C’è che questi coreani della Kia non ci sorprendono più. Il salto di qualità complessivo che hanno fatto in questi ultimi anni sta ritornando i suoi frutti. E a guardare come KIA scala la classifica mondiale dei Marchi la dice lunga. Intanto debuttano, in Europa, con la Optima Sportswagon.

Una presentazione stampa tutta orientata sul valore del Brand, sulla sua crescita, sulle sfide di posizionamento e sul come comunicarle. Insomma, per il sottoscritto, che di queste cose nutre una vera e propria passione, è stato un appuntamento stimolante e pieno di spunti interessanti. Quasi quasi sulla nuova Kia Optima avrei passato.
E invece di argomenti per parlarne bene ci sono eccome. Ho provato sia la versione ibrida che la wagon con l’interessante 1.7 diesel da 141 cavalli. Anche se il nostro personale impegno sarà mettere le mani sulla versione GT, la Sportswagon da 245 cavalli. Ché le cose belle si lasciano sempre alla fine. Diciamo subito che già nel numero di ottobre di CAR Magazine (#84) il nostro Anthony Constant ne aveva parlato piuttosto bene ed io ero anche curioso di verificarne i termini (conoscendo la pignoleria del collega inglese). In effetti le belle conferme non tardano ad arrivare dopo già i primi chilometri di guida.

Con la Optima Sportswagon la Kia debutta nel segmento D per confrontarsi con rivali di tutto rispetto come la Opel Insignia, la Ford Mondeo, la Skoda Superb piuttosto che la VW Passat Variant, tanto per gradire. Il primo accenno di questa vettura l’abbiamo avuto con la concept Sportspace nel 2015 e molti contenuti di quella proposta sono stati trasferiti su questo modello. Mettendo a confronto estetico la versione wagon con quella a tre volumi, se il frontale è identico, l’andamento del tetto spiovente enfatizzato dallo spoiler posteriore, così come la terza luce e gli sbalzi ridotti,  la mia personale scelta propende sulla declinazione lunga rispetto alla pur equilibrata tre volumi. Anzi, di più,la preferisco anche alla Superb e alla Passat, troppo rigorose ed asettiche e forse solo la Mazda 6 Wagon la batte per personalità e fascino.

Appena dentro mi rendo conto che anche in termini di abitabilità e allestimento la Kia riesce a tenere il passo con i rivali più agguerriti. Apprezzo la costruzione solida, senza fronzoli, ma sufficientemente accurata. Le plastiche non presentano stonature e l’abitabilità è da record. Con la configurazione cinque posti la Optima Sportswagon vanta ben 552 litri che non possono rivaleggiare con i 660 litri della Superb Wagon, ma superano i 522 della Mazda 6 Wagon. Se poi abbatti i sedili posteriori eccoti disponibili 1.686 litri di spazio molto ben sfruttabile, con un pianale a doppio fondo, che ti permette di gestire anche bagagli più riservati o sfruttare una capacità di carico supplementare. Ottima anche l’abitabilità posteriore sia in altezza che l’ampio spazio per le gambe.

Apprezzo l’ergonomia complessiva del posto guida. Non c’è nulla di urlato, nessuna trovata effetto “uau”, ma concretezza unita ad un utilizzo immediato. Mi piace molto la leva del cambio manuale a 6 marce che si sposa bene con l’unità 1.7 litri; rapporti corretti, innesti precisi e manovrabilità secca al punto giusto. Ho guidato questa vettura in città e quindi rimando ad un test approfondito le sensazioni complessive, ma ho notato una certa precisione dell’anteriore e un volante ben sensibile ai piccoli angoli, ma senza perdere mai, neanche alle basse velocità, quella consistenza necessaria che non te lo rende troppo arioso nell’utilizzo cittadino. Cosa che, altrimenti, a me proprio non piace.

Quella certa reattività agli input, così piacevolmente accennata in questo primo contatto cittadino, mi fa pensare che Albert Biermann, già ex BMW M e adesso capo dell’ingegneria Kia, stia già lasciando la sua positiva impronta.

In curva registro un po’ di rollio, ma credo sia una compromesso più che accettabile perché l’incedere su strada è piuttosto stabile anche se registro dei colpi sulle asperità soprattutto nella zona posteriore. Ma la prima impressione è piuttosto solida.

Sul motore ho poco da lamentarmi, forse un po’ rumoroso al minimo, ma poi si assesta fluido e con tanta coppia ben sfruttabile. A bordo c’è diversa roba interessante, lo schermo da 8″ con navigatore integrato AVN (Audio Visual Navigation) che per ben 7 anni (la durata della garanzia estesa di Kia) ti fornisce, sempre aggiornati, il boquet di servizi Tom Tom quali le info sul traffico, gli autovelox e le previsioni meteo. Inoltre l’infotainment è compatibile con Android Auto e Apple CarPlay. Il sound è a cura di un sistema a 6 altoparlanti che può essere sostituito, come optional, da un sistema Harman Kardon a 10 altoparlanti e 490 W di potenza. Mi piace moltissimo il sistema di ricarica wireless nello scomparto davanti al cambio, tu appoggi il telefono, lo colleghi via bluetooth all’audio dell’impianto, e lui si carica senza nessun bisogno di cavi. E poi il livello di carica te lo propone direttamente sul cruscotto.

Le prestazioni non sono male; 200 km/h la velocità massima dichiarata e un’accelerazione da 0 a 100 km/h di poco sopra i 10 secondi.

Il listino prezzi prevede tre livelli di allestimento (da Class a GT passando per quello delle nostre foto GT Line) partendo dai 30.500 Euro fino ai 45.000 Euro della versione benzina GT da 245 cavalli.

Bell’aspetto, tanto spazio in abitacolo, una ergonomia intelligente, un motore bello da guidare con una dinamica piena di pregi e che ti fa immaginare tante cose belle e buone nella versione GT. Insomma, questi coreani non vogliono smettere di stupirci.

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Marco Della Monica
car & motorsport contributing editor

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