I 70 anni di Porsche

Perché le persone si appassionano così tanto alle Porsche? Potrebbero essere i settant’anni di storia, o la solida ingegneria, lo stile istantaneamente riconoscibile, o la bacheca dei trofei che scricchiola sotto il peso di tutte quelle vittorie a Le Mans. Ma soprattutto, è la sensazione che si prova nel guidare le auto. L’azienda potrà anche realizzare la maggior parte dei suoi guadagni con i SUV oggigiorno, ma costruisce ancora auto che sono alte la metà. E quando le Porsche elettriche passeranno dalle tavole da disegno e dai CAD di Stoccarda agli showroom, potete scommetter che anche queste si guideranno come delle vere e proprie Porsche.

V2A8125

Come molti grandi marchi – la Ferrari ed Enzo, la Lotus e Chapman – la Porsche è nata dalla passione di un uomo; o in questo caso, di una famiglia. E la storia inizia davvero con la 356 nel 1948. Questa fu la prima vera auto dell’azienda Porsche, orchestrata da Ferry, figlio di Ferdinand Porsche. Venne finanziata in parte con i ricavi delle licenze della Volkswagen Type 60, progettata da Ferdinand Porsche – meglio nota come Maggiolino – e restò in produzione fino al 1965, due anni dopo l’arrivo della 911.

I geni del Maggiolino sono evidenti nel motore boxer posteriore raffreddato ad aria e nelle sospensioni a barra di torsione della 356, e alcune versioni prendevano in prestito anche qualche altro pezzo del Maggiolino. Gli aggiornamenti A, B e C perfezionarono la 356 nel corso degli anni, mentre la potenza saliva da 44 a 100 cv. Questa è una 356A del 1958. Tra i principali cambiamenti al momento del lancio della A nel 1955 c’erano un parabrezza curvo al posto di uno diviso, la disponibilità di un motore 1.600cc più grande, e vari aggiornamenti alle sospensioni e agli interni.

V2A8165       V2A8075

Questa è un’auto particolarmente rara: venne originariamente esportata in Australia, facendone una ricercata 356 con guida a destra. Il colore è stato appositamente mixato per Oz, una splendida tonalità non-verde, non-proprio-crema, come una tazza di tè alla menta piperita in cui qualcuno ha accidentalmente versato del latte. Solo 11.200 km sul contachilometri e fresca di un restauro di meccanica e carrozzeria coordinato dal Porsche Centre di Leeds, è anche perfettamente funzionante, come se avesse viaggiato attraverso uno strappo nel tessuto spazio-temporale da Zuffenhausen nel 1958 fino a una tranquilla strada vicino a Kielder Forest nel 2018.

Dentro, è il sogno di ogni amante del retrò. Se frigoriferi, tostapane e radio in stile classico sono la vostra passione, sarete in paradiso. La radio stessa, una Blaupunkt con dei bei interruttori di plastica, era un’altra miglioria introdotta per la 356A. Non oso accenderla: se fosse in riproduzione qualcosa di più recente di Buddy Holly o degli Everly Brothers la magia si infrangerebbe. Come le moderne Porsche, la qualità è sublime e i dettagli sono adorabili: il padiglione traforato, le molle ultra-confortevoli dei sedili. E l’odore… se si potesse condensare in un liquido l’aroma di cuoio, plastica e l’essenza generale di una vecchia auto, lo farei. Il precedente proprietario dell’auto aveva anche commissionato un set di valigie in pelle marrone per riprodurre il set originariamente disponibile negli anni ‘50. Definirla affascinante non è nemmeno sufficiente.

V2A8065       V2A8138

Girate e tirate verso l’esterno la leva cromata dello starter, ruotate la chiave ed il motore prende vita borbottando e si assesta in un regime fluido e ritmico. Un altro giro di una maniglia cromata rilascia il freno di stazionamento, nascosto molto sotto il cruscotto. Si fa un sacco di stretching in una 356. I pedali sono spostati a sinistra, quindi si guida con il busto alle 12, e le gambe alle 10. Schiacciate la frizione spugnosa fino alla fine della sua lunga corsa, facendo attenzione a non prendervi la scarpa sinistra contro la destra – i pedali sono vicini – solleticate l’acceleratore e partite. Il movimento della sottile leva del cambio è così lungo che sembra di dover andare sotto il cruscotto per ingranare la prima, e di toccare il sedile posteriore per la seconda. C’è una distanza simile tra ogni rapporto – cambiate troppo presto e il motore inizierà a faticare. Fatelo correttamente, però, e vi darà grandi soddisfazioni.

Leggi l’articolo completo sul numero 101

CAR lo trovi IN TUTTE LE EDICOLE della tua città e in edizione digitale su pocketmags.com

V2A8251

A proposito dell'autore

Redazione

Post correlati