Ferrari 812 Superfast

Nomen omen

“Superfast” non è che un vago avvertimento dell’incredibile superiorità della nuova GT da 800 cv

Quanto vorrei avere un amico con una Ferrari nuova. Non tanto per esserne geloso, quanto per potere avere qualcuno col quale discutere appassionatamente e fin nei minimi dettagli l’operato degli ingegneri di Maranello. Sarebbe facile decantare solo le glorie del marchio, ed è scontato rimarcarne la bellezza; no, quello che rende veramente speciale quest’auto è il suo hardware. Ed anche un po’ il software.
Per l’uomo comune, il “Superfast” marchiato su questa Ferrari potrebbe risultare spocchioso e banale, ma in realtà rende omaggio agli ultimi modelli America degli anni ’60 che, oltre a montare l’enorme V12, avevano ampio spazio interno e – Dio le benedica – un bagagliaio funzionale.

Fortunatamente, alla presentazione di questa 812 nella pista di prova a Fiorano, Ferrari ha fatto di tutto per ricordarci che la nuova arrivata è una GT a tutti gli effetti. È piuttosto raro che Ferrari dedichi intere slides allo spazio nel bagagliaio durante la presentazione di una sua nuova creatura. Ma a parte questo piccolo dettaglio, il vero cuore della vettura, chiaramente, è altrove. Vista “distrattamente” è impossibile non notare delle somiglianze con le proporzioni della F12, ma in realtà l’estetica è tutta nuova, un mix fra l’aggressività stravagante della tdf e la solita cura maniacale alle aerodinamiche. Un grande plauso va al lavoro dei tecnici del tunnel del vento di Ferrari, vista la difficoltà con la quale riusciamo ad individuare tutte le curve, gli angoli e le prese d’aria necessari ad indirizzare l’aria in punti ben specifici senza ricorrere ai soliti, sgradevoli spoiler. Il diffusore sotto il pianale contribuisce al 40% della deportanza totale; stiamo parlando delle stesse cifre della tdf ma con minor resistenza all’aria.
Più di qualche indizio ci fa capire come Ferrari preferisca non privilegiare le carinerie fini a sé stesse. La 812 vanta una grazia pragmatica pur mantenendo un po’ di ciccia ai fianchi; lo sguardo viene attirato verso la zona frontale, dove ci cattura il fascino e lo slancio del muso che fluisce sinuosamente oltre le ruote anteriori. È chiaro poi che una 812 sia in grado di suscitare emozioni forti in qualsiasi veste si presenti, ma sorprendentemente risulta ancor più accattivante con le ruote opzionali e con una verniciatura che non sia il rosso.

Dei sedili snelli ma supportativi ci accolgono quando ci sediamo in cabina di pilotaggio, mostrandoci un cruscotto relativamente semplice. Un’asta sottile vicino al ginocchio destro gestisce le funzioni di guida più importanti, tutto il resto è raggruppato intorno al volante, col grosso tachimetro analogico che si prende prepotentemente la scena centrale, affiancato da display digitali adibiti al resto delle informazioni. Parzialmente ereditata da quella della GTC4 Lusso, la disposizione del cruscotto ci appare comprensiva ma ci vuole un po’ per prenderci confidenza. Glielo perdoniamo, visto che la 812 non è proprio la vettura nella quale ci piacerebbe spendere la maggior parte del tempo provando a salvare Radio 2 fra le stazioni preferite.
Il numero 12 nel nome dell’auto fa riferimento al numero di cilindri a bordo. Basato sul blocco motore che apparì per la prima volta sulla Enzo, 15 anni fa, è stato modificato a quello che Ferrari afferma essere il massimo che questo 6.5 litri possa fare. Di sicuro non ci lascia con l’idea che si possa voler di più. Iniettori a pressione maggiore, rapporti di compressione aumentati ed ingressi a fasatura variabile aiutano a spingere ancor più in là, oltre i 780 cv che la tdf sviluppava a 8.500 giri al minuto; stiamo parlando di una potenza che sfiora la cifra degli 800 cv. Abbiamo anche una maggior coppia rispetto alla tdf, ma quest’auto è stata pensata più per la potenza, con i rapporti delle marce accorciati in modo da permetterci di sfruttare al meglio suddetta potenza. Insomma stiamo parlando di un propulsore naturalmente aspirato che produce 123 cv al litro e capace di raggiungere 8.900 giri al minuto, tutto per permetterci di divertirci a fare cose simpatiche e bislacche con le quattro ruote.

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