Entro il 2018 la Maserati spera di raddoppiare le vendite in tutto il mondo. Mentre la maggior parte di questa crescita sarà attribuibile alla Levante, il suo primo azzardo nel campo dei SUV, parte del piano comporta una piccola sortita nel territorio delle berline elettriche, per gentile concessione della Ghibli, un nome che è parte della scuderia della società da 50 anni, anche se è stato utilizzato per la prima volta su una straordinaria GT piuttosto che una moderna tre volumi. Originariamente accolta con un tiepido applauso nel 2013, l’attuale vettura è rimasta miseramente indietro rispetto ai pezzi grossi del settore, per lo più tedeschi, ma ciò non sembra aver suscitato troppa agitazione in quel di Bologna. Una Maserati è fatta per essere esclusiva, a quanto sembra, quindi le vendite relativamente basse vanno più che bene, e sorpassano quelle del Chianti. Ma in realtà questa Ghibli aggiornata riesce davvero a suscitare emozioni. È meccanicamente identica all’originale a parte qualche piccola rimappatura del cambio e del motore, per cui ancora se la batte con le migliori del settore e trae vantaggio esclusivamente dal potente V6, nonostante le penalità su CO2 e carburante.

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