William Wordsworth. Alfred Wainwright. JR Hartley. Tutta gente di campagna. E a questo elenco possiamo aggiungere la Mini, perché così dice il badge: Countryman. Un SUV pensato per l’uomo riflessivo che fuma la pipa, negli occhi uno sguardo distante, e in testa ciuffi di capelli mossi dal vento. Tranne il fatto, naturalmente, che non lo è. Scommetto che il piccolo SUV della Mini, ora appena prodotto nella sua seconda versione nuova fiammante, non ha mai avuto un occupante che tiene su i pantaloni con lo spago e che utilizzi il bagagliaio per trasportare i cani. Si tratta di una macchina da famiglia piuttosto piccola per gente di periferia mediamente benestante. Chi sta prendendo in giro la Mini? Non noi. Si chiama Countryman, è a trazione integrale, quindi dovremmo essere in grado di usarla per una battuta al fagiano, un’attività intrinsecamente legata alla vita di campagna inglese, con i suoi campi e gli abiti di tweed. La Mini non sarebbe mai tanto sciocca da far rendere ridicoli noi stessi, e la macchina, in un tale ambiente. E invece sì. Idioti che siamo. Questo penso, mentre scivolo giù lungo strade coperte da uno strato di fango melmoso, una scura mattina d’inverno in mezzo al nulla del Lincolnshire. Come ci si aspetterebbe da una Mini, anche una macchina più grande come questa (che è 20 centimetri più lunga e 3 centimetri più larga della vecchia Countryman), sfreccia qua e là con grande agilità.

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