Ho una granitica certezza da almeno due anni: la Renault Mégane RS è la migliore trazione anteriore sportiva del mondo, al suo fianco, in un gioco ideale di sorpassi e controsorpassi, la Seat Leon Cupra. Con la versione 290, più potente di 10 cavalli, che abbiamo provato sulle strade intorno a Barcellona e in un percorso chiuso al traffico tecnicamente molto indicativo, la Leon Cupra conferma in pieno le sue eccellenti doti dinamiche: consistenza in ogni condizione, motricità e stabilità, velocità micidiale nei cambi repentini di traiettoria, un assetto spettacolare e un motore dal tiro imbarazzante. Per adesso fermiamoci qui ché il racconto ve lo lasciamo al prossimo numero di CAR.

Disponibile sul mercato italiano nelle sue tre varianti di carrozzeria: SC (sport coupé), cinque porte ed ST (station wagon) offerte tutte allo stesso prezzo di 35.000 Euro, qui vale la pena evidenziare i pochi interventi tecnici che hanno generato ulteriore potenza e concentrati, principalmente, nello scarico con contropressioni diminuite e  complessivamente più leggero.

Il risultato finale sono 10 cavalli che si distribuiscono perfettamente lungo l’intero arco di utilizzazione del nevrile 2 litri TSI, adesso più presente anche dal punto di vista sonoro grazie ad una rinvigorita tonalità soprattutto nella configurazione CUPRA.

Eh sì perché il già conosciuto “Drive Profile CUPRA” si conferma strumento ideale per esaltare la poliedrica capacità dinamica di Leon e che si sposa perfettamente con la regolazione adattiva dell’assetto DCC e i suoi diversi profili di  comportamento: da Confort a Sport e infine alla modalità Cupra, quest’ultima che consente di esplorare un ulteriore “fine tuning”.

La macchina in prova è dotata di cambio manuale a 6 marce, perfetto nella spaziatura, nella consistenza e velocità, ma che mitiga la sensazione complessiva nei vari passaggi di set up. In questo caso è quasi obbligatoria la presenza del doppia frizione DSG con il quale percepisci più nitidamente i diversi profili. Sta di fatto che in modalità confort la Leon Cupra veleggia agile sulle asperità e gli avvallamenti della strada smorzando in modo più che sufficiente i contraccolpi nell’abitacolo. Negli inserimenti in curva il differenziale autobloccante meccanico a controllo elettronico fa sentire il suo lavoro, ma senza mordere troppo e anche se in percorrenza si inizia a percepire un certo sottosterzo, questo resta nei limiti della facile gestione, soprattutto considerando la velocità con la quale ti permetti di affrontare la piega. Il comportamento diventa sempre più affinato e reattivo a mano a mano che ti sposti su Sport e, infine, su Cupra dove la Leon si esalta in tutta la sua eccellenza progettuale.

Qui il differenziale cambia carattere, morde i pacchi frizione con decisione e anche se dai gas convinto prima dell’apex il muso mantiene la giusta traiettoria con fermezza e con un posteriore monolitico che segue, alleggerendosi quel tantino per farti uscire dalla curva bello dritto e pronto a spalancare. Una goduria. Nessuna forza di coppia sul volante, nessun tentennamento del telaio, uno sterzo sopraffino che copia fedele ogni tua correzione.

Faccio fatica a cercare un punto debole e quindi neanche mi sforzo per farlo. Il fatto è che personalmente questo modello mi ha conquistato già dalla sua prima uscita, ho avuto il piacere di schierarmi in gara con la sua declinazione da corsa e la cosa che mi ha conquistato tra le tante è la sua costanza nel comportamento complessivo. Mi spiego: molte auto presentano spesso due facce, fino ad un certo ritmo hanno un comportamento preciso e prevedibile, poi, approssimandosi al limite, diventano più aeriformi e poco intellegìbili. Più difficili da interpretare. Non è per forza un difetto perché è così, fa parte del carattere di quell’auto e la tua capacità sta nell’individuare la giusta interpretazione per meglio connetterti con essa. Quando succede, spesso è meraviglioso (penso all’iconica Porsche 911), altre volte questa doppia personalità ti infastidisce e ti imbarazza come se parlassi ad un amico bipolare.

La Leon Cupra no. Fa parte di quel rarissimo club di auto che quando le guidi, al netto dell’impegno che ci vuole, le capisci . Lei resta fedele a prescindere dal ritmo con il quale incedi. Splendidamente costante nella sua dinamica la Seat Leon Cupra 290 si conferma leader assoluta nel trafficato segmento delle hot hatch che ci fanno battere il cuore.

Marco Della Monica

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