La F1 ha alzato l’asticella delle supercar, in relazione a prestazioni, modalità di guida ed equipaggiamento. Era un decennio avanti alle sue avversarie contemporanee Ferrari, Lamborghini e Porsche. Era la vettura più veloce della sua epoca e lo rimase per 12 anni, fintanto che la Bugatti Veyron non ne usurpasse il titolo in termini di velocità massima.

Le sensazioni che trasmetteva erano tuttavia più importanti di qualsiasi misurazione tecnica. Non c’è mai stata un’auto con reazioni simili e che fosse in grado di favorire un rapporto tanto stretto fra uomo e macchina. Accelera, frena, sterza e curva con linearità e ferocia. È di un’agilità estrema. È leggera, e la leggerezza era il mantra del direttore tecnico Gordon Murray, così come le dimensioni ridotte. Non c’è servosterzo, niente ABS, né controllo di trazione o sospensioni adattive, nessun marchingegno d’aiuto alla guida. È stata l’ultima supercar di razza pura. Il V12 BMW è quasi sicuramente il motore meglio elaborato che sia stato mai montato su una supersportiva, benedetto da una sconcertante risposta dell’acceleratore drasticamente più pungente di un’attuale unità turbo.

Anche la novità principale del suo design (la dislocazione centrale della guida) è predisposta a favore del divertimento del pilota. Sedersi in un’auto col volante fissato su uno dei lati dopo aver provato la F1 ti fa sentire… asimmetrico. La posizione centrale nell’abitacolo incrementa pure la percezione della visibilità attraverso l’esteso parabrezza avvolgente, un’esperienza cinematografica multiplex in un mondo a schermo piatto. 

GG

Scheda tecnica:

Anno di Produzione 1992-1998

Prezzo al lancio oltre 1 miliardo di Lire

Valore

9 milioni di Euro

Motore

6.064cc V12, 627 cv, 650 Nm

Prestazioni

0-100 km/h in 3,2sec, 385 km/h

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