SONO ORMAI PASSATI nove anni dal suo esordio, ed oggi si riescono a trovare delle offerte veramente allettanti sull’usato della Aston Martin V8 Vantage Roadster. Allettanti quanto? Le vetture più vecchiotte le troviamo per circa 50.000 Euro con soli 6.000 km sul groppone, ed alcune di queste sono vendute direttamente dalle concessionarie ufficiali. Per il bel facelift del 2009 ci troviamo sulla fascia dei 65.000 Euro, per auto che vanno dalle 10 a 30.000 chilometri. Attenzione però, perché nientepopodimeno che una Porsche Boxster nuova di zecca parte proprio dai 55.547 Euro per il modello entry-level fino ad arrivare alla sensazionale, ma leggermente meno pratica, Boxster Spyder coi suoi 85.604. Oggi proveremo la GTS, la vettura al top della gamma prima che arrivasse la Spyder 3.8 litri. Monta un sei cilindri in linea 3.4 litri montato proprio dietro al pilota e scarica 330 cv e 370 Nm alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a sei rapporti. Sull’etichetta leggiamo 76.699 Euro, più o meno quelli che troveremo su una Aston usata con pochi chilometri del periodo 2009-2011. Oggi proveremo proprio una Aston di quella categoria, gentilmente concessaci da Aston Martin Works.

La Aston mantiene intatto il suo look da auto da 130.000 Euro, grazie al cruscotto con stupende cuciture in pelle ed ai sedili bassi e confortevoli. Inserite la chiave a forma di gioiello nella console centrale ed il V8 erutterà come una fabbrica di munizioni che va a fuoco. Il suo non è un baccano disordinato e demoniaco, bensì un rombo potente ma pastoso che abbassando il tetto si riesce veramente ad apprezzare a fondo. Premendo un pulsante, anche in marcia, lo spesso ed isolante tetto in tela si ripiega dentro una copertura carenata. Ci sentiamo ben protetti da eventuali sballottamenti anche a velocità relativamente elevate, e la vivibilità resta ottima anche col tetto chiuso.

Il V8 inizialmente esprime la sua potenza in modo piuttosto calmo, ma una volta che l’indicatore che va al contrario dei giri supera i 4000 giri/min, il sound dagli scarichi si fa più duro ed il V8 tira fuori le unghie, pur non risultando tanto veloce quanto ci saremo aspettati sentendo la colonna sonora del motore.

La Vantage non ci sembra un’auto particolarmente sportiva: lo sterzo è un po’ lento e pesante, il cambio è duro quanto quello di un mezzo articolato JCB ed è semplicemente impossibile far sparire i 300 kg in più che ha rispetto all’agile Boxster. Si è inoltre ben consci della struttura più traballante rispetto a quella della Vantage coupe, visto che, ogni tanto, avvertiamo qualche sussulto di troppo alla colonna di sterzo.

È chiaro a prima vista che gli interni della Boxster mancano della sensazione di lusso che ci ispira l’abitacolo della Vantage, ma le finiture e l’assembramento sono superbi, l’infotainment è più fresco e recente e la posizione di guida è semplicemente perfetta: bassa, accogliente, infinitamente regolabile.

Proprio come per la Aston, il tetto in tela della Boxster si ripiega anche in movimento, ma non c’è una copertura carenata nella quale andare a nascondersi – il tetto resta esposto, ed in effetti i punti di contatto con la carrozzeria sembrano un tantino scialbi.

Ovviamente non c’è niente di scialbo nell’esperienza di guida. Lo sterzo è affilato, rapido e preciso, il telaio è più flessibile e giocoso di quello del suo predecessore ed i freni hanno una potenza apparentemente infinita unita ad una gran comunicabilità.

Il propulsore è la classica ciliegina sulla torta. Il sei cilindri è un po’ vuoto ai bassi regimi, ma la cosa non fa altro che incoraggiarci ad affondare il pedale del gas; l’erogazione è deliziosa, reattiva e frizzante fino ai 7000 giri/min e poco più. Poi si impugna la leva del cambio, si innesta la marcia successiva ed il godimento ricomincia da capo.

