Ferrari Portofino

Sono circa 9.700 km alla costa della California a Portofino, un villaggio di pescatori sulla riviera ligure. Uno sguardo alla carrozzeria in alluminio della nuova Ferrari Portofino – e una rapida scansione delle sue specifiche – suggerisce che c’è un abisso altrettanto grande tra il nuovo modello di base della Ferrari e il suo predecessore, la California T. Schiacciate l’acceleratore, sentite l’enorme ondata di coppia a medio regime del V8 biturbo trasformarsi senza soluzione di continuità in una corsa frenetica al limite del contagiri, quindi tirate le palette del cambio che ingaggiano le marce come se sparassero proiettilii. E improvvisamente la soggettiva apparenza dello stile e il distacco empirico delle statistiche diventano realtà con un rumoroso scoppio di accelerazione.

Ferrari Portofino

Se le prime impressioni a tutto gas suggeriscono che la Portofino sia un considerevole passo avanti rispetto alla California T, quest’auto promette di essere migliore anche nelle cose che contano. Rallentate fino a 40 km/h e vi sarà possibile aprire il tetto in movimento (la California doveva essere ferma), con il nuovo sistema che si ripiega con eleganza impressionante sotto il bagagliaio in 14 secondi.

Anche se la California T non è mai stata un’auto del tutto cattiva, era il modello più debole della Ferrari, poiché mancava di quell’anima da corsa che caratterizza le più sportive coupé e Spider Ferrari a motore centrale che le stanno sopra.

La Ferrari non ha buttato via il tutto il lavoro con l’acqua sporca, quindi qui il concetto di base rimane invariato. Ciò significa un motore V8 posizionato in basso e molto indietro sotto il lungo cofano, 2 + 2 posti a sedere ed un tetto in metallo pieghevole. Anche l’interasse di 2.670mm rimane identico. Il prezzo aumenta a 196.061 Euro, anche se è ancora ben quasi 52.000 Euro in meno della 488 Spider, l’altra cabriolet di Ferrari.

Più rilevante è il mercato in cui la Portofino si lancia, che è tanto affollato quanto diversificato. La McLaren offre una decappottabile ad un prezzo leggermente inferiore, ma la 570S Spider è essenzialmente una Ferrari 488 Spider/McLaren 650S Spider meno cara (a Woking stanno ancora lavorando su una 720S decappottabile). Gli acquirenti potrebbero anche scegliere l’Aston DB11 Volante, un V8 2 + 2 con tetto in tessuto o una Mercedes SL, la due posti cabrio che è più conveniente in assetto SL63.

Con la concorrenza più competitiva che mai, Maranello ha investito nei dettagli, estendendo il già ampio mandato della California. Più difficile da guidare e più potente, ma più comoda, più efficiente ed anche più usabile – questa, almeno, è l’idea. E la Ferrari insiste sul fatto che questi ultimi tre dettagli sono davvero cruciali per i proprietari, il 70 per cento dei quali erano alla loro prima Ferrari quando comprarono una California. Vogliono ancora l’inebriante eccitazione di guidare un’auto esotica, ma guidano quotidianamente le loro macchine il 150 per cento più frequentemente di chi possiede un modello sportivo, ed il 30 per cento di loro usa regolarmente i sedili posteriori. Apprezzeranno particolarmente i 5 cm extra di spazio posteriore per le gambe, il fatto che i chilometri al litro sono diventati 9,3 nel ciclo misto, e che ora ci sono 292 litri di spazio bagagli, 52 litri in più che sulla California T. Anche i 40 cv di potenza in più a 600 cv, e gli 80 kg in meno per un peso ancora considerevole di 1.664 kg male non fanno.

Ferrari Portofino   Ferrari Portofino

Chiamare la Portofino come un porto di pesca del Nord Italia potrebbe essere stata una scelta azzeccata per il nuovo modello grazie alle sue connotazioni di classe, stile e discrezione, ma non è il caso di lanciare un’auto decappottabile in questo periodo, quindi, passiamo alla non brevettata Bari, nell’estremo Sud Italia, accolti da una flotta di Portofino in grigio e bianco e rosso che fiancheggiano l’ingresso di un hotel di lusso.

Fuori stagione, questo angolo sud-orientale dell’Italia è stranamente deserto, le sue cittadine sbiadite, vuote, quasi monocrome con persiane e porte color pastello e mattoni consumati dal tempo che si dilavano insieme come un bucato misto gettato con noncuranza in lavatrice. Abbassiamo il tetto per goderci al meglio il cielo blu ed il caldo abbraccio del sole, e parcheggiamo sulla spiaggia per la nostra prima occasione di valutare correttamente la Portofino in termini di design.

L’esterno può essere visto come un enorme miglioramento. Ben più apertamente mascolina, la Portofino si adatta meglio alle Ferrari GT a motore V12, la F12 e la 812 Superfast, e richiama la Daytona anni ‘70 nelle sue proporzioni. Con il tetto chiuso, la linea scorre dalla testa alla coda, mimetizzando visivamente il ponte posteriore rialzato che affligge le grandi decappottabili – tutto quel metallo deve pur alloggiare da qualche parte lasciando spazio per i bagagli, dopotutto. Con il tetto giù, metallo e vetro riposti, il compromesso – e il posteriore rialzato – è più ovvio, ma non c’è dubbio che la Portofino sia un’auto elegante e ben realizzata.

Leggi l’articolo completo sul numero 99

CAR lo trovi IN TUTTE LE EDICOLE della tua città e in edizione digitale su pocketmags.com

Ferrari Portofino

 

A proposito dell'autore

Redazione

Post correlati