Non c’è solo Nismo  e Sony, attraverso la software house Polyphony Digital, che, insieme, “producono” piloti da corsa partendo dal simulatore Gran Turismo. Adesso, sempre all’interno dell’Alleanza, troviamo Infiniti e Renault F1 che tirano fuori, ogni anno, una selezione tostissima per trovare l’erede di Newey. 

Tutti noi conosciamo quella splendida iniziativa che prende il nome di GT Academy, l’appuntamento annuale che unisce reale e virtuale e che permette, ai giocatori più forti sulle piste virtuali, di diventare dei piloti professionisti. La collaborazione è tra Sony Interactive Entertainment Europe, la Polyphony Digital, la casa produttrice del videogioco/simulatore ideato da Kazunori Yamauchi e la Nissan Europe tramite la sua branch da corsa Nismo.
Ma c’è un’altra Academy, arrivata quest’anno alla sua terza edizione, che non fa lo stesso clamore, anche perché molto più recente, che non è così articolata nella selezione, ma è altrettanto degna di attenzione per la crescita di partecipazione edizione dopo edizione. Si tratta della Infiniti Engineering Academy che il brand premium dell’Alleanza Nissan-Renault, ha promosso in collaborazione con Renault F1 Team.

Alle selezioni finali in quel di Enstone, lo scorso 22 agosto, eravamo presenti anche noi per vedere e raccontarvi di cosa si tratta.

Della possibilità, più unica che rara, data a sette giovani ingegneri laureandi e laureati, di lavorare 6 mesi nel Centro Tecnico di Infiniti per l’Europa a Cransfield e presso la sede di Renault F1 a Enstone. Uno per ognuna delle regioni chiave: Cina, Europa (Russia compresa), Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d’America, Canada, Messico e Asia-Pacifico. Oltre 4000 iscrizioni inviate tramite il sito preposto, il doppio rispetto all’anno scorso e il triplo rispetto alla prima edizione del 2014.

La selezione è opera di una società di “head hunter” internazionale che prima effettua una prima, pesante, scrematura tramite l’analisi dei curriculum dei singoli candidati che lo inviano insieme ad una lettera di presentazione. I selezionati vengono poi sottoposti ad una intervista via Skype, ultimo step prima della convocazione finale a Enstone (per i partecipanti europei). “Dopo l’intervista via Skype pensavo di non aver passato la selezione. Mi dissero che mi avrebbero informato entro un mese ed eravamo a metà maggio. E invece ho saputo della convocazione a fine luglio, proprio quando non ci pensavo più. Incredibile.” Ce lo racconta Riccardo Manfredini, 24 anni di Brescia, con ancora la tesi da discutere all’Università di Brescia e la vittoria in tasca dopo una due giorni a Enstone fatta di sfide e prove varie. E tra queste sfide anche quella dedicata alle interviste, dove eravamo anche noi di CAR nella giuria esaminatrice.

Ben 10 candidati per un unico posto disponibile, dieci tra 1200 aspiranti europei che avevano inviato il modulo on line. Solo 10 dopo una selezione attenta e, tra questi, ben quattro erano italiani. Oltre a Riccardo anche Nicola Danesi, sempre dall’Università di Brescia, Eduardo Malhano che è uscito da Oxford e Paolo Ronca proveniente dalla Federico II di Napoli. Un successo incredibile che dimostra anche la preparazione dei nostri giovani ingegneri riprova che, malgrado i mille problemi, in Italia il livello della formazione rimane tra le eccellenze mondiali.

Ma non c’è solo un ragazzo italiano ad aver vinto questa terza edizione dell’Infiniti Engineering Academy. Tommaso Volpe è a capo del Global Motorsport di Infiniti: “Infiniti è un’human focus brand nel senso che mettiamo al centro sia l’uomo e sia la guida intesa come gesto che ispira i nostri progetti. Proprio per questo andiamo in giro per il mondo ad individuare i ragazzi più talentuosi da premiare. E’ un modo per stressare al massimo questo tipo di comunicazione, quella cioè che vuole posizionare Infiniti come un’auto che, inizialmente, è bella da guidare. In secondo luogo siccome vogliamo creare una connessione tra motorsport e prodotto, l’idea di impostare l’Academy in maniera tale da assicurare al vincitore 6 mesi nel Technical Centre di Infiniti e altri 6 nel Team di Formula 1 di Renault ci consente di realizzare tutta una serie di progetti che nascono già con il collante giusto, con un interscambio costante produzione/competizione che rafforza il nostro DNA”.
“Tutto è iniziato con una mail che mi invitava a partecipare alla selezione – ci racconta un incredulo Riccardo Manfredini freschissimo di vittoria – poi il modulo, poi il colloquio via Skype, sulla Formula 1, i sistemi ibridi, poi la convocazione a Enstone e adesso ho vinto. Sinceramente non riesco ancora a rendermi conto della cosa. Abbiamo impiegato due giorni nello sfidarci costruendo un modellino di auto ibrida partendo da un kit base e un limitato uso di altri pezzi che ci vincolavano le scelte tecniche, poi la progettazione di un layout di fabbrica sulla base di dati da analizzare in una manciata di minuti. Oggi anche il media challenge non è stato facile. Alla fine questa vittoria ancora devo realizzarla e pensare che sono stato scelto tra 1200 candidati.”
In effetti vedere 10 ragazzi provenienti da mezza Europa e divisi in due gruppi a ragionare su problematiche tecniche, ad inventarsi un’auto modello ibrido con il quale sfidarsi su una strip ben delimitata, a rispondere alle domande di un gruppo di giornalisti specializzatissimi, è stata un’esperienza che innesca riflessione.

Ci sono talmente tante risorse, entusiasmo, competenze, dedizione nel mondo del motorsport che la stragrande maggioranza delle persone neanche immagina. E’ un mondo spettacolare, dove tecnologia e competizione sportiva, umana e professionale si sfidano a livelli unici ed è un peccato che tutto si risolva, per i più, in un’ora e mezza di gara alla televisione. E invece scoprire cosa c’è dietro tutto questo, siamo sicuri, creerebbe una massa indistinta e più numerosa di appassionati e curiosi. Ecco, raccontare il motorsport vuol dire anche raccontare magnifiche iniziative come la Infiniti Engineering Academy.
E allora, per gli ingegneri in erba, i neolaureati affascinati da questo mondo da corsa, segnatevi questo indirizzo: https://academy.infiniti.com. Realizzare i propri sogni è più facile se c’è dedizione, studio e passione

A proposito dell'autore

Marco Della Monica
car & motorsport contributing editor

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