Maserati GranTurismo MC

Un ultimo brindisi prima di voltare pagina

L’ammiraglia GT di Maserati si dà una sistematina per restare al passo coi tempi, preparandosi al battesimo del suo successore elettrico.

Dieci anni dopo il suo debutto, nel 2018 in quel di Modena hanno deciso di rifare il look alla GranTurismo.
Perché? Beh, intanto mancano ancora un paio di anni prima dell’arrivo di un’ammiraglia GT tutta nuova, costruita su un pianale che andrà a fare da base per tutta una serie di Maserati elettricamente assistite. Insomma, abbiamo fra le mani un’auto che sta invecchiando, ma lo sta facendo in modo veramente grazioso. Ci troviamo a Brescia, ai piedi delle Alpi, e già da lontano le voluttuose curve Maserati pennellate da Pininfarina ci appaiono ricche e sontuose.
La versione che abbiamo in prova è la più sportiva tra quelle disponibili in gamma – ovvero la MC – che, pur avendone più o meno lo stesso look, è meno estrema della vecchia MC Stradale. Sparisce fra gli optional l’ottimo cambio transasse manuale automatizzato, ed al suo posto si potrà scegliere un cambio automatico a convertitore di coppia, che non sarebbe stato male dieci anni fa, ma oggi come oggi è piuttosto antiquato.
In ogni caso, la maniera con la quale riesce a cambiare marce in modo omogeneo risulta appropriata per un motore grosso e con molta coppia come questo. Diciamo che riesce a fare il suo dovere. Suddetto cambio è imbullonato direttamente sul retro del V8 naturalmente aspirato – che resta lo stesso bestione di prima, assemblato a mano a Maranello da Ferrari. Non sarà più disponibile invece il più piccolo 4.2.

Questo V8 risulta essere un capolavoro armonico in pieno stile artistico Maserati: un timbro tonante e graffiante che più ci si avvicina al limitatore e più migliora la propria intonazione. Tutto ciò viene reso ancor più attraente dalle prestazioni degli scarichi sportivi della versione MC – le due bocche di cannone, che tagliano attraverso l’estrattore e fanno capolino vicino al paraurti posteriore, suonano una melodia decisamente più gutturale rispetto agli scarichi della versione Sport, rendendo ogni sorpasso un concerto magistrale che non stanca mai.
È anche dotato di un attuatore elettronico capace di bypassare il silenziatore quando raggiunge gli alti regimi, in modo da far esplodere ancor più fragorosamente la voce del motore.

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Redazione

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