Ferrari Enzo, Ferrari F12 tdf e Ferrari 458 Speciale

Le tre regine.

La Ferrari compie 70 anni. Quelli dei suoi prossimi 70 anni saranno probabilmente dei motori turbo, prima semi-ibridi e poi completi.

Motivo in più per celebrare i più raffinati capolavori non-turbo della Ferrari.

Nel corso degli ultimi 70 anni la Ferrari ci ha regalato dei piccoli V6, dei mostruosi dodici cilindri e degli otto cilindri ruggenti. Ma questi avevano quasi tutti, anche se non proprio del tutto, un tratto in comune: fino a poco tempo fa erano motori naturalmente aspirati.

Il turbocompressore è ovunque oggigiorno e si capisce il perché. Mette in condizione i motori piccoli di performare ovunque come quelli grandi, tranne che al distributore di benzina. Anche la Ferrari ha adottato il turbocompressore per il successore della sua 458, la 488 GTB, in parte per ridurre le emissioni, ma soprattutto perché non riusciva a rispettare i propri obiettivi di potenza e prestazioni con un motore aspirato che fosse guidabile. Il risultante motore F154 è davvero impressionante, ma per noi persino la 488 manca di quel qualcosa che le automobili più vecchie avevano, una connessione organica che si ha solo quando c’è zero ritardo tra il movimento del vostro piede e l’impulso posteriore. Così, per celebrare settant’anni di continue soddisfazione abbiamo raccolto tre delle nostre preferite a rappresentare il meglio dell’aspirazione naturale: la Ferrari Enzo V12, la Ferrari 458 Speciale V8 e la Ferrari F12tdf V12.

… Non che viaggiare a basso e medio regime non dia soddisfazione: 90 chilogrammi più leggera della Italia grazie alle ruote forgiate e ai vetri più sottili, la Speciale è sempre scattante, e la risposta dell’acceleratore, pura come la cocaina non tagliata e che dà dipendenza allo stesso modo, è il paradiso. …

… Non è lenta. Non crea traffico o manovre. Non si sveglia a meno che non si faccia un notevole sforzo di accelerazione attraverso le marce. Ma dategli un po’ di corda e tutto scatta, dall’uso soddisfacente dei paddle all’impeto nella parte posteriore quando ingrana la marcia successiva. Ricordate quei giorni prima del doppia frizione, quando eravamo ossessionati dalla velocità del cambio? Toccate gli 8.000 giri al minuto sulla Enzo, restate concentrati per stendere le braccia in mezzo a tutto quel fracasso, tirate i meravigliosi paddle in carbonio e la trasmissione può cambiare le marce in 150 millisecondi. …

… Il primo V12, però, è stato creato sulle rive del Tamigi dalla Putney Motor Works, e abbastanza appropriato, non era destinato ad un’auto, ma ad una barca. Nel 1905 il corrispondente inglese del Scientific American ne celebrava la rotazione libera dicendo che poteva “accelerare fino a 900 e persino a 1.000 giri al minuto, alla cui velocità sviluppa 160 cv”.
Non male, quando si considera che la F12tdf fa appena 50 cv alla stessa velocità. Ma poi ha altri 8.000 giri con cui giocare, dove sviluppa stupendi 780 cv e le gomme posteriori girano come le gambe di Shaggy e Scooby che fuggono attraverso un lago per sfuggire ad uno Yeti in maschera. …

… il resto della storia, scoprilo qui!

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