Immaginate un futuro in cui non dover mai far visita ad una stazione di rifornimento. Non tanto perché guideremo auto elettriche, ma perché le macchine a gestione autonoma se la svigneranno da sole dal parcheggio di casa per recarsi a mettersi educatamente in fila presso le piattaforme di ricarica in servizio notturno, riempendosi di energia e facendosi trovar pronte per il vostro viaggio mattutino verso l’ufficio. Aderendo a questa rivoluzionaria visione, vi servirà collegare fisicamente la vostra EV soltanto quando vorrete approvvigionare di corrente la dimora in cui vivete, rifornendola di energia rinnovabile generata nei picchi di rendimento e immagazzinata nell’automobile. O magari qualora voleste rivendere l’eccesso di elettricità della vettura alla rete. Vi sembra inconcepibile? La Nissan ci sta già lavorando sopra e le tecnologie necessarie sono ad uno stadio nascente di commercializzazione. Coadiuvato dallo studio d’architetti Foster&Partners, il più gigantesco costruttore mondiale di veicoli a trazione elettrica di serie ha speso gli ultimi dodici mesi a figurarsi l’aspetto delle future stazioni di rifornimento. Cosa ha scoperto? Che non esisteranno affatto, e che la loro discendenza morale sarà l’auto elettrica stessa. “Credo che tutti e due siamo partiti con l’idea che i distributori dell’avvenire avrebbero potuto assumere le forme di una variante elettrificata delle contemporanee stazioni di servizio,” dice David Nelson, capo progetto alla Foster&Partners. Come puntualizza Nelson “Lo scoglio più grosso relativo all’energia rinnovabile è: come faccio a stivarla? Devi convogliarla nella rete elettrica, e la rete potrebbe dissiparla perché quel giorno particolare la domanda non c’è stata”. Parimenti, i pannelli solari non sono di grande utilità col calar del buio, né le turbine eoliche possono aiutare molto se non possono essere lasciate in perpetuo funzionamento. Allora perché non pompare l’elettricità direttamente in una macchina a emissioni zero quando essa è disponibile e poi condurla a casa per essere ridistribuita nel momento in cui le risorse rinnovabili sono inoperose? Quindi la Nissan e altre aziende automobilistiche stanno andando dietro a tutte queste concezioni evolutive con animosità. Il direttore del reparto commerciale Nissan per i veicoli elettrici, Gareth Dunsmore, crede che l’elettricità diventerà presto un’altra “economia di condivisione” e prende a riferimento i collaudi dei processi veicolo-rete elettrica in atto oggi in Danimarca. “Per me sia il sistema di collegamento veicolo-rete sia le batterie riutilizzate verranno commercializzati nel 2016. Ci siamo dunque, è adesso. Nell’arco di cinque anni sarà una cosa di uso comune”. Ammette che le sfide legislative sono enormi, ma chiarisce che “abbiamo passato gli scorsi cinque anni a sperimentare da pionieri i veicoli elettrici e a tentare di indirizzare le normative per consentire l’adozione di tali veicoli, perciò abbiamo intessuto una ragnatela di giusti contatti”. Inoltre “i governi dovranno cambiare, oppure andranno incontro al fallimento circa i loro impegni ambientali”. Quando si giunge all’argomento costi, Dunsmore precisa che “è parecchio più economico erigere una struttura per la ricarica che un impianto per i carburanti”. Nelson aggiunge che effettuare una riqualificazione per il wireless e i sistemi automatici è “solo una questione di sviluppo e di tempi”, soprattutto se questo scioglie i nodi ereditati intorno all’esiguità di spazio delle infrastrutture presenti nei centri urbani esistenti, permettendo alle automobili di condividere in automatico un singolo punto di ricarica. “Da qualche parte si deve iniziare, e se il punto di partenza dovesse essere un ramificato reticolo di vie cittadine andrebbe molto, molto bene”.    

CJ Hubbard

Come funziona?

  1. ENERGIA RINNOVABILE

    Per una mobilità futura veramente “verde”, l’energia dovrà essere interamente ricavata da fonti rinnovabili. Il problema è che i pannelli solari funzionano solo con la luce del giorno e le pale eoliche di tanto in tanto vengono spente per regolarizzare la fornitura di energia. Per massimizzare i rendimenti, questa energia ha bisogno di essere accumulata quando
    è disponibile.

  2. VEICOLO-RETE ELETTRICA

    La Nissan ritiene che il veicolo ottimale per lo stivaggio di energia sia l’auto elettrica. Si colmano le batterie di carica elettrica, si connette l’auto alla presa di corrente e, invece di ricaricare la macchina, si dà energia agli apparati di casa. Le batterie vecchie possono anche venir riciclate come economici strumenti modulari di immagazzinamento a favore dei tetti fotovoltaici di casa.screen-shot-1-copia

  3. RICARICA SENZA FILI

    Ormai ben sviluppata presso tantissime aziende del settore elettronico, la ricarica senza fili fa a meno di prese e spinotti, usando al loro posto la tecnologia induttiva. La convenienza è immediata. Immaginate delle postazioni di ricarica su strada ad ogni semaforo: un pieno d’energia senza alcun contatto diretto mentre aspettate il verde.screen-shot-3-copia

  4. AUTONOMIA DI MOVIMENTO

    Libere dalla necessità di collegare una spina a una presa, le auto a guida autonoma potrebbero ricaricarsi da sole, permettendo a numerose vetture di condividere un unico dispositivo senza litigare. Una cosa fantastica per le odierne aree urbane dove un singolo punto di rifornimento per ogni auto è materialmente impossibile.screen-shot-2-copia

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