Non è il mio approccio con la Peugeot 308, già in passato ci siamo incontrati. Questa volta, però, a mettere un po’ di pepe in questo test ci sono due letterine: GT. Nulla da dire rispetto alla potenza che questo mille e sei eroga; i 205 cv a disposizione si fanno sentire, e fin dai bassi giri ho avuto la classica sensazione di essere attaccato al sedile. Niente male, quindi! Peugeot regala ulteriore verve a un modello già divertente da guidare nella sua versione “normale”. La Casa del Leone ha un passato impegnativo da difendere e questa GT mi sembra decisamente all’altezza. In merito alla sportività della vettura, devo dire che sono presenti degli elementi eccellenti, come sensibilità trasmessa dallo sterzo, risposta del pedale di acceleratore e freno e spinta. Anche l’assetto è in linea con le potenzialità della vettura che, sebbene non nasca per essere stressata nei circuiti, mette comunque a disposizione una potenza non da poco.

E quindi in situazioni al limite, la GT si è dimostrata, soprattutto con il tasto Sport inserito che sbriglia al 100% la 308, “incollata” al terreno. Sono soddisfatto di aver trovato il cambio manuale a bordo, con innesti rapidi dei sei rapporti che permettono di distribuire la potenza. Non vi sto descrivendo un’auto da corsa ma una berlina dal design azzeccato ed elegante, che al semaforo può mettere in crisi più di uno sbruffone. La carrozzeria è stata scolpita a regola d’arte, e tra la categoria il design è sicuramente quello con maggior personalità. Le concorrenti che ha preso di mira sono tante e soprattutto a buon mercato, ma la linea estetica di questa francese non è comparabile con nessun’altra. È come se la Peugeot avesse concepito un design che torna al passato abbandonando quindi le linee tonde, ma lo avesse fatto in chiave futuristica. Gli interni mantengono viva l’idea di spigolosità e le nervature del design esterno: è tutto molto funzionale ma allo stesso tempo bello da vedere e da toccare. lo sterzo così piccolo è davvero favoloso, si irrigidisce proporzionalmente all’aumento della velocità ed è veramente preciso; tachimetro e contagiri sono insolitamente speculari ed è un dettaglio che personalmente ho apprezzato. Spesso non si prendono in considerazione tutti gli elementi di una vettura ma anche queste “chicche” hanno il proprio peso. Scenografico il cambiamento dal bianco al rosso del contagiri quando si passa in modalità Sport.

Questi vezzi estetici mi hanno ulteriormente appagato nella mia prova a tutto tondo, che si è divisa in una parte per così dire sportiva in cui ho tentato di tirare fuori tutte le armi di questa francese, e una percorrenza più civile in cui il mio obiettivo è stato rendermi conto di quanto la potenza, la reattività e la rigidità fossero elementi gestibili anche in contesti quotidiani. Non vi sto parlando di una supercar scontrosa quando ingiustamente viene fatta camminare per le vie cittadine trafficate, ma vi assicuro che anche la mattina alle nove in mezzo al traffico quando si desidererebbe solo dolcezza e fluidità dalla priopria auto, la Peugeot sa accontentarti rilassandosi e facendoti rilassare. Insomma, portata al limite la 308 GT garantisce prestazioni che da uno sguardo estetico non si immaginerebbero e durante le percorrenze urbane il contesto creato da risposta dei pedali, rigidità dello sterzo e assetto, è sicuramente adatto al “no-stress”. La versatilità diventa il piatto forte di questa nuova 308 che al momento giusto sa ruggire come… un leone.

di Lorenzo Catini

 

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