Finalmente eccola! Ci sono voluti quasi due mesi d’attesa posso mettere mani (e glutei) dentro questa piccola bomba cittadina. Ma perché tutta quest’ansia? Semplice…dopo la nostra prova della 205 GTi Guttman (CAR 71), avevo bisogno di capire se lo spirito folle ed esagerato delle prime GTi fosse ancora vivo. Tre le mani sentivo ancora quel volante in gomma pesantissimo, negli occhi la fioca luce generata dal cruscotto e sulla pelle i brividi procurati dall’esplosivo mix sound-sensazioni di guida. La mia prova è partita così, tra le emozioni nostalgiche che da mesi mi portavo dopo quella “pillola di follia”, alla ricerca dell’anima ed essenza delle GTi…e non poteva partire meglio! La “simpatica” 208 ha fatto una cura di steroidi evidente già dal primo sguardo, tanto da mantenere solo le linee principali del modello di partenza, tra spolier minigonne paraurti anteriori e posteriori, cerchi in lega da 18” neri, e gli immancabili loghi rossi GTi che sulla vernice nera opaca risaltano come un lampo, tutti dettagli che fanno capire come, in questo caso, non abbiamo a che fare con una cittadina carina e coccolosa, ma con una belva. Sull’anteriore lo splitter rosso fuoco sembra quasi una linguaccia rivolta a tutti quelli che a prima vista la possono scambiare con una “semplice 208”…eretici! Un ultimo sguardo agli interni curati sino ai minimi dettagli, con un perfetto accostamento tra nero e rosso, i sedili semi avvolgenti e il compatto sistema di infotainment sopra al tunnel centrale, insomma, tutta la tecnologia e la qualità che Peugeot offre negli ultimi anni. L’abitabilità è ottima per quanto riguarda i sedili anteriori, comodissimi nonostante la forma “sport”, un po’ meno il divanetto posteriore, anche se detto sinceramente, è un elemento del quale si può tranquillamente fare a meno, evitandovi inutile zavorra composta da amici e parenti sul posteriore. Ovviamente non esiste confronto con la vecchia 205 e detto sinceramente gli interi scozzesi e la plancia in plastica non mi mancano affatto. Ma il punto forte di quella GTi non era il comfort, ma altro, come il sound! Ed è qui che la 208 comincia a far capire il perché di quel badge, con un suono gutturale meraviglioso che speravo di trovare, ma che fino a pochi istanti prima non pensavo fosse ancora un “prodotto disponibile”. L’impianto di scarico è stato completamente rinnovato per erogare al meglio e con il suono migliore tutti i 208 cv del 1.6 sovralimentato sotto al cofano. A dire il vero questo motore lo avevamo già assaporato sulla 308 GT e già lì il mio giudizio era stato super positivo, per la grande potenza ma capacità di erogazione lineare che mi aveva fatto veramente divertire. Anche qui la storia non cambia, con un motore che permette a questa bomba rapidissimi scatti ma anche un’ottima guidabilità nel traffico cittadino e negli spostamenti autostradali.

Il motore supera a pieni voti l’esame “nostalgia”, oltre che per le prestazioni offerte da questa nuova 208, mostruose come la “nonna” 205, anche per un altro elemento che non pensavo di poter trovare: il fantastico “sborbottio” dello scarico rilasciando il gas, una cosa che fa molto auto rally e che più di una volta mi ha strappato un sorriso. Il motore in ogni caso non è il solo elemento distintivo di questo modello. Grazie all’assetto sviluppato con l’assistenza di Peugeot Sport, quest’auto non è forte solo sul dritto…anzi! E’ proprio quando la strada si fa tortuosa che dimostra tutte le sue potenzialità. Sarà per merito della carreggiata aumentata all’anteriore e al posteriore, o dell’assetto ribassato, o di altri interventi, ma questa piccola peste anche quando le tiri il collo sembra guardarti con aria supponente chiedendo: “tutto qui quello che sai fare?”. Quello che si prova è un completo feeling con l’anteriore, quasi un’estensione della propria volontà, precisissima in ingresso di curva, altrettanto in percorrenza e uscita. Non perde quasi mai aderenza riuscendo a essere comunque sincera e sicura, lo sterzo non mente e trasmette ogni piccolo movimento dalle ruote fino alle braccia del conducente. Le strade tortuose sono state quasi un viaggio mistico, più si facevano strette e impervie più sentivo mia la macchina in ogni piccolo spostamento, un piacere per chi guida ma con il rischio di “generare” qualche capello bianco di troppo a chi vi sta vicino nello vostre scampagnate. Uno dei lati negativi può essere il comfort cittadino con molle e sospensioni così rigide, in questo caso l’assetto irrigidito non va letto solo come “track –friendly”, le buche di città non sono un ostacolo così insuperabile, certo, meglio schivarle, ma sospensioni e telaio riescono ad offrire comunque un ottimo comfort, soprattutto se confrontato con altri competitor. Buoni anche i freni che in tutto ciò svolgono il compito più difficile, far rallentare questo missile terra aria, e vi assicuro che non è una cosa semplice, svolgendo un lavoro egregio anche nelle frenate più profonde. Tutte queste sensazioni mi hanno riportato il solito confronto con la 205, e del grande rispetto che provavo, e provo tuttora, verso quella macchina, che più di un guidatore aveva bisogno di un domatore. Le emozioni che ho provato sulla 208 sono più mature, con una macchina che collabora e ti aiuta, lasciandosi conoscere curva dopo curva sempre di più, e trasmettendo al guidatore quasi empaticamente sempre più sicurezza, permettendo una guida rilassata anche nelle fasi più “sport”. Ma si può definire una “degna erede” del logo GTi? Per rispondere mi sono dato due chiavi di lettura: prestazioni e “follia”.

Il primo sicuramente c’è, sia sotto il profilo del motore che, come avrete intuito, della guidabilità. Il secondo….bè il secondo manca un po’ rispetto alle prime GTi che hanno anche rappresentato la follia spregiudicata degli anni 90’ figlie di ingegneri pazzi e macchine pericolosissime, come mettere un 1.9 turbo benzina in una macchina poco più lunga di un risciò, senza dotarla di servo sterzo o abs. Forse nel tempo questo genere di follia si è (forse fortunatamente) un po’ perso, ma ciò non toglie che questa è veramente una grande auto, degna erede del logo GTi nonostante il termine follia sia stato sostituito con collaborazione. Con la 208, non sarete dei domatori di leoni, sarete voi a diventare dei veri leoni.

 

 

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Giuseppe Gomes

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