> La Citroën ha bisogno di  essere diversa, e dei nostri tre marchi possiede la visione innovativa più ampia. La C4 Cactus non è una macchina convenzionale. È fresca, polarizzante e ricercata per il suo sapersi distinguere. Ha successo e genera profitti. Citroën è un simbolo di genialità, umanità e ottimismo. È una mia necessità lasciarle fare quello che crede giusto per sé. Credo che stia andando nella direzione corretta.

> La Peugeot è più un marchio tedesco: buona ingegneria, buona manifattura, eleganza, niente sprechi. È al vertice dei marchi generalisti. Non dovremmo scordarci che Peugeot è nata nella Francia orientale, nei pressi del confine con la Germania.

> Vogliamo che  il gruppo PSA sia meno concentrato sull’Europa e più internazionale. Per ironia, stiamo assistendo a un’Europa Occidentale in crescita e a una Cina con un’economia in rallentamento. La vita è piena di sorprese…

Ma ciò non impatta sui nostri piani. Se vogliamo proteggerci da improvvisi cali di mercato, la sola risposta è “essere globali”, così si possono livellare i picchi e i crolli di singole zone commerciali. Ecco perché il nostro indirizzo dovrà diventare sempre più mondiale.

> Con la DS Automobiles, stiamo provando a portare il lusso francese nel mondo automobilistico, in senso artistico, stilistico e artigianale. Introdurremo tutta la tecnologia che serve, ma l’innovazione tecnica non è in assoluto il fulcro della nostra applicazione. La DS già ora ci fa incassare bene. Non intendiamo quindi incrementare i volumi poiché questo potrebbe nuocere ai nostri margini di profitto e avviare un disastro per i marchi d’alta gamma.

> Occorreranno 30  anni alla DS per affermarsi come azienda premium di successo. È quanto ci ha messo l’Audi. Qual è la mia definizione di successo? Allo stato attuale vendiamo le DS a prezzi del 10-12% in meno dei modelli Audi equiparabili. Il successo è in parte colmare il divario nei listini.

> Se i risultati dell’intera  annata saranno tanto positivi quanto quelli di metà periodo (571 milioni di euro in ricavi netti) allora penso che potremmo dire che il nostro piano di “rientro alle corse” sarà completo. La vita però non è così semplice. Finora abbiamo avuto il vento in poppa, ad esempio bassi prezzi del petrolio, tassi di cambio monetari favorevoli e un imprevedibile rimbalzo del mercato europeo. Forse ora soffieranno venti contrari.

> Siamo stati lenti  nell’entrare nel segmento SUV e abbiamo ancora una quantità di modelli inferiore rispetto a quella che ci piacerebbe avere. Ma sono ottimista. Nuove auto sono in preparazione e vi dico che sono sbalorditive. Stiamo crescendo in fretta sui SUV e i crossover. Abbiamo lanciato la DS 4 Crossback e il concept Aircross Citroën. Stiamo risolvendo il problema generato dal ritardo di produzione.

> Lo svantaggio nell’essere un costruttore automobilistico francese è che nella testa di certi consumatori la nostra tecnologia viene relegata dietro a quella dei tedeschi. È una discrepanza dalla realtà. Se guardiamo alle statistiche sugli eventi di avarìa tecnica, per esempio, ravviseremo una sostanziale parità con le vetture tedesche, e le nostre classifiche sono altrettanto buone, se non migliori. Nessuno detiene il monopolio su disciplina e rigore. Mi piacerebbe unire la mentalità creativa latina alla severità teutonica. Il lato positivo è che di solito siamo considerati più artistici e di tendenza.

DI Gavin Green

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