Ritorna in grande spolvero il Mini Challenge organizzato ufficialmente dalla filiale italiana della Casa e si presenta con una vettura ripensata da capo a piedi. Più potenza, più prestazioni, più professionale

La sua denominazione completa è Mini John Cooper Works Challenge Edition, la protagonista è l’omonima versione stradale John Cooper Works, anzi, una delle due. Eh sì, perché quest’anno saranno ammesse in griglia anche le Mini Cooper S protagoniste delle precedenti edizioni. Due generazioni differenti che, evidentemente, correranno con due separate classifiche. Anche perché la nuova Mini appartiene ad un progetto partito, di fatto, da un foglio bianco che però, lascia grande spazio di lavoro agli stessi preparatori.

Il Mini Challenge si differenzia da proposte di altri Costruttori perché rende protagonisti team e Concessionarie ufficiali coinvolti nella nuova sfida agonistica ancor prima di schierarsi sotto il semaforo. In che modo? Rendendo di fatto disponibili tre pacchetti di trasformazione: un Safety Kit, un Aerodynamic Kit e un Performance Kit. Questi dovranno esser montati su un modello stradale acquistabile presso la normale rete vendita.

Sono tanti i particolari che trasformeranno, una volta al loro posto, una vettura stradale in una da corsa. La lista è molto lunga, spiccano un Roll bar integrale, da inserire dopo aver svuotato completamente l’abitacolo, insieme a decine di altri componenti grandi e piccoli, un pacchetto aerodinamico con splitter anteriore, estrattore e ala posteriore, cerchi da 17”. Il cuore, il 2.0 litri Twin Power Turbo, si dopa fino a sviluppare 265 cavalli grazie ad una ECU Bosch Motorsport e poi un cambio sequenziale della Bacci a 6 marce insieme ad un differenziale autobloccante più specializzato. Volano e frizione da corsa per amalgamare il tutto, semiassi rinforzati, scarico da competizione e un kit di ammortizzatori anteriori e posteriori completamente regolabili. Ogni dettaglio, ogni componente è studiato per massimizzare le prestazioni salvaguardando l’affidabilità.

Il costo di acquisto complessivo per la vettura pronta gara varia dai 46.000 ai 51.000 Euro a seconda che venga allestita direttamente dalla Concessionaria o dal Team o che venga acquistata, chiavi in mano, direttamente alla Roal Motorsport che ne ha curato lo sviluppo.
Per quanto riguarda le tariffe di iscrizione (sempre oltre IVA) al Challenge si va dai 3.000 Euro per l’intera serie di gare ai 650 Euro per iscrizione a week end singolo di gara. A questa bisogna aggiungere 1.000 Euro di iscrizione a manifestazione. Per il Challenge Cooper S si va dai 1.000 Euro di iscrizione all’intera Serie ai 400 Euro di iscrizione a singolo week end. L’iscrizione ad ogni week end costa 800 Euro.

Il Challenge e i Premi

Sono sei i week end di gara. A partire da questo fine settimana a Imola, dove il Mini Challenge sarà Race Event di supporto del Campionato Italiano GT fino all’ultima che si correrà al Mugello il 16 di ottobre. Nel mezzo, tutti autodromi importanti come Misano, poi Magione, Vallelunga e Monza. La struttura delle gare prevede due turni di prove libere di 25” ciascuno, una sessione di qualificazioni di 35” e due gare da 25”+1 giro. La griglia di Gara 2 è formata tramite inversione dei tempi di qualifica dei primi 6 piloti classificati in Gara 1. Questo vuol dire che chi si qualifica con il sesto crono, in Gara 2 partirà in pole position. Una soluzione spesso usata nelle gare internazionali per vivacizzare la competizione.
Guadagneranno punti in classifica i primi 10 con uno schema che va dai 20, del primo classificato, fino ad 1 punto del decimo e il montpremi è un altro punto di forza di questo Challenge con 1000, 700 e 400 Euro che vanno rispettivamente ai primi tre piloti al podio di ogni gara (ogni week end se ne corrono due) e, per i piloti del Challenge Cooper S 4 e due pneumatici slick rispettivamente al primo ed al secondo, mentre al terzo ben 100 lt. di carburante. Il montepremi di fine Challenge prevede 6.000 Euro ed un test con la BMW M6 GT3 che corre nell’italiano GT, 4.000 e 2.000 Euro per il secondo ed il terzo pilota. Per il Mini Challenge Cooper S un test con la Mini John Cooper Works per i primi tre classificati. Premio anche per il team vincitore assoluto che si porta a casa 3.000 Euro

E se il concetto del premio in danaro è sempre piacevole, ad attirare l’attenzione dei piloti più giovani potrebbe essere il test con la M6 GT3 ufficiale che, pur se non annunciato come qualcosa che assicuri un percorso da professionista, rappresenta una occasione quasi unica per farsi notare alla guida di una macchina di levatura mondiale in un consesso ufficiale. E di questi tempi, in cui è tutto un fiorire di Junior Team, potrebbe essere una opportunità da non perdere

A proposito dell'autore

Marco Della Monica
car & motorsport contributing editor

Post correlati