Maserati Gran Turismo MC

In un mercato automobilistico dove sempre più spesso anche i Marchi più legati al mondo delle competizioni stanno via via abbandonando i motori aspirati in favore di unità turbo più compatte, efficienti e…noiose, c’è qualcuno, dalle nostre parti, che invece è ancora aggrappato con un filo apparentemente indistruttibile ad un ideale romantico e forse un po’ démodé di auto Gran Turismo. Di chi sto parlando? Ma di Maserati, naturalmente.

Quella con cui ho avuto il piacere di condividere l’ultimo mese è forse l’ultima discendente di una dinastia che affonda le sue radici nel lontano 1947, quando la Maserati A6 1500 risplendeva di quel fascino tutto italiano che ancora oggi continua a far innamorare i più nostalgici e conquistava i cuori con quel suo fare da signorina di alta classe, ben lontana dalle scorribande delle varie Ferrari e Lamborghini dell’epoca. Costruita a mano nello storico impianto di via Ciro Menotti a Modena, la GranTurismo è l’erede contemporanea di quell’emblema di sportività senza esasperazioni, anche in questa variante MC (dove MC sta appunto per Maserati Corse).

Maserati Gran Turismo MC

Seppur si proponga sul mercato come il modello più estremo della gamma, questa MC è tutt’altro che impossibile da domare e anzi, andando oltre il design da bad girl, fa innamorare per un temperamento docile, ma tutt’altro che noioso. Andiamo per gradi. A prima vista non può non colpire per quel suo aspetto tutto prese d’aria, estrattori, carbonio a vista e per quel cofano che potrebbe tranquillamente stabilire il record come il più lungo del mercato. Pur con una verniciatura più sobria di questo rosso difficilmente passerebbe inosservata, anche perché sarebbe un vero peccato vista la quantità di dettagli mozzafiato che sfoggia. Pinze in titanio, specchietti retrovisori in carbonio, lama sotto paraurti in carbonio, paddle in carbonio, volante in carbonio, carbonio, carbonio, carbonio. Insomma, se come me avete un problema col carbonio e vorreste vederlo ovunque, questa MC potrebbe farvi venire il più bell’infarto della vostra vita. L’iconico design Pininfarina è stato modificato solo in parte per questo restyling 2018, e ha interessato i soliti dettagli che per primi vanno sotto ai ferri quando si tratta di dare una svecchiata ad un’auto, il paraurti, i fari, e poco altro. Effettivamente non ne avrebbe avuto bisogno, ma questi nuovi fari a LED le donano, conferendo all’anteriore un aspetto ancor più minaccioso. E poi quel posteriore, con i doppi scarichi incastonati nell’estrattore centrale e quel piccolo spoiler… in carbonio naturalmente.

Bella è indiscutibilmente bella, se non bellissima, e a dirla tutta è anche sorprendentemente comoda per le strade di Roma. I sedili sportivi contengono bene, senza rinunciare ad una buona imbottitura, il resto lo fa l’assetto non proprio granitico anche nelle modalità più esasperate, ed il risultato è un’auto che si può tranquillamente usare tutti i giorni anche sui fondi più sconnessi senza il rischio di effetti collaterali indesiderati. Certo, gli interni brillerebbero di luce propria con tutto quel carbonio a ricoprire i dettagli più importanti, il nuovo infotainment aggiornato sembrerebbe finalmente al passo coi tempi seppur non sia velocissimo nelle risposte agli input ma… c’è un grandissimo ma.

Maserati Gran Turismo MC Maserati Gran Turismo MC

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Riccardo Cacace

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