Dopo un primo assaggio durante la presentazione tenutasi nei pressi di Torino, finalmente siamo di nuovo in compagnia. I First Drive, come li chiamiamo noi, sono un’ottima occasione per saggiare le caratteristiche di una vettura, ma è con il test vero e proprio che si entra in confidenza una volta per tutte. Insomma, dopo il primo appuntamento durato poco più che una mezza giornata, eccoci qua! Prima di tutto e quindi anche prima di metterla in moto, ho ricordato a me stesso su che tipo di auto stavo salendo. Sapete bene che Kia è un marchio Koreano che esporta le proprie auto in tutto il mondo, ma questa volta è diverso. La mega azienda dell’estremo oriente ha infatti uno stabilimento anche in Europa in cui si dedica, appunto, alla produzione delle vetture pensate per il vecchio continente. Per la precisione la nuova Kia cee’d e il suo nuovo propulsore tre cilindri sono stati pensati e progettati nel centro di ricerca e sviluppo di Namyang in Korea, ma per quanto riguarda la produzione vera e propria ci si è spostati in Slovacchia.

Vi sto parlando del tecnologico stabilimento di Zilina, ossia il primo impianto europeo della Kia, creato nel 2006. Ecco perché io e la cee’d parliamo la stessa lingua, ecco perché sono stato parecchi giorni a contatto con una vettura che viene incontro alle esigenze dell’automobilista europeo, se non addirittura italiano, ben diverse rispetto a quello che può accadere in altri mercati. Ora che ve l’ho detto posso mettere in moto! Pedaliera in alluminio, quadro strumenti completo e luminoso e uno schermo touch screen orientato verso il guidatore. Cominciamo bene, e proseguiamo meglio nel notare la silenziosità del propulsore a cui da contraltare, volendo, fa una spinta motore non indifferente.  Ho sottolineato “volendo” in quanto il cambio manuale a sei rapporti mi ha permesso di gestire la macchina esattamente come volevo. I rapporti sono lunghi abbastanza da procedere a bassi regimi con la coppia sufficiente per evitare borbottii, ma al contempo possono essere tirati fino a quota 6.000. Non è l’altezza di un’alta montagna, ma i giri motore fino cui spinge questo piccolo ma interessante propulsore. Sappiate fin da subito che l’allestimento fa davvero la differenza. Non in termini di prestazioni, ovviamente, ma per quanto riguarda l’estetica e il comfort è tutto un altro gioco. Negli anni precedenti la Casa Koreana proponeva un modello “spinto” della cee’d (a tre porte, formato coupé) con tanti cavalli di potenza e un look molto aggressivo. Attualmente, in gamma, non è presente una versione dotata di prestazioni esagerate ma sicuramente risponde all’appello la GT Line, contraddistinta per dettagli ricercati. Vi basti pensare che per quanto riguarda gli esterni c’è una differenza abissale tra la versione standard e la GT Line appunto.

