Metà automobile, metà soggiorno

Renault vuole assottigliare il confine fra la vita in macchina e la vita a casa. Ci riuscirà davvero?

DOV’È IL vostro miglior impianto stereo? Per la maggior parte delle persone, la risposta sarà “nella mia auto”. E per quanto riguarda i sedili più comodi? Di nuovo, per molti la risposta sarà identica. Stessa cosa per il climatizzatore, più immediato e regolabile. Oltre al suo scopo principale, ovvero, trasportarci da un punto all’altro, un’automobile può essere anche uno spazio personale veramente intimo e funzionale, un posto nel quale possiamo essere sia isolati che connessi con gli altri, a seconda di come ci gira. Sarebbe tanto insensato considerare l’abitacolo della propria vettura come un’estensione della propria casa, una sorta di stanza rimovibile? Renault ha deciso di spingere questo concetto agli estremi con questa Symbioz, un concept svelato all’interno di una “casa” specificatamente costruita per il Motor Show di Francoforte. Quando l’auto viene portata all’interno della casa – o spostata sul tetto attraverso una piattaforma apposita – la vettura si trasforma in un salotto o un ufficio, offrendoci tutto ciò che ci serve a portata di mano. I sedili anteriori fanno perno e ruotano verso la panca posteriore, nel frattempo un tavolino emerge di fronte ad essi. L’auto e la casa mostrati facevano largo uso degli stessi materiali: vetro, acciaio, legno, marmo, feltro e porcellana.

Le portiere si aprono spalancandosi anteriormente, posteriormente e anche in alto, in modo da farci entrare senza alcuna fatica.Il cervello elettronico dell’auto e quello della casa sono connessi, ed entrambi hanno accesso al nostro calendario di impegni. Quindi se sanno che starai a casa per un bel po’ di tempo, le batterie verranno caricate il tanto che basta per spostamenti brevi e mantenute quindi ad un livello medio. Capita un imprevisto? Nessun problema, il sistema di ricarica può rigenerare le batterie fino all’80% in soli venti minuti. Se poi le richieste elettriche della casa aumentano vertiginosamente – magari c’è un blackout in zona o state allestendo una discoteca laser – la corrente elettrica può fluire in senso opposto, con l’auto che alimenta la casa. Parola al capo designer di Renault, Laurens Van den Acker: “Non dobbiamo più pensare al concetto di design automobilistico a sé stante, bensì integrarlo nell’ecosistema che ci circonda, soprattutto per quanto riguarda le sostanziose evoluzioni future che ci saranno nell’uso dell’energia elettrica”. L’auto prevede due motori elettrici nel posteriore, ciascuno a spingere su una delle due ruote. La potenza dovrebbe essere di circa 680 cv con 660 Nm di coppia, permettendo uno scatto da 0-100 km/h in meno di sei secondi. Si tratta di un’auto molto grande – più o meno delle dimensioni di una Grand Scenic – ma la carrozzeria in fibra di carbonio aiuta a ridurne il peso.

Su strada, il volante ed i pedali si ritraggono quando è attiva la guida autonoma; se invece si inserisce la modalità Dynamic, i sedili si stringono a mo’ di sedili sportivi avvolgenti.

Renault afferma che un’integrazione fra casa e automobile potrebbe diventare realtà entro il 2030, ma una vettura che spinga in quella direzione potrebbe essere già pronta fra soli sei anni. Di sicuro ha acceso non pochi dibattiti. Si tratta di un’idea totalmente in contrasto con l’avveniristico futuro ipotizzato da Jaguar col suo concept Future Type, dove le auto sono tutte condivise e l’unica cosa in nostro possesso sarà il volante intelligente Sayer.

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Simone Colongo

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