Porsche 911T & GT3

Gli eroi erano soliti mettersi alla prova su queste colline spietate. Alcuni dei piloti più forti ed abili del mondo hanno tentato ma non sono riusciti a domare le strade sopra Nizza, teatro del Rally di Monte Carlo. Questa è stata la scena di alcuni eroici e miseri fallimenti. Ma anche di grandi successi – come quando, 50 anni fa, la Porsche ha vinto il Monte per la prima volta, con una 911 T guidata da Vic Elford. Oggi sono su un’altra Porsche chiamata 911 T – chiaramente molto diversa da quella di Elford, ma non è strano cha la Porsche faccia un richiamo tra quella piccola auto da Rally e questa Carrera ristretta. E mentre Elford se la vedeva con una Alpine, io mi intercambio tra due Porsche. L’altra è un’altra 911 relativamente di basso profilo: la nuova GT3 Touring. E sebbene in entrambi i casi l’aspetto è semplice e pulito, non c’è carenza di potenza, precisione e brividi.

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Questa 911 T giallo smerigliato è l’equivalente automobilistico di una salsa che è stata lasciata a ridurre al massimo: ce n’è di meno, ma è più intensa e saporita. La potenza è di 370 cv, relativamente scarsa, grazie al sei cilindri piatto biturbo da 2.981cc, lo stesso della Carrera normale, anche se questa versione più spoglia riesce a costare di più. La 911 Carrera non è disponibile con il set di sospensioni sportive PASM, che è di serie sulla 911 T. Lo sterzo posteriore è un’optional. È 20 mm più in bassa, ha un pacchetto Sport Chrono che ottimizza il peso, marce più corte sulla versione con cambio manuale, un blocco del differenziale posteriore meccanico, ruote da 20 pollici, un sistema di scarichi sportivi ed alcuni particolari di stile unici.

Il labbro dello spoiler anteriore è stato ottimizzato aerodinamicamente. Il dorso degli specchietti è di colore grigio metallizzato. Ci sono vari loghi, il più prominente sul lato dell’auto. E c’è uno scarico sportivo, posizionato centralmente, con i tubi verniciati di nero.

Il peso è inferiore di 20 kg rispetto ad una 911 Carrera con le stesse specifiche, quindi il rapporto peso/potenza è leggermente migliore – migliorando il tempo da 0 a 100 km/h del manuale di 0,1sec a 4,5 – e le modifiche del telaio sono tutte orientate a renderla più agile, intelligente e veloce. In linea con tutto ciò, la leva del cambio è più corta, con uno schema delle marce in rosso. I sedili sportivi sono di serie, con un logo 911 cucito nei poggiatesta ed il centro della seduta è in tessuto tecnico Sport-Tex piuttosto che in altri materiali più eleganti. I sedili anatomici – non disponibili sulla 911 Carrera – sono un’optional.

La modesta riduzione del peso è stata ottenuta utilizzando vetro leggero, un materiale fonoassorbente più leggero ed anelli piuttosto che maniglie nelle porte dell’abitacolo. I sedili posteriori ed il sistema di infotainment PCM possono essere eliminati per ridurre ulteriormente il peso e concentrarsi maggiormente sulla guida. È possibile anche personalizzare gli interni della T utilizzando colori chiari contrastanti per alcune o tutte le cinture di sicurezza, il logo sul poggiatesta, gli anelli delle portiere e la seduta dei sedili. La nostra auto di prova ha le finiture in giallo per far pendant con la vernice gialla, e tutto ciò che si poteva eliminare è stato tolto: sedili posteriori, condizionatore ed infotainment, lasciando al centro del cruscotto un gran buco nero diviso da una sottile mensolina. Il vano superiore dovrebbe contenere a malapena una fiaschetta, mentre quello inferiore alloggia un paio di occhiali da sole.

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La 911 T è la prima Porsche messa sul mercato con il titolo Heritage; la prossima sarà la GT Speedster prevista per il mese di ottobre. Il suffisso T in 911 T sta per Touring, che ci lascia con la domanda del perché l’altra nuova auto che abbiamo qui oggi, la GT3 Touring, non si chiami GT3 T. Con il suo sei cilindri piatto 4,0 litri aspirato da 500 cv, segue la stessa filosofia del “meno è meglio” della 911 T, sostituendo il grosso alettone della GT3 con il discreto spoiler regolabile della 911R edizione limitata, con sfumature in nero sul gruppo fari anteriore e posteriore, abbandonando le rollbar e rimpiazzando l’Alcantara con la pelle.

La griglia frontale riprogettata porta lo stemma GT3 Touring, ma la carrozzeria è essenzialmente la stessa; come la GT3, i passaruota posteriori sono 44mm più larghi di quelli della 911 Carrera. Non c’è scelta di cambio: c’è solo il manuale a sei rapporti. Quindi, abbiamo davanti delle belle strade e due auto intriganti da guidarci sopra. Partiamo. Le componenti mobili, dalle pasticche dei freni ai flap degli scarichi, si stanno appena risvegliando dal torpore, facendoci notare che ci sono zero gradi, quindi perché tutta questa fretta? Più tardi la temperatura raggiungerà la doppia cifra, ma è probabilmente un bene che le auto montino le gomme invernali morbide. La prenderemo con calma all’inizio.

I sedili anatomici in fibra di carbonio della 911 T di derivazione 918 si adattano perfettamente come una seconda pelle, facendovi scontare quella salsiccia in più a colazione. Partendo, l’unica misura di risparmio di peso che si nota è il rumore extra grazie ai finestrini più sottili e agli scarichi sportivi.

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