Ricorrono in questi giorni i 30 anni dei record stabiliti sul circuito di Nardò dalla Mercedes 190 E 2.3-16 nell’agosto del 1983, che  la Casa di Stoccarda ha voluto ricordare, riportando al Centro Tecnico di Nardò i piloti e le macchine protagonisti di quella memorabile impresa.

La storica Baby Benz, a cavallo tra l’undici e il ventuno agosto di trenta anni fa, fu protagonista di una serie di incredibili record per l’epoca. Ben nove i record battuti, tra i quali, quello di percorrenza ininterrotta dei 25.000 e dei 50.000 chilometri.

Per percorrere i 50.000 chilometri ci sono volute 201 ore, 39 minuti e 43 secondi di guida ininterrotta con un consumo di 22l/100Km e una velocità media di 247,939 km/h.

Sono state impiegate tre vetture per dimostrare la solidità del modello. Tutte e tre erano praticamente uguali al modello di serie salvo piccole modifiche consentite dal regolamento per battere il record.

Le modifiche riguardavano principalmente il serbatoio da 160 litri, l’assetto ribassato, l’impianto di accensione e di iniezione sono stati adattati alle particolari condizioni e il servosterzo è stato sostituito da uno sterzo meccanico. L’anello di Nardò è percorso quasi come se si guidasse su un rettilineo. Frizione e cambio manuale a cinque marce erano gli stessi della versione di serie e anche il radiatore è quello di serie, ma al quale è stata tolta la ventola in quanto ad alte velocità l’aria di marcia è sufficiente per il suo corretto raffreddamento, durante la notte al radiatore veniva invece applica una copertura per mantenere costante la temperatura.

Sono stati apportati alcuni accorgimenti pratici, come protezioni su fari e radiatori per permettere di rimuovere gli insetti, e maniglie applicate alla testata del motore, per permettere ai meccanici di poter operare alle alte temperature.

Altre piccole modifiche come la carenatura delle prese d’aria anteriori e la rimozione degli specchietti retrovisori esterni e altri piccoli accorgimenti miglioravano l’aereodinamica permettendo alle vetture di raggiungere i 250 km/h contro i 230 delle vetture di serie.

Le tre vetture tagliarono il traguardo a breve distanza una dall’altra senza che il motore quattro cilindri 2.3 mostri segni di cedimento o particolari problemi fatto eccezione, come ci ha raccontato Breitschwerdt Werner, un unico banale guasto sulla vettura “verde” con la rottura dello spinterogeno.

Questa impresa non è servita a Mercedes solo per testare le vetture ma e servita al gruppo di ricerca di Mercedes-Benz la per effettuare, per la prima volta, studi d’idoneità psicologica e fisica alla guida e raccogliere informazioni sull’affaticamento del guidatore in determinate condizioni.

Il grande tabellone dei record posto all’entrata del Centro Tecnico di Nardò riporta ancora i tre primati stabiliti dalla 190. Ad oggi nessuno a più provato a battere quel il record, probabilmente perché, come ci ha raccontato uno dei protagonisti dell’epoca, qualsiasi auto di oggi sarebbe in grado di ripetere l’impresa ma all’epoca, con le tecnologie a disposizione, e stata davvero un’impresa memorabile.

La Mercedes 190 E venne presentata nel 1982 tra mille perplessità.

I modelli 190 e 190 E, serie W 201, sono gli antenati dell’attuale Classe C e segnano l’inizio di una nuova era per la Mercedes, che con questa vettura entra in un segmento di mercato completamente nuovo. I tradizionali valori di Mercedes-Benz, fino ad allora riservati alla classe media superiore e lusso, rivoluzionano il mercato delle compatte.

Il team del Capo designer Bruno Sacco progetta i modelli 190 e 190 E di Mercedes come moderne berline di un rigore minimalista. Linee essenziali ed eleganti, espressione di un’idea di vettura moderna senza compromessi.

La 190 venne ribattezzata negli Usa la “Baby Benz” ma Mercedes la considerava tale solo in riferimento alla sua gamma di modelli in quanto in linea generale era di fatto degna rappresentante del marchio.

Fin dal debutto diventa indiscusso punto di riferimento del segmento medio superiore in fatto di tecnologie innovative, design all’avanguardia e carattere sportivo con dimensioni compatte. Punti di forza destinati ad essere una costante anche per i modelli futuri.

Questa storia di successi ha però inizio ben prima del 1982. Già negli anni Venti/Trenta e poi negli anni Cinquanta, Mercedes-Benz si era dedicata allo studio di concept innovativi per veicoli più compatti. Negli anni Settanta, i tempi sono finalmente maturi per sviluppare queste idee visionarie fino all’avvio della produzione di serie. Nel gennaio del 1974 si decide di realizzare la futura W 201. È il primo passo verso l’attuale Classe C, in 30 anni ne sono stati venduti circa 8,5 milioni di esemplari tra berline, station wagon e coupé, diventando la best sellers della casa di Stoccarda.

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