Con la nuova Citroë​​n C3 la Casa di Parigi non solo rafforza il nuovo posizionamento e l’immagine che si sta costruendo la Casa di Parigi, ma fa l’occhiolino ai millenials.

Mark Twain diceva “non si è mai sbagliato a fare la cosa giusta”. In effetti, a prescindere da questa nuova C3, la strategia di Citroë​​n vuole un Marchio fortemente focalizzato sul piacere di vivere, sui colori e su un target connesso ai ritmi odierni. La cosa giusta sta nella tensione della Casa nel ridarsi una identità precisa, dopo che DS è diventata un Marchio a sé, e l’esigenza di allontanarsi anche da qualsiasi affinità con il Marchio cugino, Peugeot, così zeppo di offerte pericolosamente in grado di replicare quelle della Casa del Double Chevron.

Dopo aver provato un nuovo modello, ho sempre bisogno di una manciata di giorni prima di scriverne. Preferisco leggere con attenzione le informazioni della cartella stampa, riguardare le foto, rileggermi gli appunti presi al momento e riascoltare le registrazioni dei miei commenti durante la guida. Mi piace sedimentare le informazioni che recepisco, valutarle anche in un ottica di maggiore comprensione della vettura non solo dal punto di vista dinamico, ma anche in funzione di com’è e come si andrà a proporre sul proprio mercato di riferimento. E di questa nuova C3 ho molto più da dire adesso che subito dopo la prova.

Innanzitutto il gesto stilistico. È completamente nuova rispetto al modello che l’ha preceduta a cui io sono particolarmente legato (per caso la C3Max? Esatto). Ma a studiarne bene la genesi neanche poi tanto. Diciamo che qui, vecchio e nuovo, sono letteralmente saldati insieme. Il suo corpo così funky è seduto sulla piattaforma PF1 che già appartiene alla precedente C3. Modificata anteriormente in funzione di una più accurata attenzione ad un impatto con i pedoni e maggiormente temprata all’altezza dei montanti B per assicurare maggior protezione in caso di impatto laterale, presenta uno studio dei pesi che compensa questi interventi strutturali con alleggerimenti in altri comparti che, alla fine, mantengono il valore complessivo alla pari del modello uscente.

Detto questo, la sua estetica è completamente differente. Ho sentito pareri discordanti al riguardo, ma il suo disegno aggiunge senza ombra di dubbio un po’ di schiuma nel mare del segmento B altrimenti piuttosto monotono.

Su strada la mia prima impressione è quella di un accenno di ritorno alle origini. Nel senso che il corpo ha movimenti più gentili, anche se controllati negli appoggi e nelle compressioni, ma molle ed ammortizzatori sono stati ammorbiditi rafforzando il tutto con una maggiore corsa delle sospensioni a tutto vantaggio del comfort complessivo di marcia.

Ma poi il dettaglio che colpisce non è ne tecnico, ne stilistico. C’è quella cosa della cam appena sotto lo specchietto retrovisore che puoi comandare con un veloce clic e condividere sui social i tuoi video o le tue foto tramite apposita app, che si porta dentro tante implicazioni potenziali molto affascinanti. Voglio dire che si tratta, prima al mondo, di un’innovazione in grado di occhieggiare a questa generazione di ragazzi che sembrano così lontani dal mondo dell’auto, che partecipano ai flashmob, agli happy hour, che comprano low cost e sono tremendamente social e che sono un target quasi naturale per Citroë​n che può promuovere questa C3, così connessa, quale vettura di riferimento per questi millenials pronti a condividere ogni istante della loro vita.

Durante la conferenza stampa ci hanno presentato la C3 in configurazione WRC per attaccare il mondiale 2017. Un video costruito in stile Frank Miller che ci svela lo spirito da corsa di questa nuova proposta, ma che nella realtà, probabilmente, non lo rivedremo mai replicato su strada. Sembra che la strategia Citroen non riguardi anche declinazioni più esplicite del modello. Speriamo solo per adesso.

Per ora le configurazioni prevedono tre motori a benzina tre cilindri da 68, 110 cavalli e, nel mezzo della line-up quello che 82 cavalli che ho avuto modo di provare. Ad affiancarli i due diesel BlueHDi da 75 e 100 cavalli.

Su strada, con la versione che ritengo sarà la più venduta, l’ho trovata piuttosto pimpante in città, ma un po’ in affanno sui tratti autostradali. Senza la presenza di un turbocompressore in grado di riempire un po’ i regìmi medi. Il picco di coppia è sui 3000 giri e in autostrada, per cercare un adeguato livello di vigore, è necessario non lesinare con il piede destro. Di contro il sound di questo tre cilindri diventa coraggioso e piacevole da ascoltare. Il cambio manuale a 5 marce sembra ben accoppiarsi con le prime due marce corte e le altre piuttosto lunghe che ben allungano la spinta del volenteroso 1.2 litri.

