Rolls-Royce Phantom

Le componenti a bagno d’olio sono state costruite in Germania, con gli ingegneri ed i designer stazionati principalmente a Monaco. Il boss si chiama Schwarzenbauer ed il CEO ha ben tre caratteri tedeschi speciali nel proprio cognome. Persino il cuoio – 12 tipi diversi – proviene dai tori bavaresi.

Eppure la nuova Rolls-Royce Phantom emana un’aura di stile inglese che si può toccare con mano, la stessa che pervadeva anche il suo predecessore a motore BMW. La carrozzeria è stata battuta sull’erba di Lord March e per le dolci colline di Goodwood ed il reparto carpenteria e della lavorazione delle pelli ha tratto ispirazione dal lavoro che nel Sussex si faceva sulle imbarcazioni e per le selle dei cavalli. Una volta a bordo, ci si siede all’interno di una magione maestosa montata su quattro ruote. Sembra quasi di poter sentire l’odore di legno che arde nel camino. Ci si potrebbe aprire una galleria d’arte su quest’auto; the latest and greatest Phantom, generation VIII (notare come l’utilizzo ufficiale dei numeri romani contribuisca a rendere tutto più pomposo).

BMW ha fatto un ottimo lavoro nell’unire tradizione e tecnologia con Rolls-Royce.

rr-phantom8-siddarth-patankar-8610

Sono qui con Torsten Müller-Ötvös, il CEO di cui vi parlavo con tutte le sue lettere speciali tedeschi, che cerca di spiegarmi come sono riusciti ad infondere quest’auto di tutto questo lusso inglese. Mi risponde che lui e BMW stessa hanno imparato dagli errori commessi nel baratro toccato negli anni ’90 con Rover. Aggiungiamoci anche che Müller-Ötvös è un anglofilo. Ha una sorta di amore innato per l’Inghilterra. Infine, va detto che molti degli ingegneri e dei designer che ci hanno lavorato sono inglesi; il designer Giles Taylor, ex Jaguar, giusto per citare uno dei più importanti.

L’obiettivo di tutte queste menti era quello di sviluppare ed ingegnerizzare la berlina più lussuosa del mondo. Certo, il lavoro è facilitato dal fatto di essere partiti con la Phantom VII, che già era una spanna sopra a qualsiasi Bentley o Mercedes-Benz per quanto riguarda la mole pura e semplice di lusso sfrenato.

A prima vista non è molto diversa dal modello precedente. Taylor ritiene che il look della Phantom sia qualcosa di classico, un po’ come le Porsche 911, quindi per forza di cose non bisognava effettuare alcuna rivoluzione di stile. Notiamo invece un’estetica leggermente limata, con la griglia Phantom sottilmente rialzata e reclinata ed un parabrezza posteriore che scende con una pendenza più accentuata.

A parte queste piccolezze, difficilmente riuscirete a trovare altre differenze. Così come la vecchia Phantom, anche qui l’impatto visivo è dominato dalla griglia frontale a strapiombo (fatta in acciaio inossidabile battuto a mano), dal cofano allungato, dai grossi alettoni anteriori, dall’interasse lungo (ulteriormente allungato nella VIII, per uno spazio per le gambe ancor maggiore), e dalla piccola codina impertinente.

Il nuovo modello sarà un po’ più corto del suo predecessore. Questo in parte è per permettere alla versione Extended Wheelbase – di 22cm più lunga – di restare entro i sei metri di lunghezza generale. Tutto ciò perché, superata quella lunghezza, secondo le leggi cinesi servirebbe una patente di autobus per guidarla, e Rolls non vuole scontentare i “mecenati” (è esattamente così che Rolls definisce i suoi clienti) della Grande Muraglia.

Leggi l’articolo completo sul numero 96

CAR lo trovi IN TUTTE LE EDICOLE della tua città e in edizione digitale su pocketmags.com

Rolls-Royce Phantom VIII Photo: James Lipman / jameslipman.comRolls-Royce Phantom VIII Photo: James Lipman / jameslipman.comRolls-Royce Phantom VIII Photo: James Lipman / jameslipman.com

 

 

A proposito dell'autore

Redazione

Post correlati