Cambia il disegno e la dimensione dei cerchi che, oltre a dare un’impressione molto più matura, contribuiscono a mantenere l’auto saldamente a terra anche considerando la gommatura importante. E poi la zona anteriore che cambia totalmente faccia con i tipici fari a quattro punti posizionati in basso, un dettaglio che rende celebre questa vettura. Devo essere sincero e confessare che ho apprezzato talmente tanto le finiture dell’allestimento GT Line che non riuscirei a pensare ad una Kia cee’d senza tale trattamento di bellezza. Una volta considerata la provenienza dell’auto e ammirata la bellezza esterna conferita dall’allestimento GT Line, non resta altro che iniziare il nostro viaggio a bordo per capire cosa succede quando si mette un motore così piccolo in una berlina a due volumi non così piccola. Se non sapeste di essere al comando di 3 cilindri con appena 998 di cilindrata, solo un paio di indizi potrebbero farvelo capire. Il primo salterebbe fuori al distributore di benzina, poiché in effetti i consumi sono stati abbattuti assicurando percorrenze in città tranquillamente al di sopra dei 16 km/l. Il secondo indizio è riservato a coloro i quali godono di un udito perfetto: facendo molta attenzione, soprattutto con i giri motore abbastanza alti, il rombo del motore potrebbe rivelarsi e farvi capire di che cosa si tratta, ma è comunque un sound talmente ovattato che radio e passeggeri a bordo dovrebbero osservare un silenzio religioso. A conti fatti la scelta di ridurre la dimensione del motore è una mossa vincente e il fatto che il fulcro della potenza sia erogato molto in alto, gioca a suo favore soprattutto in città. Ebbene sì, perché se è vero che per ottenere tutti i 120 cv bisogna tirare i rapporti molto in alto, è anche vero che le vie della città non sono il luogo giusto per fare le corse, ma per procedere a regimi decisamente inferiori che generano percorrenze a dir poco economiche in termini di consumi. Ma al di là di questa parentesi relativa al propulsore, l’atmosfera che ho vissuto all’interno dell’abitacolo Kia mi ha quasi sconvolto. È comunque una vettura che costa poco più di ventimila euro, ma al suo interno non manca nulla, anzi. Sedili comodi e contenitivi da impostare con comandi elettrici e memorie, plancia asimmetrica orientata verso il guidatore che non deve distrarsi dalla guida e tutta una serie di optional che normalmente mi aspetto in auto di categoria premium. Per come sono fatto io avrei preferito avere qualche tasto in meno, ma anche in questa configurazione sia il sistema di infotainment che il resto delle possibilità della vettura sono intuitive, come i due pulsanti riservati all’apertura del tetto. In prima battuta si può godere del vetro che dà vita al panorama, ma volendo si possono spalancare le finestre ed avere tanta aria sia per i passeggeri posteriori che anteriori. Al di là degli optional, una delle caratteristiche che ho apprezzato maggiormente sia in città, sia in autostrada è stato l’isolamento dall’esterno. Risulta quasi impossibile ascoltare il sound del motore, il rotolamento degli pneumatici o rumori della strada che possano infastidire alla guida. Una delle prime caratteristiche che vengono messe in secondo piano da alcuni costruttori low cost è proprio l’insonorizzazione dell’abitacolo, generando non pochi fastidi magari a 130 km/h, ma per fortuna non è proprio questo il caso. Il colore dell’esemplare in prova è un rosso davvero splendente (Trace Red) e anche per questo dettaglio ho avuto gli occhi addosso in molte circostanze.

Che vi piaccia oppure no, la cee’d GT Line è un’auto appariscente, che non passa inosservata, quasi al punto da far distrarre gli altri inquilini della strada. Spesso accade che alcuni incidenti stradali non siano prevedibili da parte di guidatori poi coinvolti, ma per tutti gli altri casi la cee’d vi darà senz’altro una mano. La sicurezza è stata messa in risalto dotando la nuova cee’d di una serie di sistemi attivi e passivi in grado di tenere i passeggeri in una cassaforte. Impossibile non citare solo alcune delle chicche tecnologiche: ESC per mantenere la stabilità della vettura indipendentemente dalle condizioni esterne, e devo dire che è un sistema molto utile a correggere determinate traiettorie ma allo stesso tempo non troppo invasivo; il TPMS che verifica costantemente la pressione degli pneumatici e avvisa con un’icona sul cruscotto in caso di “gomme a terra”; Hill Start Assist Control che, come noto, impedisce all’auto di arretrare durante le partenze in salita e ovviamente sei airbag che garantiscono un ottimo assorbimento degli urti per tutti i componenti dell’auto. È bella, quando c’è bisogno sa tirare fuori il carattere ed è pure un’auto molto sicura: davvero un buon partito!

Scheda tecnica: Kia cee’d 1.0 T-GDI GT Line

Prezzo: 22.750 Euro

Motore: 998cc, 120 cv @ 6.000 giri/min, 171 Nm @ 1.500-4.000 giri/min

Trasmissione: manuale a 6 rapporti, trazione anteriore

Prestazioni: 11,1 sec 0-100 km/h, 190 km/h, 20,4 km/l, 115 g/km CO2

Peso: 1.402 kg

A proposito dell'autore

Lorenzo Catini

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