La silenziosità di marcia è notevole, quasi raffinata per una citycar come la C3. In città si gestisce molto bene; grande luminosità e visibilità eccellente in ogni condizioni, ottimo lo sterzo con un raggio molto ridotto a tutto vantaggio di agilità e velocità di manovra. In autostrada la silenziosità resta una qualità centrale, solo qualche fruscio nei dintorni degli specchietti retrovisori. La compostezza della cassa rimane apprezzabile soprattutto nella gestione degli avvallamenti e le increspature. Il discorso cambia leggermente quando questa morbidezza intrinseca si deve misurare con velocità più elevate. Qui il rollio diventa più pronunciato e siccome l’abitacolo non offre nessuna maniglia di sostegno per i passeggeri e anche i comodi sedili peccano un poco in contenimento laterale, è un attimo che ti trovi a guidare aggrappato al volante e i passeggeri a puntellarsi con i piedi per non rovinare addosso l’uno agli altri. È, chiaramente, una esagerazione perché nessuno sarà mai chiamato a fare una prova speciale con questa C3 (quello sarà compito della WRC), ma è una condizione che si fa notare quando inizia a spingere di più soprattutto negli inserimenti e nelle curve ad ampio raggio. Al riguardo a mano a mano che gli angoli si fanno più veloci ho notato un certo intorpidimento della sterzata, ma nel complesso il sistema della C3 è più che decente rendendo l’anteriore sempre facile da posizionare.

Il comfort è uno dei suoi punti di forza. Sono alto 175 cm quindi non riesco ad apprezzare particolari qualità abitative negli abitacoli. A tal riguardo mi vanno tutti bene. Ma se sei alto, qui troverai una delle migliori posizioni di guida offerte dall’intero segmento. Tanto spazio anteriormente, una gamma di regolazioni estremamente ampia e sedili posteriori, anche se un po’ stretti, ma con spazio più che sufficiente ad ospitare passeggeri alti (o quasi). Ottime le dimensioni del bagagliaio che in configurazione normale ha 300 litri di disponibilità.

Il cruscotto è la parte che io preferisco in assoluto. L’aspetto minimale è esattamente quello che i designer Citroën volevano ottenere. Mi fa pensare alla freschezza e la semplicità dei mobili Ikea. Tutto funziona alla perfezione, con lo schermo da 7″ che sta lì quasi a galleggiare al centro della plancia e con i comandi a sfioramento molto migliorati rispetto alle prime versioni. La plastica è di ottima fattura e gli assemblaggi godono di certe semplici ricercatezze che ti regalano un sorriso (le cinghie per tirare gli sportelli, ad esempio).

La gamma colori ti invita ad esprimere la tua individualità con quel mix and match tra tetto e carrozzeria che ti mette a disposizioni tinte perfette per modernità e brillantezza. Poi ci sono anche gli Airbump, che già abbiamo visto sulla C4 Cactus, e che qui vengono riproposti, come optional, più sottili e differenti come forma.

La tecnologia offerta è tutta di primo livello e coerente con la missione della C3. Ad iniziare dalla già vista ConnectedCAM per passare ad un infotainment dotato di navigazione Connect Nav comandabile anche vocalmente e abbinato ai servizi Tom Tom traffic, poi il Mirror Screen compatibile con Apple CarPlay e, dal 2017, con Android Auto. Non manca, sempre nei vari pacchetti optional, la telecamera di retromarcia, la funzione hill assist, l’avviso di superamento carreggiata, il sistema di sorveglianza angolo morto e, infine, il il servizio Citroen Connect Box con il Pack SOS, la piattaforma di assistenza specializzata 24/24 cui si è dotato anche il Costruttore francese.

Lato prezzi? Tre allestimenti principali: Live, Feel e Shine con una forbice che va dai 12.250 Euro della PureTech 68 cavalli nella configurazione Live ai 18.500 della PureTech 110 S&S Shine con cambio automatico EAT6 che sarà disponibile a partire dal prossimo febbraio 2017. Nel mezzo le versioni diesel con la BlueHDi 100 S&S da 18.400 Euro nella configurazione più ricca Shine.

A queste offerte poi ci sono i pacchetti optional molti dei quali disponibili a partire dalle versioni Feel. L’allestimento e le combinazioni offerte sono molto ampi e, come estrema semplificazione, si possono aggiungere moltissime opzioni aggiuntive già con un sovrapprezzo aggiuntivo complessivo di 2.000 Euro.

Insomma, questa nuova C3 non stabilirà dei nuovi parametri di riferimento nel Segmento, ma è diversa, si fa notare e tutte le persone con le quali ho parlato sembrano concordare sul fatto che Citroen ha fatto una cosa giusta con il suo stile avventuroso. Non smette mai di ispirarti simpatia e voglia di guidarla. Questo Puretech 82 cavalli è molto economico, silenzioso quanto basta e volenteroso anche quando ti allunghi fuori città. Ma se volete avventurarvi più lontano, opzionate il turbocompresso da 110 cavalli. Andrete sul sicuro.

A proposito dell'autore

Marco Della Monica
car & motorsport contributing editor

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