Sono le tredici curve dell’Autodromo del Mugello: San Donato, Luco, Poggio Secco, Materassi, Borgo San Lorenzo, la mitica Casanova-Savelli e, a seguire, le tecniche ed implacabili Arrabbiata 1 e 2, la Scarperia, Palagio, Correntaio e Bucine. Nel mezzo un transitorio da 4 e 5 piena, Biondetti 1 e 2. Ogni curva contiene la tredicesima parte di un’emozione e di una sfida. Guidare il Circuito del Mugello appartiene a quei momenti che sublimano il concetto di questo sport. Ci sono ritornato grazie a Renault che, ad inizio anno, ha tirato fuori dal cilindro la Clio Press League, una sfida nella sfida del monomarca, per vetture turismo, più graduato in Europa. Praticamente una classifica che premia il giornalista pilota che meglio si piazza nell’appuntamento in cui corre. Da sempre caratteristica dei Monomarca è una intelligente strategia legata alle scie. In pratica si tratta di creare dei gruppi di due o tre vetture che si aiutano a vicenda a staccare il miglior crono in griglia. Come? Tirandosi lungo i rettilinei. La scia, per chi segue da vicino il pilota che lo precede, è un prezioso alleato perché produce una sorta di vuoto d’aria che riduce drasticamente la resistenza all’avanzamento e permette di raggiungere velocità più elevate.

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