Fermate il nuovo Land Rover Discovery e dite ai quattro passeggeri adulti di scendere. Ora aprite il portellone, scaricate le loro due pesanti valigie e andatevene. Sentite la differenza? Quel carico – intorno ai 350kg – è quanto, dicono, è stato tagliato in termini di peso rispetto al Discovery Td6, l’analoga versione precedente, nonostante la nuova vettura sia leggermente più lunga.
Eppure, al volante, il modello di quinta generazione sembra subito appesantito rispetto ai suoi compagni in questo test di gruppo: l’Audi Q7, la BMW X5 e la Volvo XC90. E lo è, in ogni caso. Quella massa, assieme al tuning del telaio incentrato sul comfort, contribuisce ad una tranquilla compostezza e ad un’aura rilassata che gli altri semplicemente non possono eguagliare. Ma significa anche che possiamo escludere il Discovery dall’equazione della dinamica alla prima rotonda.


Il Discovery potrà anche indossare la stessa sottoveste della Range Rover e della Range Sport, la piattaforma D7 in alluminio, ma il Disco manca della superiore vettorizzazione della coppia e della tecnologia di controllo anti-rollio dei suoi fratelli. Rolla, il suo controllo della stabilità fa gli straordinari per contrastare il sottosterzo, e sembra enormemente pesante da controllare se beccate una curva stretta mezzi addormentati (i poggiatesta, però, hanno le estremità ripiegate per il supporto del capo, come negli aerei). Più ordinato rispetto al modello precedente, sì, ma tutti i rivali si manovrano con maggiore precisione. Eppure, in condizioni normali di guida quotidiane, il Discovery toglie grosse soddisfazioni.

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