Mazda MX-5

Quindi in Giappone si fa così?

La piccola MX-5 si fa più bella, leggera e coinvolgente alla guida. Probabilmente la miglior MX-5 di sempre.

Quella che vedete su queste pagine è la nuova Mazda MX-5, ma credo l’abbiate già capito. La due posti nipponica è arrivata alla quarta generazione con un peso enorme sulle spalle. Le sue antenate, dalla prima Miata alla bombata generazione precedente all’attuale, hanno fatto registrare un record di vendita totale di oltre un milione di esemplari. Mica migliaia, oltre un milione, e questo l’ha resa a tutti gli effetti la spider più venduta di sempre. E se in così tanti l’hanno scelta nel corso degli anni, evidentemente deve esserci qualcosa oltre a quel suo aspetto minuto, e l’innegabile attrattiva della capote apribile nelle giornate di sole. I punti di forza della MX-5 sono sempre stati un motore di piccole dimensioni, con consumi relativamente contenuti, ma comunque in grado di smuovere quella massa che ha sempre gravitato intorno ai 1.000 kg con una verve più che discreta, a cui va aggiunta una limpidezza dei comandi che poche altre auto sanno offrire. Ok non è una Lotus Elise, ma nel mondo delle auto da tutti i giorni è probabilmente quella che le si avvicina di più, offrendo inoltre un assetto abbastanza morbido da non distruggere il telaio sulle buche delle strade cittadine, ed un’abitabilità interna che seppur non proprio da record, quantomeno supera quella della rivale Lotus in termini di comodità di ingresso ed uscita. Un cambio manuale sempre preciso e reattivo completava il pacchetto di una decappottabile orientata al piacere di guida, che non ha mai rincorso prestazioni eccessive, preferendo invece la strada del coinvolgimento del guidatore anche a velocità moderate. E l’ultima arrivata come si relaziona con questa tradizione? Quantomeno dal punto di vista stilistico sembrerebbe aver ereditato tutte le caratteristiche che hanno reso celebri le vecchie Miata, con sbalzi cortissimi, un cofano allungato e quell’abitacolo spostato all’indietro. Ma questa nuova MX-5 va ben oltre, proponendo anche un nuovo design decisamente più aggressivo, con una silhouette bassa e larga che non sfigurerebbe su un’auto di calibro maggiore. Fari felini, luci diurne a led, un frontale rasoterra, i cerchi giusti, doppio scarico posteriore ed un comparto luci posteriore completamente nuovo la rendono davvero affascinante, tanto che girando per Roma mi è successo più di una volta che un passante si bloccasse in mezzo alla strada, proprio come un gatto accecato dai fari di un’auto, per guardare la piccola Mazda. Ed è bizzarro, visto che non mi era mai successo neanche a bordo di auto ben più costose o appariscenti, e con questo non voglio dire che la MX-5 non si faccia notare, anzi. Specialmente con questo colore rosso metallizzato di certo non passa inosservata, ed il match con i cerchi canna di fucile è semplicemente pazzesco.

Passando agli interni, la Mazdina – come mi piace chiamarla – di certo non brilla per spazi eccessivamente ariosi, ma offre comunque un comfort che a prima vista non ti aspetteresti. Dai miei 1.83 cm posso dire di esserci entrato ed uscito con molta facilità, trovando subito la posizione di guida più adatta alle mie esigenze. Purtroppo però manca la regolazione in profondità del volante, per cui sarà necessario trovare un compromesso tra la giusta distanza per le gambe e quella per le braccia. Poco male, si sta rannicchiati in un ambiente totalmente incentrato su chi è alla guida, con i comandi rivolti verso il “pilota”, ed il nuovo sistema di infotainment a portata di mano. Risulta particolarmente intuitivo già dai primi comandi, e può essere utilizzato in modalità touchscreen da fermi o con il selettore una volta in movimento, ma non è la punta di diamante dell’abitacolo. A contendersi il trono di miglior dettaglio interno se la battono la leva del cambio ed il sistema di sganciamento della capote, entrambi brillanti, veloci ed esattamente come li vorreste. Partendo dal cambio, posso dire con tranquillità essere uno dei migliori con cui le mie mani abbiano mai armeggiato, sempre preciso, infallibile e con una corsa così splendidamente corta che vi verrà da chiedervi perché continuino a fare i cambi automatici e perché tutte le auto non hanno un cambio del genere. Stesso discorso vale per la capote, ci vuole talmente poco per aprirla e chiuderla che in un batter d’occhio tutti quei costosi sistemi elettrici sembrano un inutile aggravio sul peso negli altri modelli. Sganciate una levetta, tirante indietro il tutto ed incastratelo dietro alla vostra testa, nulla di più semplice. Con un po’ di pratica, inoltre, il movimento non impiegherà più di qualche secondo. Cosa volete di più? Scegliete la giornata giusta, la compagnia giusta, cappello in testa ed andate a divertirvi. Io ho fatto esattamente così, con la scusa della realizzazione del video che troverete sul nostro canale Youtube. Sveglia presto e via verso il nostro playground preferito, Jenne. Sfrutterò il breve trasferimento cittadino per sintetizzarvi la vita di tutti i giorni con la MX-5. Spazio a sufficienza per i bagagli, consumi contenuti, posizione di guida intimidatoria se non si è abituati a viaggiare così bassi, sterzo fantastico, frizione pesante il giusto. In realtà l’esperienza quotidiana meriterebbe più spazio, ma la guida lontano dai palazzi è così soddisfacente che preferisco raccontarvi l’emozione di guidare un’auto vecchia scuola su una strada come si deve, piuttosto che starvi ad annoiarvi con la tiritera del traffico e dell’assetto che vi aiuta sulle buche.

