> La Continental esordì  con interventi di gommatura per le ali degli aerei agli inizi del 1900. Ora abbiamo 205.000 dipendenti sparsi in 53 Paesi e 34,5 miliardi di Euro di vendite annuali. Solo il 28% del giro d’affari è legato agli pneumatici, una grossa fetta del rimanente riguarda i sistemi di frenata, la tecnologia telaistica e i congegni per il controllo di stabilità.

> La nostra mescola Black Chili venne sviluppata nel 2005 per produrre gomme di biciclette. È un polimero speciale combinato con altri materiali grezzi e fu utilizzato per la prima volta nel 2010 sul ContiSportContact 5. Si adatta alla superficie stradale e aumenta il grip cacciando via i residui d’acqua. Il Black Chili si avvale anche di piccole ventose come quelle sulle zampe dei gechi. Sono microscopiche.

> Possiamo calibrare ogni pneumatico sulle esigenze individuali della aziende. La cintura d’acciaio, il materiale a strati, il riempimento e i rinforzi nella zona del cerchietto possono tutti essere tarati su misura, dando un deciso effetto sulla modalità di trasmissione delle forze così come sul rapporto fra confort e reattività della sterzata. Esempio: possiamo tenere più sollevato il riempimento di una zona per aumentare la risposta sullo sterzo, ma sacrificando il comfort. Abbassandolo inneschiamo il processo opposto.

> Stiamo cercando il modo di ottenere delle mescole dalla pianta del tarassaco. È da capire come raffinare il lattice ricavato dallo stelo. Ora è troppo prematuro dire se questo tipo di prodotto ci potrebbe dare le proprietà desiderate, e neppure sono sicuro del rendimento del vegetale per ettaro, ma ridurrebbe la quantità di olio sintetico richiesto.

> Ci sono tre elementi in conflitto nelle prestazioni degli pneumatici: resistenza al rotolamento, efficacia sul bagnato e usura. Se si migliora il comportamento sul bagnato del 2-3%, la gomma può usurarsi del 15% più in fretta. Nel corso degli ultimi due decenni la vita degli pneumatici si è allungata, ma occorre considerare quanto si siano sviluppate le caratteristiche dinamiche dei veicoli e le performance. Alle gomme oggi si chiede molto di più, benché non sempre ne siamo coscienti.

> La composizione  della gomma è accreditata per ascriverle il 50% della resistenza al rotolamento. Nessuno desidera compromettere altri fattori nel momento in cui si diminuisce l’opposizione al rotolamento. In verità, dagli anni ’80 abbiamo migliorato la resistenza del 20-30%, malgrado la larghezza e la grandezza siano aumentate, tuttavia credo che un progresso del 2% l’anno sia il limite. Stiamo cercando di ottenere un grado di attrito ancora inferiore per le vetture elettriche.

> La mescola è tanto importante per la sicurezza e per le prestazioni che non si può circoscrivere all’impronta del battistrada. Un’azienda cinese ha copiato alla perfezione il nostro battistrada e noi abbiamo svolto delle prove per dimostrare che la distanza d’arresto era considerevolmente più lunga.

> Siamo alla ricerca di differenti polimeri per pneumatici anti-foratura che reagiscano con intelligenza qualora collocati in ambienti di carichi modificati. Per esempio, un fianco che può flettersi per dare buon handling, comfort e bassa resistenza al rotolamento se totalmente gonfio, ma con una variazione di caratteristiche per dar forma ad una spalla molto più rigida in caso di perdita di pressione. Così si garantisce il vantaggio della tecnologia run-flat mentre si minimizza qualsiasi attributo negativo.

intervista di Ben Barry  

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