Nuova Porsche Cayenne

Se fosse possibile guidarla ad occhi bendati riconosceresti subito che sei alla guida di una Porsche.

Ok, se ci fermiamo all’aspetto esteriore, questa terza generazione della Cayenne non sembra molto diversa dal modello precedente. Guardandola di sfuggita, a un occhio poco attento sarebbe forse anche difficile capire la differenza.

Dal punto di vista del design, le principali novità sono sul retro. Ad esempio, il grafico della barra luminosa posteriore è stato ripreso dalla Panamera e dalla gamma 718. È più bassa, più lunga, più spaziosa, e soprattutto più leggera e più veloce. All’interno e sotto la scocca i cambiamenti ci sono eccome. La scocca è più leggera di 22 kg rispetto a prima grazie ad un utilizzo molto più ricco di alluminio. La nuova Cayenne può essere dotata delle quattro ruote sterzanti e di sospensioni pneumatiche a tre camere Porsche. Una delle innovazioni più importanti sono i nuovissimi freni che fanno il loro debutto mondiale sulla nuova Cayenne, ovvero il sistema “PSCB”. Sono normali dischi in ghisa ma rivestiti in carburo di tungsteno, oltre a pinze a 10 pistoncini nella parte anteriore e quattro pistoni nella parte posteriore. Il sistema PSCB ha tutti i vantaggi dei dischi in lega con la potenza frenante della ceramica, inoltre i dischi rivestiti si consumano molto meno di quelli normali e rendono più affidabile la sensazione del pedale quando lo si schiaccia. Sono standard sulla Turbo, e disponibili come opzione su Cayenne e Cayenne S per circa un terzo del prezzo di un set in carboceramica.

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Gli interni riprendono il design dell’ultima Panamera, incentrato su una plancia molto pulita con un enorme display full HD da 12,3 pollici per l’infotainment, pulsanti tattili e più nero lucido del pianoforte del festival di Sanremo. Il sistema di infotainment all’avanguardia, lo stesso introdotto per la prima volta nella Panamera, è abbastanza complicato da imparare nelle poche ore che abbiamo a disposizione, i menù e i sottomenu spesso ti portano in una navigazione che sembra troppo complessa. Ci vuole un lungo tratto rettilineo, o meglio ancora un parcheggio, per venirne a capo.

Abbiamo guidato due versioni della Cayenne in diverse modalità di guida. La prima era su strada, in un modello S con i nuovi freni rivestiti in tungsteno di Porsche, mentre la seconda era un Cayenne standard senza i freni più robusti.

La nostra macchina di prova monta ruote e pneumatici da 21 pollici e varie opzioni dinamiche del telaio, tra cui lo sterzo posteriore e le sospensioni a tripla camera d’aria, che consentono un ampio spettro di settaggi per gli ammortizzatori e l’altezza di guida. Il controllo dinamico del telaio è tipico Porsche per le barre antirollio attive, che possono ruotare o anche disaccoppiarsi quando il fuoristrada diventa impegnativo. Un’altra novità di serie per la Turbo è lo spoiler a regolazione automatica sul tetto che continua ad incrementare la deportanza fino al punto in cui diventa un freno pneumatico. Questi elementi contribuiscono ad una compostezza a velocità elevate che è non seconda a nessuno con un controllo della vettura esemplare. E la tenuta di strada è impeccabile.

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Il nostro viaggio da Porto a Pinhão prevede un tratto autostradale con traffico neanche troppo intenso ma con limiti di velocità, dove tutto fila liscio e senza particolari emozioni, a parte l’ansia data da inquietanti tralicci infarciti di telecamere che non abbiamo ben capito se fossero una sorta di tutor portoghesi o servissero per il pagamento del pedaggio. La Grande Porsche tocca facilmente velocità sostenute grazie al nuovo motore V6 biturbo da 2,9 litri e al nuovo cambio automatico a otto rapporti. Quindi la difficoltà maggiore è stata quella di tenere a bada la Cayenne S per evitare di incappare negli autovelox.

Sull’autostrada, la Cayenne è nel suo elemento, qui il traffico non è proprio un problema, se non per la differenza di velocità con i veicoli più lenti. È tanta roba, e quando si aumenta l’andatura o si rallenta o si prende una curva in velocità vi ricorderà quanto sia alta, lunga, larga e pesante. D’altronde si acquista una Porsche piuttosto che un qualsiasi altro SUV perché volete andare veloci. Non appena le condizioni strada/traffico ce lo consentono la Cayenne cavalca la coppia in quarta, quinta e sesta marcia, sfruttando appieno il picco di 770 Nm tra i 1.960 e i 4.500 giri/min. Questo impeto a basso e medio regime è il puro piacere di guida, che rende il nuovo motore ad elevate prestazioni notevolmente bilanciato. Un tocco rapido dell’acceleratore è tutto quello che serve per ristabilire le regole. Basta spostare il cambio da Drive a Sport e le marce velocizzeranno immediatamente l’andatura, aumentando il ritmo. In modalità Sport Plus riusciremmo ad avere numeri impressionanti e se, tuttavia, ne avete proprio bisogno, c’è un pulsante nero al centro del selettore della modalità di guida: premetelo ed assaporerete 20 secondi di super accelerazione.

Leggi l’articolo completo sul numero 98

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A proposito dell'autore

Umberto Circi

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