Inside Volvo

La primavera svedese

Una volta Volvo era semplicemente un marchio di nicchia che costruiva auto solide e sicure. Ma i tempi cambiano, ed ora ambisce a produrre auto pratiche, alla moda, intelligenti e di successo. Venite con noi a toccare con mano la rivoluzione automobilistica svedese.

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È impossibile non notare il notevole cambio di rotta di Volvo. I signori svedesi hanno completamente abbandonato le forme squadrate e ruvide attraverso le quali, un tempo, si esprimeva il loro design automobilistico. Le grosse 240 e 740 si sono ammorbidite e stondate, come saponette sotto l’acqua corrente, assumendo le forme crossoveriane che oggi Volvo infonde alle proprie berline e station wagon, aggiungendoci dei tocchi chic-scandinavi dove una volta vinceva il tripudio di paraurti sporgenti e impalcature geometriche tra i fari. Ci troviamo inconfutabilmente di fronte ad un cambiamento radicale in quel di Volvo, guidati dai proprietari cinesi che stanno silenziosamente gettando le fondamenta per una vera e propria rivoluzione nordica. Vi ricordate tutte le prime pagine delle riviste automobilistiche di quest’estate, piene zeppe di annunci ufficiali di Volvo che dichiarava di voler elettrificare tutte le auto che avrebbero rilasciato a partire dal 2019? Del piano malefico di spingere Polestar a diventare il nuovo marchio elettrico e ad alte prestazioni, lanciando in guanto di sfida a Tesla? O di questa XC40, svelata quest’autunno non al caro vecchio – e prevedibile – Motor Show di Francoforte, bensì al fresco e giovane palcoscenico della Fashion Week di Milano?

Di fronte a noi abbiamo, quindi, un SUV rimpicciolito che è quanto più distante dal ricordo che abbiamo di una Volvo anni ’80. Gli occhi scorrono sorpresi su tutte le forme stilose concave e convesse, al tetto bicolore, alla griglia a muso di squalo ed alla particolare forma dei fari, chiamata “Martello di Thor”. Un linguaggio di design sviluppato per il gusto del design stesso. Siamo molto lontani dal concetto di macchinona familiare squadrata e rozza; la società civile è andata avanti, a Surrey sono tutti fissati coi prodotti Apple e col digital chic, e Volvo stessa ha un bisogno disperato di allinearsi ai voleri del grande pubblico.

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Da brand famoso per le sue auto tanto sicure quanto rigide e corpulente, i valori che oggi pretende il ceto medio hanno portato la compagnia svedese a reinventarsi. Così come la P1800 e la 480 ES prima di essa, la XC40 è stata pensata per distruggere l’idea che ci siamo costruiti nella nostra mente di Volvo fino a qualche anno fa. Costruita col supporto della start-up cinese Lynk & Co, è stata pensata per la propulsione elettrica, in qualsiasi forma ed intensità vorrà il mercato futuro; la si potrà acquistare con un contratto mensile che coprirà qualsiasi cosa (fra cui addirittura la sostituzione degli pneumatici e l’assicurazione) e vanterà un look esterno ed interno moderno, attraente e pensato appositamente come stacco dalle antiche tradizioni.

Tutto questo fermento va toccato con mano, quindi noi di CAR abbiamo deciso di accamparci per un paio di giorni in territorio svedese per assaggiare in prima persona quest’aria di rivoluzione. Abbiamo visitato la fabbrica, chiacchierato con gli operai (ed incontrato i famosi manichini del crash test), osservato le auto mentre venivano costruite e testato le tecnologie in via di sviluppo per la prossima generazione. Il presidente e CEO di Volvo, Håkan Samuelsson, ci ha illustrato le sue prossime strategie, mentre tutta una serie di luogotenenti ingegneri, designer e stilisti ci mostravano in che modo stanno modernizzando le vetture Volvo, preparando la compagnia a far fronte alla rivoluzione che investirà l’industria automobilistica fra poco.

Leggi l’articolo completo sul numero 96

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