NIO EP9

Ha da poco distrutto il record di tutti i tempi al Nürburgring, ed ora tocca a noi lottare con i 1.378 cv della Supercar elettrica Nio EP9.

13 maggio 2017: l’elettrica Nio EP9 ha stabilito il record al Nordschleife segnando 6min 45,9sec. Due giorni dopo, la stessa auto è arrivata all’Autodromo di Bedford per dare a noi di CAR un assaggio esclusivo a bordo del dispositivo di tortura su ruote più veloce e silenzioso del mondo. Il sedile avvolgente è un pezzo unico in fibra di carbonio non regolabile, al quale tocca l’arduo compito di ospitare due metri di ciccia di Kacher – senza neanche aver indossato il casco e senza aver messo in funzione il sistema HANS. Ci sarà da divertirsi.

Nio non è il nome di un brand, ma la compagnia con fondi cinesi ha quattro basi in tutto il mondo: Cina, Germania, USA e UK. È proprio il ramo inglese ad aver costruito la EP9, oltre a gestire la squadra NextEV Nio di Formula E che portò Nelson Piquet Jr al campionato inaugurale. Prima di mettermi al volante, mi calo nel ruolo di zavorra accanto all’ex pilota Tommy. Di fronte a me vedo prendere vita un display rettangolare enorme in stile Euston Station. Più a sinistra si accendono altri tre monitor. Sei luci verdi sopra al parabrezza ci indicano che il sistema ad alto voltaggio è attivo. Si parte. Al buon Tommy sono bastati pochi secondi per demolirmi l’ego, grazie ad un paio di numeri assurdi eseguiti nel giro di riscaldamento. Questa sportiva a carreggiata larga dovrebbe fare 0-100 km/h in 2,9sec, 0-200 km/h in 7,1 e toccare i 315 km/h di velocità massima. Ok, la Bugatti Chiron (una a caso) è ancor più veloce, ma per un’auto totalmente elettrica, la Nio col suo megawatt di potenza (1.378 cv) ed i suoi impressionanti 1.480 Nm di coppia è semplicemente sensazionale.

NIO EP9 NIO EP9 NIO EP9

Giunti al pit stop, mi accorgo che scendere e risalire a bordo di quest’auto è un esercizio ginnico piuttosto imbarazzante. Mi siedo al volante e subito non è l’angusto abitacolo a turbarmi, bensì la pletora di rumori alieni intorno a me: il tintinnio intermittente dell’albero motore, il guaito della trasmissione, gli pneumatici che tuonano da tutti e quattro i passaruota ed il sibilo dei quattro motori elettrici, due davanti e due dietro. La EP9 esprime la sua elettromobilità nella sua forma più pura: acceso, spento, movimento in avanti, movimento indietro. Non c’è nessuna marcia da selezionare a parte il folle, non c’è nessuna modalità di guida fra cui scegliere, assente la vettorizzazione della coppia, assente qualsiasi tipo di trucchetto come le ruote posteriori sterzanti o la barra anti-rollio attiva. Visto che la modulazione del pedale è un discorso fisico ma allo stesso tempo delicato, ci tocca ponderare bene i punti di frenata prima di darci tutta con l’acceleratore. Una volta aperti i cancelli dell’inferno, la coppia vi schiaccerà al sedile come sulle montagne russe. Per azionare adeguatamente i dischi Alcon ci vuole una forza sul pedale che basterebbe a far partire manualmente il motore di un camion, ma la decelerazione che ne segue è fenomenale.

Leggi l’articolo completo sul numero 95

CAR lo trovi IN TUTTE LE EDICOLE della tua città e in edizione digitale su pocketmags.com

 

 

A proposito dell'autore

Redazione

Post correlati