In autostrada la Mazdina accusa qualche fruscio aerodinamico di troppo, ma solo a velocità ben più elevate dei limiti consentiti, per cui non dovrete preoccuparvene eccessivamente. Impostate il cruise e la piccola due posti si comporterà come una qualsiasi berlina, portandovi dal punto A al punto B col minimo sforzo, ma sarebbe un peccato sprecare anche un solo chilometro per far contento il cervello elettronico made in Japan. Anche sul dritto, e a velocità costante, scegliete invece di impugnare saldamente quel volantino lì davanti, sapientemente rifinito in pelle e con la giusta quantità di pulsanti per gestire il necessario. Scegliete di giocare con l’acceleratore e di sorpassare piuttosto che stazionare sulla corsia di sinistra, anche solo per assaporare il concerto del due litri, che diviene sempre più presente man mano che l’ago del contagiri si avvicina alla zona rossa.
Un’oretta di autostrada e ci siamo. Preparate le videocamere ed il necessario per la parte “lavorativa”, iniziamo il nostro tour tra i tornanti appenninici ed in un batter d’occhio qualsiasi pensiero, problema, preoccupazione diventa un ricordo lontano, anzi lontanissimo.
Ci si lascia cullare in un telaio fortunatamente non granitico, che asseconda gli avvallamenti copiandoli con precisione, aiutato da un comparto ammortizzatori tarato sì per la guida sportiva, ma mai eccessivamente fermo. La Mazda danza tra le curve, letteralmente. Ogni piccola correzione sullo sterzo viene trasferita alle ruote con una precisione degna di una Supercar, giocando con l’acceleratore si riesce ad alleggerire e trasferire nuovamente il peso sul posteriore quel tanto che basta per correggere le traiettorie, e anche esagerando l’MX-5 tenderà a perdonare anche gli errori più grossolani, a patto di lasciare i controlli attivi. Sempre vigile e mai eccessiva, l’elettronica in questo caso è un vero e proprio alleato per il divertimento, ma è non posso negare di non essere stato in grado di resistere al richiamo di una guida completamente analogica. Con i controlli a riposo, la Mazda va trattata con un minimo di riguardo in più di quanto ci si potrebbe aspettare, e non tanto perché i 160 cv del due litri arrivino a mettere mai in seria difficoltà il telaio, quanto piuttosto perché l’MX-5 è davvero leggera – addirittura 100 kg in meno della prima generazione – ed arrivando forte in curva il posteriore potrebbe decidere di allontanarsi dalla vostra idea di traiettoria e dirigersi verso una vicina parete. È questo il motivo per cui la Mazdina è veramente un’auto capace di accontentare tutti, dai driver della domenica ai più smaliziati della guida che cercano brividi ad un costo contenuto. Tra i tanti luoghi, ho avuto l’opportunità di provarla anche all’interno di una cava di tufo dal fondo viscido e levigato come un tavolo da biliardo in una atmosfera surreale ed ancestrale, dove si estrae il tufo giallo della valle Tiberina, lo stesso bacino dove quasi 2.000 anni fa sono stati estratti i blocchi usati per costruire il Colosseo. Per questa location d’eccezone un grazie particolare va a Vittorio Felici di Italtufo senza il quale avrei dovuto fare a meno di parecchi traversi. Questa MX-5 è un’auto che si lascia guidare, ma che va guidata. Rilassata e semplice o impegnativa e fisica, la scelta è vostra, e lei sarà sempre lì pronta ad esaudire ogni vostro desiderio. Con una guida così, anche i difetti passano in secondo piano. Non le si può recriminare davvero nulla.


Scheda Tecnica: MAZDA MX-5 2.0L 160 CV

♦ Prezzo 30.350 Euro ♦ Motore 1.998cc, 160 cv @ 6.000 giri/min, 200 Nm @ 4.600 giri/min

♦ Trasmissione Manuale a 6 rapporti, trazione posteriore

♦ Prestazioni 0-100 km/h 7,3 sec, 214 km/h, 15,1 km/l, 154 g/km CO2

♦ Peso 1.090 kg ♦ Km percorsi 796 km ♦ Consumi registrati 12,2 km/l

A proposito dell'autore

Lorenzo Catini

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