Mission E & GT2 RS

Il futuro secondo Porsche. Siete pronti?

Nell’angolo bianco abbiamo l’elettrica Porsche Mission E. Nell’angolo rosso troviamo la 911 GT2 RS col suo caro vecchio motore a combustione di carburante fossile (completo di 700 cv). Possiamo affidare il futuro di Porsche a questi due monumenti? Io penso proprio di sì.

Porsche vuole mantenere le promesse: se si parla del suo futuro elettrico, tutto ciò che vedete qui in foto verrà messo in produzione. Quando la Mission E – aka Project J1 – verrà costruita nel 2019, lo farà riprendendo le forme di questo stupendo concept, partorito per lo show di Francoforte del 2015, che subirà solo una piccola metamorfosi pragmatica. Sostanzialmente troveremo dei classici montanti centrali al posto delle portiere a perno laterale ad effetto “wow”, ci sarà abbastanza spazio interno per permettervi di indossare un casco e sarà dotata di una larghezza più facile da gestire su strada, che non ci porterà a distruggere i cerchi sul marciapiede manovrando nei parcheggi più stretti. L’aspetto esteriore comunque resterà pressoché identico. Fra gli elementi certi di ritrovarsi sul prodotto finito annoveriamo i fari a quattr’occhi, le luci posteriori che tagliano tutto il didietro, le proporzioni aggressive e gli interni da Era dello Spazio.

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La stessa cosa vale per la 911 GT2 RS, quello che vedete sarà quello che vi verrà consegnato, ma solo se fate parte di una cerchia ristretta di persone. In foto potete vedere il modello di produzione numero 0001, il quale alla fine troverà padrone dopo aver svolto il suo ruolo da vettura di prova – ma, esattamente come i suoi predecessori, questa RS al top delle specifiche è sold out prima ancora dell’apertura delle prenotazioni. Se le 911 definitive sono già particolarmente rare, gli addetti ai lavori suggeriscono che una buona parte delle 600 unità destinate al mercato Nord Americano potrebbero ancora essere disponibili. Quest’arma letale rossonera è ancor più rara delle altre, visto che è equipaggiata col pacchetto opzionale Weissach, che toglie altri 30kg. Anche se la GT2 RS e la Mission E si trovano ai poli estremi per quanto riguarda carattere e contenuti, derivano dallo stesso DNA, e dallo stesso desiderio di creare qualcosa che massimizzasse il piacere di guida. Chi vincerà fra volt ed ottani? Una cosa è certa: questo confronto non avrà sconfitti. Un giorno la propulsione elettrica potrebbe rimpiazzare completamente quella a combustione, ma per almeno i prossimi vent’anni, le due filosofie andranno avanti a braccetto, anche sotto forma di ibridi plug-in.

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In termini di prestazioni, il motore a scoppio fa registrare una seppur piccola vittoria rispetto ai due e-motori (2,8sec e 3,4sec per arrivare a 100 km/h, con la Mission E ostacolata principalmente dal suo peso a secco di 2.200kg). Anche per quanto riguarda la velocità massima, la 911 da 1.545kg, coi suoi 340 km/h, troneggia senza problemi battendo la navetta spaziale ultrasilenziosa, visto che quest’ultima è limitata a 250 km/h per evitare problemi alla batteria. Ma la vera sorpresa è altrove: il modello di produzione della Mission E costerà quasi un terzo del prezzo della RS, che attualmente è di 293.732 Euro, optional esclusi.

I cervelloni al centro R&S di Weissach sono comprensibilmente protettivi verso il loro enfant prodige elettrico. Per guidarla, infatti, serve il permesso dal consiglio di amministrazione e tutta la buona volontà della squadra allenata per fronteggiare tutti i byte ed i bug che affliggono le primedonne ad alto voltaggio come questa. La tensione è palpabile mentre mi avvicino alla Mission E. Il circuito è ancora umido in certe sezioni, mentre le barriere a bordo strada sono state preventivamente rinforzate. Solo tre persone hanno guidato quest’auto senza un cane da guardia a controllarli dal sedile posteriore. Io sono il quarto individuo; l’unica persona che non riesce a smettere di sorridere dall’eccitazione in attesa nel paddock improvvisato. Nessun altro intorno a me pare essere così incline al buon umore.

Negli ultimi 24 mesi questa coupé bianco metallizzato ha segnato meno di 350 km percorsi, la maggior parte dei quali sul circuito di Portimao in Portogallo. Un veicolo a batteria elettrica (BEV) con un timer per segnare i giri? “Perché no?”, risponde l’ingegnere del progetto Micheal Behr. “Oltre ad essere ad emissioni zero, quest’auto è anche divertente da guidare, grazie al baricentro basso, alle sospensioni pneumatiche dedicate e allo sterzo preciso. Non ci si può sbagliare, è una Porsche a tutti gli effetti.”

Dall’altra parte, non abbiamo bisogno di rassicurazioni di nessun tipo per quanto riguarda le credenziali della GT2 RS.  Basta uno sguardo all’enorme alettone posteriore monopiano, al passaruota in fibra di carbonio ed allo spoiler frontale che protrude orizzontalmente per capire che non abbiamo di fronte una banale 911 – sempre ammesso che una 911 possa essere banale. L’alettone genera 340kg di effetto suolo quando è dispiegato al massimo delle potenzialità, almeno così dichiara Porsche, ma cosa più rilevante per quanto riguarda l’occhio, a parte la verniciatura nera che sovrasta il rosso, sono le tre prese d’aria frontali – hanno un impatto visivo tale da terrorizzare chiunque sarà tanto pazzo da starvi davanti nel traffico.

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