Kia Sportage

La Sportage è probabilmente il modello che, più degli altri, ha contribuito a cambiare l’immagine del marchio di Kia. Con la Sportage di terza generazione, Kia, ha mostrato che era in grado di produrre auto attraenti, eleganti e di qualità, tutte supportate da una garanzia di sette anni. L’auto di quarta generazione prende questi punti di forza migliorandoli in diversi modi, spingendo la Sportage verso la cima della classe SUV. Il 2018 è stato tempo di lifting di mezza età per le concorrenti: Qashqai, Kuga e la gemella Tucson. Con leggeri ma significativi cambiamenti di stile, un sistema di infotainment migliorato e un motore rivisto, compresa l’introduzione di una configurazione ibrida nel diesel da due litri, Kia ha ristabilito le distanze, presentandosi come una delle auto meglio costruite della sua classe.

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Il mille e sette diesel è stato sostituito da un 1,6 litri, il “diesel più pulito che Kia abbia mai prodotto”, ci sono nuovi sistemi di assistenza alla giuda, nuovi paraurti anteriore e posteriore, fari riprogettati e più modelli di cerchi in lega tra cui scegliere. All’interno c’è un nuovo sistema di infotainment da 8 pollici con touchscreen e un quadro strumenti più intelligente. Si guida anche meglio, lo Sportage. Grazie allo sterzo preciso maschera la sua posizione alta con una buona compostezza in curva ed è anche piacevole, con molta aderenza nelle curve strette e con sospensioni che attenuano bene i colpi peggiori della strada. Se vogliamo proprio dirlo… sì, c’è una discreta quantità di rollio, ma la macchina non si sente mai ingombrante e rappresenta un notevole miglioramento rispetto al suo predecessore. Il rumore del vento intorno agli specchietti esterni è abbastanza udibile in autostrada, ma per il resto Sportage è un incrociatore di lunga distanza molto rilassante. Il buon telaio è abbinato allo sterzo preciso, che risulta anche abbastanza leggero durante il parcheggio e la guida a basse velocità. Restituisce anche un buon feedback attraverso il volante permettendo di percepire la superficie della strada, il che aiuta in molte più situazioni di quanto possiate immaginare.

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La posizione di guida elevata e una buona visibilità in avanti rendono lo Sportage molto facile da guidare in città e se proprio vogliamo sollevare delle critiche possiamo dire che i piccoli finestrini laterali e gli spessi montanti del tetto restringono un po’ il campo visivo, soprattutto nella parte posteriore, ma per le manovre c’è sempre la telecamera di serie. La gamma di motori a benzina mantiene tre versioni del 1,6 litri (una turbo, e una no) rispettivamente con 132 e 177 cv, entrambe con filtro antiparticolato per ridurre le emissioni. Il vecchio diesel da 1,7 litri è stato rimpiazzato da un 1.6 raffinato con una scelta di 115 o 136 cavalli. Ma è il modello diesel top di gamma che ottiene l’aggiornamento più interessante sotto forma di tecnologia ibrida, che accoppia il motore diesel da 2 litri con un sistema elettrico a 48 volt che aziona un generatore di avviamento, alimentato da una batteria agli ioni di litio. La batteria immagazzina l’energia che viene recuperata in fase di rilascio e in frenata, e può quindi restituirla quando si accelera. Questi 16 cv in più riducono il lavoro a carico del motore, migliorano l’accelerazione, riducono le emissioni di CO2 e aiutano a risparmiare carburante, così come la capacità di “prolungare  il tempo di spegnimento” del motore a meno di 10 chilometri orari per consentire il coast-free senza consumare carburante fino agli incroci e ai semafori. Per coloro che vogliono avventurarsi fuori strada, è disponibile la trazione integrale su tutti i modelli, tranne il benzina da 132 cv e il diesel da 115 cv. Nella maggior parte delle situazioni, il sistema invia tutta la potenza alle ruote anteriori per risparmiare carburante, ma può inviare fino al 40% della sua potenza alla parte posteriore se le ruote anteriori perdono aderenza.

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A proposito dell'autore

Umberto Circi

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