Inside Lucid

Un team di ingegneri con esperienze sia alla Lotus che alla Tesla. Interni da Classe S sullo scheletro di una Classe E, con sontuosi sedili posteriori che si reclinano di 55°, un po’ come volare in prima classe ma su strada. Esperienza leader nel mondo in motori e batterie. Un progettista ex-Mazda che ha lasciato la sua impronta sulla pioneristica Audi A2 e che ora sovrintende una visione così olistica che persino il travestimento della macchina prototipo è di marca. Tutto brevettato, dal cambio agli ammortizzatori pneumatici attivi. Le maniglie interne delle portiere sono in legno, come una tavola da surf in stile Dali. 1.000 cv, da 0 a 100 km/h in 2,5sec e un’autonomia di 650 km. Un aspetto esterno elegante e moderno che è tanto un prodotto della cultura hot-rod californiana quanto della California casa di Google, Apple e Uber. Design cinese. E un bel nome: Lucid. Le start-up che promettono veicoli elettrici rivoluzionari non sono rare in California. Si dice che si possa andare a piedi da Venice Beach al Golden Gate Bridge, saltellando da un “Siamo la nuova Tesla!” ancora in embrione all’altra. Ma la Lucid è diversa.

Lucid factory, Menlo Park, California Photo: James Lipman / jameslipman.com

La società esiste dalla fine del 2007. Lo sviluppo della Air, la prima auto della Lucid, è iniziato tre anni fa ma è rimasto nascosto ai radar fino al dicembre 2016. Procedendo ora spedita puntando alla produzione nel 2019, la Lucid impiega circa 300 persone in due siti a Palo Alto: 300 impiegati, ma per avere un’idea migliore della compagnia e della macchina bisogna parlare con due di loro in particolare: il californiano Derek Jenkins, vice presidente del design, ed il britannico Peter Rawlinson, principale della tecnologia.

Rawlinson è l’ingegnere che ha fatto divenire realtà la Tesla Model S. Lo incontro in una perfetta mattina invernale californiana, andiamo tutti e due di fretta verso il parcheggio per raggiungere uno dei cinque prototipi della Lucid, l’auto numero 4, su cui siamo pronti per fare un giro.

Lucid factory, Menlo Park, California Photo: James Lipman / jameslipman.com

“Ho passato tre anni sulla Model S”, mi dice Rawlinson. “Elon aveva chiesto in giro agli ingegneri di contribuire a rendere l’auto una realtà. Era stato approvato come studio di design, ma il progetto si è poi fermato. Sono venuto per un colloquio e sono partito due settimane dopo, a febbraio 2009. L’auto è stata un successo, ovviamente, ma quello che stiamo facendo qui è su un altro livello, completamente”.

Rawlinson è tornato nel Regno Unito dopo la Model S ma una chiamata ricevuta dalla Lucid lo ha subito riportato a Palo Alto. “Sono entrato nel 2013 e, quando abbiamo ottenuto finanziamenti per centinaia di milioni di Dollari, ho assemblato la squadra da zero”. Quella squadra vanta ex ingegneri Lotus – Rawlinson era ingegnere capo alla Lotus, e aveva già ricoperto un ruolo simile alla Jaguar in precedenza – e ingegneri EV all’avanguardia con cui aveva lavorato alla Tesla. “Ho capito che c’era l’opportunità di portare l’EV ad un nuovo livello, miniaturizzando la propulsione e reimmaginando la struttura della macchina”.

Lucid factory, Menlo Park, California Photo: James Lipman / jameslipman.com

Scivoliamo nel prototipo Air (non la macchina da esposizione tirata a lucido che vedete su queste pagine), i suoi interni sono pieni di cablaggi, registratori di dati e trucchetti di ingegneria da prototipo. “Quando mi sono unito alla Tesla era ovvio che avrei cambiato il design della Model S a mio rischio e pericolo”, continua Rawlinson. “Quella macchina era progettata dall’esterno – la Air è stata progettata dall’interno”.

La ghiaia del parcheggio scricchiola pigramente contro la parte inferiore della struttura in alluminio della Air mentre ci allontaniamo. I grossi tubi di raffreddamento blu che puntano sui nostri volti suggeriscono la mancanza di aria condizionata. L’assenza di un vero e proprio abitacolo conferisce alla Air la sensazione di una macchina da corsa, come una strana vettura NASCAR, molto spaziosa con il volume a zero. E a quanto pare questa è rumorosa… “Fidati di me, il livello di raffinatezza sarà una rivelazione”, dice Rawlinson dal suo posto, che che è schiacciato indietro come quello di un pilota DTM. Ci dirigiamo su tranquille strade suburbane.

Lucid factory, Menlo Park, California Photo: James Lipman / jameslipman.com

I diversi schermi circondano il guidatore e sembrano galleggiare dato che non c’è il cruscotto: le letture di fronte a me parlano una lingua che non conosco. Le “portiere” sono di dura plastica e si può vedere la precisa rivettatura della struttura in alluminio all’interno delle guide superiori.

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