OPTIONALS IMPORTANTI

Ci sono svariati optionals altamente desiderabili per la Aston, fra cui il Power Upgrade (3.600 Euro; potenzia le vetture 4.3 litri di 20cv/10Nm), lo Sports Pack (7.000 Euro; ammortizzatori frontali più rigidi del 68%, cerchi in lega ultraleggeri a cinque razze, ammortizzatori in alluminio Bilstein), impianto stereo con Bluetooth e connettività telefonica (850 Euro per i modelli post-2008), integrazione per l’iPod (1.500 Euro) e telecamera posteriore (4.600 Euro). Ci sono poi una serie di aggiunte in fibra di carbonio alla carrozzeria, fra cui la griglia (2.900 Euro), i gusci degli specchietti retrovisori (2.000 Euro), la zona intorno alle luci posteriori (1.500 Euro), le fasce laterali (1.600 Euro) e splitter e diffusore (4.200 Euro). Si potevano anche avere le luci posteriori chiare per 1.700 Euro e pinze dei freni verniciate per 1.200 – 2.600 Euro. Aston Martin Works ci offriva inoltre delle modifiche personalizzate sulle vetture usate, fra cui l’inserimento di qualsiasi di questi optionals fino ad arrivare alla sostituzione completa dei sedili o delle tappezzerie, o anche alla modifiche della verniciatura degli esterni.

Coi suoi 76.699 Euro, la GTS costa circa 9.000 Euro in più rispetto alla Boxster S, ma aggiungendo un buon numero di optionals sulla S si arriverà ad un prezzo più o meno simile, senza però poter godere dell’aumento di potenza della GTS, senza contare alcuni dei suoi USP. Ammortizzazione adattiva, Pacchetto Sport Chrono con i supporti dinamici del motore, ruote da 20 pollici Carrera S, sedili Sports Plus e fari bi-xeno dinamici aggiungono 4.500 Euro al prezzo di una Boxster S. Ma possiamo spendere anche di più. Altre chicche importanti sono i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera per la retromarcia (1.574

 Euro), cambio PDK a doppia frizione (3.545 Euro), vernice metallizzata (842 Euro), vettorizzazione della coppia con differenziale bloccante posteriore (1.342 Euro), PCM con navigatore (3.227). L’assetto sportivo fisso delle sospensioni è un optional gratuito.

AFFIDABILITÀ

La Aston inizia ad avere un bel po’ di anni sul groppone (la nuova DB9 prevista per il 2016 porterà la tanto agognata aria fresca nella gamma), ma ciò significa anche che il modello ha avuto parecchio tempo per evolversi ed affinarsi. La buona notizia infatti è che, tanti piccoli problemi che affliggevano i primi modelli, sono già stati risolti in garanzia, mentre le auto successive hanno potuto imparare dagli errori dei predecessori. Il V8 poi è noto per essere un motore affidabile e resistente.

Acquistandola da Aston Martin Works o da un concessionario ufficiale, riceveremo il programma Assured Scheme che comprende un controllo preventivo, 12 mesi di MoT ed assicurazione più qualsiasi intervento da fare entro tre mesi o 4.500 km. Nel 2016 verrà anche introdotto un ulteriore programma Timeless.

Per esperienza personale, escludendo forse le focose GT3, le Porsche sono tutte vetture robuste, che tendono a sentire meno gli anni sulle spalle rispetto alle auto più esotiche, sia in termini di chilometraggio, sia considerando quanto benevolmente vengono poi accettate nel mercato dell’usato. Poi ovviamente c’è sempre la garanzia di tre anni.

VERDETTO

La Aston è veramente un’auto ammirevole, riesce ancora ad attirare gli sguardi dei passanti, ha un motore fantastico, degli interni stupendi ed un tetto in tela che risulta raffinato quando è montato, e perfettamente nascosto quando vogliamo prendere il sole. Purtroppo però la vettura non è né veloce né divertente da guidare quanto ci avevano fatto sperare il look ed il sound, inoltre a volte avvertiamo un po’ troppi scossoni, testimonianza concreta che la carrozzeria ha perso parte della sua rigidità con la rimozione del tetto; insomma, l’esperienza di guida non è quella che ci aspettavamo.

Per quanto riguarda la Boxster GTS, invece, è davvero difficile trovarle dei difetti. Al volante sembra di guidare una supercar, non una convertibile da 70.000 Euro. Infine, non soffre dei tremolii che affliggono la Aston e ci offre tutte le garanzie che hanno le vetture nuove di zecca. Questo mese, vi consigliamo di spendere i vostri soldi su una tedesca fresca di concessionaria.

Ben Barry

 

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