Land Rover

Seriamente, dopo tutto questo tempo, verrebbe da pensare che non ci sia nessun altro rottame ancora da trovare. Con il mercato delle auto d’epoca che ribolle come lo champagne in un frullatore, sicuramente non c’è un singolo capannone non aperto rimasto al mondo. Il sogno di tutti è aprire la porta arrugginita di un garage e scoprire che la vostra vecchia zia conservava una Facel Vega da tempo perduta, una volta di proprietà di Elvis. Nel 2018, non siamo almeno di un decennio troppo in ritardo per tutto questo?

Beh, le storie continuano: nel 2016 una Lamborghini Miura, coperta di polvere, è stata trascinata fuori da un minuscolo garage negli Stati Uniti dopo un letargo di quasi 20 anni. Nel 2017, nientemeno che la Mustang Bullitt di Steve McQueen è spuntata fuori in un deposito di rottami messicano dopo essere andata persa per quasi 50 anni.

E ora questa macchina. Non solo una vecchia Land Rover. Non solo una di una manciata di auto di pre-produzione da collezione. Questa è l’auto di lancio vera e propria del salone dell’automobile di Amsterdam del 1948, dove la Land Rover fu presentata per la prima volta al mondo, 70 anni fa. Un’auto incredibilmente importante che fino a poco tempo fa giaceva abbandonata in un giardino a circa 5 km da Solihull.

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In qualche modo questa storia è ancora più eccezionale di quelle di vecchie Lamborghini e di Ferrari perdute da tempo e poi ritrovate. Non per il valore dell’auto in sé ma perché la Land Rover è per i nerd, gli ossessivi e i fissati. Le prime Serie 1 devono essere tra le auto più accuratamente ricercate e documentate di tutti i tempi: si catalogano i numeri di telaio, si rovistano gli archivi, gli ex ingegneri vengono rintracciati, trascinati fuori delle case di riposo ed interrogati per informazioni. Nessuno sfugge all’Inquisizione della Serie 1! Quindi, come è possibile che l’auto di Amsterdam sia sparita per così tanto tempo?

Per rispondere, dobbiamo tornare all’inizio – e se avete sentito questa storia mille volte, sentitevi liberi di saltare un paio di paragrafi… La storia della Land Rover inizia nel 1947 ad Anglesey. Maurice Wilks, il direttore tecnico della Rover, possiede una fattoria lì, dove usa una Jeep dell’esercito smobilitata come mezzo agricolo. I materiali grezzi sono scarsi nella Gran Bretagna del dopoguerra ed il governo supporta solo le aziende che possono tirar fuori la nazione dal suo impantanamento finanziario. Wilks lo sa, come casa automobilistica di lusso, la Rover non costruirà auto di lusso tanto presto, quindi ha un’idea: e se realizzasse un veicolo agricolo, tipo un trattore leggero? Una jeep britannica, in altre parole, che lo aiuti nel suo lavoro alla fattoria?

Quindi, usando un’altra jeep dell’esercito come cavia, Wilks sviluppa un singolo prototipo grezzo con un motore e il cambio di una Rover P3, tre posti ed un volante nel mezzo (che all’epoca sembrava una buona idea in ottica esportazioni, ma si dimostrò essere una pessima idea in termini di spazio per le gambe).

Muovendosi con la fretta che caratterizzava il complicato dopoguerra, la Rover passa rapidamente da quel singolo prototipo alla fase di pre-produzione: 50 telai, di cui 48 convertiti in vetture complete, tutti numerati 01, 02, 03 ecc., con il prefisso di una R o una L a seconda che si trattasse di auto con guida a destra o a sinistra (l’idea del volante centrale venne abbandonata non appena qualcuno provò a guidarla).

I resti di quelle 48 auto pre-produzione sono ormai reliquie sacre per la confraternita della Land Rover. Mike Bishop, un esperto della Serie 1 della Land Rover Classic, mi dice che sono sopravvissute circa 20 di quelle vetture pre-produzione. “Ce ne sono un paio di cui un diario di bordo è letteralmente tutto quello che resta”, dice, “ma almeno sappiamo quando la loro esistenza è terminata. Le auto complete raramente vengono messe in vendita – la R12 è stata venduta circa otto anni fa, ma non è stata una vendita realmente pubblica. C’è la tendenza a vendere da un collezionista all’altro”.

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