McLaren 570S Spider

Convertibile d’acciaio

Con un telaio in carbonio e lo stesso argento vivo addosso della Coupé, la 570S Spider è già di per sé un caso.

McLaren definisce la sua 570S Spider una convertibile senza compromessi, e dal sedile della sua convertibile più economica, è facile intuire il perché. La purezza dello sterzo, la compostezza, le prestazioni martellanti… se fossi stato teletrasportato nell’abitacolo, sentendo tutte le sfumature delle meravigliose strade che si snodano tra le montagne a Ovest di Barcellona, con il V8 biturbo che picchia a 7.500 giri/min e il tetto in posizione, mai avrei pensato si trattasse di una convertibile.

Questo, ovviamente, è insolito: insieme all’aumento di prezzo (per la Spider sono richiesti 214.450 Euro, per la Coupé 190.250 Euro), guidare nel tramonto ad una certa velocità è tipicamente accompagnato a un aumento di peso e ad una diminuzione delle prestazioni, della manovrabilità e delle rifiniture. Le colpe sono imputabili ad una struttura traballante, sostegni aggiuntivi per compensare e una tenda sopra l’abitacolo. La McLaren ha evitato di cadere in questi tranelli in due modi. Primo, come tutte e McLaren, la 570S è costruita intorno al MonoCell II, un blocco centrale in fibra di carbonio che costituisce la metà inferiore dell’abitacolo. Molto più rigido dell’alluminio (anche se i pannelli esterni sono in alluminio), la rigidità, a differenza delle strutture metalliche, non cambia quando il tetto viene rimosso, e non c’è bisogno di pesanti sostegni o modifiche alle sospensioni. Ciò significa che si guida come la Coupé, impiegando gli stessi 3,2sec per andare da 0 a 100km/h, grazie a 570 cv e a 600 Nm, e riesce ancora a toccare i 328 km/h. Secondo, il tetto rigido retraibile non ingombra e insieme al suo meccanismo elettrico aggiungono solo 46 kg in più rispetto alla Coupé, per un totale di 1.498kg (in confronto, una R8 Spyder con il tetto in tessuto aggiunge 125kg).

La posizione di guida ribassata pecca nel supporto per i guidatori più alti e permette solamente un accesso angusto ai comandi elettrici; i sedili sportivi manuali della P1 sono migliori. Una volta dentro, premete un bottone e le due componenti del tetto impiegano solamente 15 secondi a ripiegarsi nella copertura per la capote meravigliosamente integrata all’interno della zona posteriore. Funziona fino alla velocità di 40 km/h, quindi non c’è pericolo di rimanere bloccati a metà quando il semaforo passa dal rosso al verde, o di doverci fermare completamente sotto un acquazzone. C’è anche un guadagno di 52 litri nel bagagliaio con il tetto in posizione.
Altro selling point è il finestrino posteriore elettrico, che però incrementa il disturbo dell’aria quando è in posizione e il tetto abbassato, il contrario di ciò per cui è stato concepito.
Un alettone più alto di quello della Coupé di 12 mm compensa per la sparizione dei montanti D, ma le strutture che li rimpiazzano sono altrettanto ben bilanciate, specialmente quando ordinate la parte superiore in nero per far da contrasto.
La 570S non è un’auto che necessità di essere guidata al limite per essere apprezzata. Anche in giro per la città, potete notare lo sterzo sublime, il suo bilanciamento perfetto ed il modo in cui la rapidità le dona agilità senza lasciar intendere nervosismo. Al volante è compiacente, il motore bramoso, le marce si innestano rapidamente e senza tentennamenti, tutti elementi che si uniscono per creare un’esperienza di guida affatto intimidatoria, bensì accessibile, tattile e confortevole. Ma guidare la Spider gentilmente significa perdere molta della sua attrattiva.

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