è talmente tanto tendente al posteriore che l’asse anteriore si fa quasi sempre i fatti suoi, almeno finché l’auto avverte che il posteriore sta esagerando.

Per la maggior parte delle persone questo slittamento non avverrà mai, almeno non con le grasse ruote da 20 pollici che appiccicano la QF al suolo e le conferiscono anche un buon appeal per chi adora lanciarsi fra i cordoli. Novantaseimila bigliettoni saranno tanti, forse troppi per una Alfa, ma le premesse sono buonissime; è ora di metterle alla prova. Mi approprio delle chiavi ed attraverso la campagna dello Wiltshire in direzione Gloucestershire, dove abbiamo segnato il punto di incontro con la Macan Turbo.

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Simone Colongo

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