Guerrieri!

Il Calcio Storico fiorentino è il brutale antesignano seicentesco del rugby. Abbiamo guidato la L200 Barbarian SVP II dalla Francia fino in Italia per assistere a questo spettacolo incredibile.

Trenta energumeni si affrontano, i pugni sollevati, gli occhi puntati sugli avversari che hanno di fronte. Poi inizia il caos della battaglia. Salti, prese, colpi: un grosso taglio sulla fronte di un giocatore, il sangue si mescola al sudore, e poi la sabbia scortica la ferita quando il giocatore ferito è scaraventato nella polvere, le gambe piegate verso l’alto vestite di quella che sembra essere biancheria intima da signora uscita da un romanzo di Jane Austen. Benvenuti in Italia e al Calcio Storico. Questa pratica venne ideata dagli aristocratici fiorentini durante il XVI secolo, e nonostante il nome rimandi al calcio, sembra più un mix brutale di arti marziali miste e rugby. Ecco perché siamo qui, e stiamo facendo il viaggio di 2.900 chilometri dalla Francia all’Italia in un pick-up L200.

È un compagno abbastanza robusto da attraversare le Alpi sulle strade non asfaltate, prima di assistere ad uno sport che vede uomini adulti picchiarsi a vicenda vestiti di costumi medievali. Il segmento dei veicoli commerciali è stato cruciale per il successo della Mitsubishi, con un patrimonio che risale a quattro decenni, durante i quali ben quattro milioni di esemplari sono stati fabbricati.

L200Questa L200 di quinta generazione è del tutto nuova, e continua ad essere l’unico pick-up con un sistema a trazione integrale selezionabile; ha anche una scatola di rinvio a basso raggio, la possibilità di bloccare il differenziale centrale, 205mm di altezza da terra, e un enorme spazio di carico per motoseghe, cavi da traino ed altre cose per affrontare la natura selvaggia. Se l’unico modo in cui vi sporcate le mani è coltivando le rose in giardino, la L200 è comunque abbastanza comoda su strada, con la Mitsubishi che punta alla raffinatezza e al dinamismo di un SUV con la robustezza che è caratteristica del suo premiato pick-up. La nostra macchina di prova è l’ultima L200 dalla Mitsubishi Special Vehicle Projects, un’edizione limitata dalle specifiche alte chiamata Barbarian SVP II che costa circa 30.000 Euro, IVA esclusa. In cima alle specifiche standard, ci sono dei dettagli arancione accattivanti sulla griglia, fari anteriori e posteriori, incavi per le maniglie delle portiere, gradini laterali a pinna di squalo, estensioni rinforzate dei passaruota, barre antirollio posteriori in nero satinato e cerchi in lega unici da 17 pollici in nero ed arancione che montano pneumatici BF Goodrich All-Terrain. Per un bambino che è cresciuto col desiderio del camion di Professione pericolo, la Barbarian SVP II ha sicuramente un certo ascendente. Quattro di noi si danno appuntamento di buon’ora un giovedi vicino a Calais, e carichiamo tutto il nostro equipaggiamento foto e video ed i bagagli per cinque giorni sul generoso pianale a righe. La SVP II ha anche un tettuccio Mountain retraibile, ed una copertura bloccabile per tenere tutta la nostra roba al riparo da occhi indiscreti. Si possono avere L200 ad abitacolo singolo, ma la SVP II ha un abitacolo doppio ad alte specifiche, dando un sacco di spazio ai passeggeri per mettersi comodi e farsi un pisolino tra i turni di guida.

Tutti i modelli montano un turbodiesel 2,4 litri da 181 cv e 14,4 km/l. Mentre ci dirigiamo verso sud sull’autostrada, la L200 tira forte attraverso le sei marce manuali, si attesta ad un’elevata velocità di crociera a bassi giri e soffre solo un po’ del rumore del vento. Forse più inaspettato è quanto poco rumore fanno sulla strada le grosse gomme da fuori strada.

L200Attarversiamo velocemente le piatte pianure della Francia settentrionale, costeggiamo Reims, Digione e Lione mentre procediamo verso sud. Abbiamo navigatore satellitare, comodi sedili in pelle, climatizzatore a doppia zona, Bluetooth e un punto di carica USB, più centinaia di chilometri tra un pieno e l’altro – in altre parole, tutto quello di cui abbiamo bisogno per un viaggio rilassato attraverso un intero paese. Attorno alle 18:00 quella sera, a più di 800 chilomentri dal nostro punto di partenza, ci troviamo ad Albertville, immersi nell’estremità sud-orientale del parco nazionale del Massif des Bauges, con appena 100 chilomentri a separarci dal confine il giorno successivo. Non abbiamo bisogno di mettere la sveglia: con temperature fino a 35°C e senza aria condizionata nel nostro hotel, smaniamo di fare il check out e tornare nel fresco abitacolo della L200 entro le 7 del mattino successivo.

Il paesaggio è maestoso quaggiù, con enormi montagne che svettano tutt’intorno, larghi fiumi dal greto roccioso e maestose opere di ingegneria civile che si aprono davanti a noi per teletrasportarci al confine. Facciamo tappa nella città sciistica di Oulx, che lasciamo su una strada che serpeggia aggressivamente verso l’alto, per poi restringersi gradualmente mentre si inoltra tra le fila di alberi, oltre gli chalet e verso gli impianti di risalita. Non passa molto tempo prima che la strada asfaltata sparisca del tutto. La copertura di sabbia fine turbina dietro di noi in nugoli di polvere, profondi solchi di ruote corrono come linee ferroviarie e bruschi tornanti si contorcono in ripide pendenze, costringendoci a scalare fino in prima – il cambio manuale non è faticoso, ma le palette del cambio automatico ci risparmierebbero certamente un po’ di fatica. Non c’è ancora bisogno di passare alla trazione integrale – i grossi pneumatici BF Goodrich e l’altezza da terra sono tutto quello di cui abbiamo bisogno. E, ad essere onesti, l’unica macchina che vediamo passare nel primo chilometro è un camioncino per le consegne del supermercato.

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