Mercedes Benz GLA

DA QUANDO MERCEDES ha cambiato gran parte della nomenclatura dei modelli, soprattutto per quanto riguarda i SUV, devo dire che mi sento molto più rilassato. Ora è decisamente più comodo associare ogni modello al nome e perché no, facciamo un piccolo ripasso. Partiamo dal basso con la più piccola della famiglia, nonché protagonista di questo test, GLA. Non ci sono ancora molte concorrenti sul mercato, e la sua indole è prettamente cittadina.

Proseguiamo con GLC che sì, aumenta un po’ con il prezzo, ma è sicuramente un buon compromesso tra ingombro esterno e spazio interno. Arriviamo a GLE che è la regina di categoria. Basti pensare che la sua antenata ha inaugurato il segmento di SUV premium, e ho detto tutto. Se poi si vuole esagerare si punta GLS che dà quasi tutto ciò che da la E, ma aggiunge un sacco di spazio.

A terminare la coda c’è semplicemente G, per la quale non posso negare un infinito amore, ma qui siamo su un altro piano: il lusso Mercedes non lascia mai il passo, ma le qualità fuoristradistiche aumentano a dismisura. P.s. non ho menzionato le varianti coupé di GLC e GLE e quando G diventa al quadrato, ma avremmo fatto notte… Preferisco tornare in fretta alla GLA che ha sulle spalle la forte responsabilità di contendersi il trono nelle grandi città. Certo, ci sono le sue compagne di classe, una su tutte Q2, ma quando al nome GLA si aggiunge una scritta come “4MATIC”, beh c’è un marcia in più che non guasta. Tra noi due non è la prima volta, ma di mezzo c’è stato un restyling, e qualcosa è cambiato.

Mercedes Benz GLA

Vado in redazione a prendere le chiavi, due chiacchiere di rito e poi scendo per iniziare la nostra conoscenza, di nuovo. Qualcuno ha detto verde? Forse no, ma questa colorazione è talmente evocativa che mi fischiano le orecchie. Sicuramente ci vuole del coraggio per portarsi a casa una GLA come questa, ma viva l’originalità! Ad occhio si percepisce leggermente la maggiore altezza (+3cm) e i paraurti che non sono più quelli di una volta, ma per il resto sia fuori sia agli interni non sono state apportate modifiche particolari. Dopo un giretto all’esterno, così per familiarizzare, inizio ad esplorare cosa c’è dentro e provo immediatamente quella sensazione di comfort senza eccessi. Insomma, dentro a GLA si capisce di stare in una Mercedes, ma non c’è la ricerca estrema del lusso come accade su gran parte della gamma. Quindi mi riferisco alle mamme. Se doveste trovarvi alla lettura (all’occorrenza è bene che anche i papà lo sappiano): gli interni di GLA sono molto “flessibili” e se vostro figlio dovesse usare il retro del sedile del passeggero come poggia piedi, nulla è perduto. Bene, ora sono pronto per capire qualcosa di più sui 177 cv e sui 350 Nm che mi solleticano fin dai 1.400 giri/min. La scheda tecnica non mente noto fin da subito una certa reattività. Un bel diesel che come tale risponde al comando in qualsiasi momento. Ma la sostanza non finisce qui, perché l’arco di erogazione della potenza è piuttosto regolare e prosegue pieno oltre i 3.000 giri. Va da sé che tutta questa reattività non è solo merito del motore, ma anche del cambio automatico a sette rapporti che cambia rapido che non te ne accorgi. Molto bene per GLA, ma meglio ancora se c’è la trazione integrale, in questo caso non c’ho la solita fissa di fare fuoristrada a tutti i costi, ma semplicemente trasmettere che con quattro ruote a spingere mi sono sentito molto più a mio agio nell’handling. Difetti? Provate a fare retromarcia guardando nel lunotto posteriore, poi fatemi sapere…

Mercedes Benz GLA 22

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Lorenzo Catini

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