Dopo un anno di stop che ha marcato un periodo comunque di forte contrazione della manifestazione, ritorna il MotorShow che per decenni ha rappresentato l’appuntamento più originale e seguito tra tutti i Saloni legati al mondo dell’auto.

Non potevamo certo mancare all’apertura del Motor Show di Bologna che si sta svolgendo in questi giorni al quartiere fieristico della città emiliana. Non potevamo certo mancare sia perché fa parte del nostro lavoro essere presenti lì dove l’auto ha sempre qualcosa da dire, ma anche perché Motor Show per noi operatori del settore, ma anche per milioni di altri appassionati, ha sempre rappresentato un appuntamento imperdibile ricco di proposte di mercato e di occasioni uniche per vedere da vicino i protagonisti conosciuti e non del motorsport nazionale ed internazionale.

Negli anni d’oro, la kermesse bolognese, salutava nel corso delle due settimane di presenza, milioni di spettatori, un cartellone di gare così fitto, di protagonisti di così assoluto valore internazionale che l’Area 48 assurgeva quasi a marchio di passione e motorsport. Poi la grande crisi ne decretò la lenta fine. Uno spettacolare appuntamento che non sarebbe più riuscito a ritrovare una sua identità schiacciato com’era dalla necessità di ripercorrere un’offerta fatta di spettacolo e grandi stand in un contesto dove spettacolo e grandi Case stavano preparandosi a levare le tende da tutti i palcoscenici del mondo ( ed in alcuni casi anche dal mercato).

Quest’anno il Motor Show si è rimesso in carreggiata, questa volta direttamente sotto l’egida dell’Ente Fiera di Bologna che ne ha riscritto la partitura, l’ha presentata ad un mercato (finalmente) in decisa crescita nella speranza di innescare quel discorso di giovanile entusiasmo e passione che sembrava perso definitivamente.

Diciamo subito che siamo ancora molto lontani dalla densità degli espositori di una volta, ma con grande piacere abbiamo ritrovato una corposa programmazione agonistica nell’Area 48 seguita direttamente dall’ACI che è la nostra Federazione per gli sport motoristici e una presenza tutt’altro che trascurabile di Costruttori: il gruppo FCA, che già da solo rappresenta una investitura per il futuro della manifestazione non da poco, poi Marchi evocativi e prestigiosi come Aston Martin, Bentley, Pagani, Lotus, il Gruppo PSA, Renault e Nissan che si portano anche Infiniti che, per la prima volta debutta in un Salone italiano. Il marchio DR, di Massimo Di Risio, che ritorna con rinnovato slancio e nuove proposte (la DR Zero), Mercedes-Benz e, quindi, Smart e poi Toyota, Ford, Suzuki, Tesla. Anche i carrozzieri come Zagato, Pininfarina, i Fratelli Frigerio (mi raccomando passate a guardarla la loro Effeeffe. Sembra un salto all’indietro nel tempo, quello in cui le GT ammaliavano con quelle forme sontuose al pari delle donne di quell’epoca). Ultimi, ma non ultimi, gli spazi riservati alle grandi collezioni. Un richiamo necessario per ricordare che l’auto ha una storia e un’anima ricca, calda e passionale.

Una risposta più che incoraggiante unita ad una impostazione meno strillata, più concreta e minimalista. Gli stand sontuosi e milionari sono un ricordo del passato, e ci pare giusto, c’è molto più spazio dedicato all’auto, molto più spazio per incontrare gli addetti ai lavori e più spazio per inventarsi, nelle edizioni future, nuove iniziative per riproporsi come l’appuntamento annuale più originale e fuori dagli schemi, sempre ingessati, dei grandi saloni internazionali. In questi giorni scenderemo nel dettaglio scegliendo qualche “argomento” esposto al Motorshow di Bologna fino all’11 dicembre.

Forza Motor Show e ad majora.

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Marco Della Monica
car & motorsport contributing editor

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