Anteprima

Station Wagon Diesel

La nuova Serie 5 Touring si riaffaccia sul mercato delle station wagon premium che è stato rianimato da un teatrino scandinavo piacevolmente diverso. Ma possono entrambe competere con la possente eleganza della Mercedes Classe E?

LA STORIA HA DIMOSTRATO che coloro che sono al potere raramente ci restano a lungo se non fanno nulla. Quando avete un dominio come quello tedesco nel mercato delle station wagon premium, la tentazione di non fare nulla dev’essere molto forte. Per assicurarsi di non lasciare che la concorrenza sfrutti il vantaggio non è che non facciano esattamente nulla, ma piuttosto adottano un approccio molto conservatore e del tutto evoluzionale sviluppando le loro auto che definiscono la classe.

Diesel Station Wagon

E poi arriva la Volvo con la sua intelligente V90, che potrebbe facilmente fare sembrare l’ultima Classe E (nuova l’anno scorso) e la Serie 5 (nuova quest’anno) meno innovative di quanto lo siano in realtà. Mentre a Monaco cincischiano sulle minuzie e a Stoccarda si arrovellano sul progetto della trazione, i buoni cittadini di Gothenburg hanno semplicemente optato per questa…

Dobbiamo scoprire se l’arrivo della Volvo ha davvero cambiato le carte in tavola, o se la Mercedes e la BMW – ancora meritano di essere le scelte predilette.

L’ultima BMW Serie 5 Touring, in assetto 520d M Sport da 62.750 Euro, sfida la Mercedes E220d Premium da 65.870 Euro e la Volvo V90 D4 Inscription da 59.480 Euro.

Esternamente, le disparità non sono evidenti; sono tutte belle macchine. La BMW in particolare è abbastanza slanciata. La Classe E effettivamente beneficia di qualcosa chiamato stile al giorno d’oggi, anche se l’aggiunta di rotondità alla parte posteriore fa marginalmente diminuire una capacità di carico tradizionalmente paragonata a quella della balena di Giona (anche se trovavo la versione precedente più bella).

E la Volvo, una volta immortalata dalla schietta creatività pubblicitaria di Dudley Moore nel film Crazy People come ‘una bella scatola’, è diventata una sorpresa assoluta; le mie sole preoccupazioni sono le barre anteriori verticali della griglia un po’ troppo da camion e – a portellone sollevato – la parte interna delle luci posteriori, pericolosamente vulnerabile.

A bordo, tuttavia, ogni pixel racconta una storia diversa…

La BMW è stata in una fase transitoria con lo stile dell’abitacolo fin da quando l’ex progettista capo Chris Bangle insisteva che ‘la BMW deve cambiare’ portando ad un ergonomico liberi tutti negli interni di una Serie 7, sollevando la domanda quasi universale ‘Perché?’.

Con gli infiniti optional che ne fanno salire parecchio il prezzo quelli di questa 520d sono, indubbiamente, degli interni ben fatti, con una meticolosa cura dei dettagli ovunque si guardi. Ma l’ingombrante presenza orizzontale della console centrale, originariamente ispirata agli incrociatori cromati tra i quali Bangle ha trascorso la sua infanzia in Wisconsin, resta, anche se ormai ad ogni nuova versione declina sempre di più verso il conducente.

Le bocchette di ventilazione centrali sono basse a causa della posizione dello schermo da 10,25 pollici del cruscotto quindi, pur provando sollievo sui capezzoli in una giornata calda, direzionare l’aria fresca sul viso è più complicato.

Leggi l’articolo completo sul numero 95

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