Ci volevano i problemi delle Mercedes per poter assistere ad un gran premio tanto emozionante. Nella buia notte di Singapore è la Ferrari di Vettel a passare per prima sotto il traguardo. Dopo il capolavoro del sabato con una pole che mancava da quasi cinque anni in quel di Maranello conclude con una gara lunghissima e complicatissima, portando a casa l’obiettivo minimo stagionale in Ferrari, tre vittorie. Nonostante le due neutralizzazioni della safety car (una per incidente e l’altra per invasione di pista), il quattro volte campione del mondo dimostra tutta la sua classe cristallina, vincendo la battaglia di tempi con il suo ex compagno di squadra in Red Bull Ricciardo. Su un circuito dove fattori cruciali sono telaio ed aerodinamica risorge una Red Bull che proprio alla vigilia di questa gara annuncia il divorzio dal motorista con il quale negli ultimi anni ha vinto otto mondiali tra piloti e costruttori, aprendo ad una futura motorizzazione Ferrari. Gradino più basso del podio per Raikkonen, primo degli “umani” di questo week end. con la sua prestazione riesce quantomeno ad allontanare i fantasmi della partenza di Monza.

Incredibilmente fuori dal podio e spaventosa (in negativo) prestazione per l’unica Mercedes giunta al traguardo, con la numero 6 di Rosberg. Un week end terribile per gli uomini delle frecce d’argento che fanno incetta di problemi già dal venerdì. Al Sabato sono le gomme con la loro usura fuori dalla norma a relegare le due frecce indietrissimo, per come siamo abituati, in griglia, con una quinta e sesta posizione. In gara già dalla partenza si sapeva di problemi alle parti elettriche delle due monoposto, ma non ci si aspettava di vedere il ritiro della W015 Hybrid del leader del campionato Hamilton. Una prestazione tanto opaca da far pensare che i problemi del dopo Monza con le pressioni misti alla poca affidabilità della nuova power unit possano riaprire il mondiale. staremo a vedere nei prossimi gran premi.

Dietro alla Mercedes chiude la Williams di Bottas, gara ordinata per il finlandese che conclude con il massimo risultato possibile. Piccola delusione di questa gara è Kvyat su Red Bull, al quale va si tutto storto con le numerose safety car, ma non palesa mai un ritmo avvicinabile a quello del compagno di squadra, tenendo a distanza Perez su Force India. il messicano è l’unico a resistere all’esuberanza dei due “torelli” della Toro Rosso Verstappen e Sainz, autori di una serie di sorpassi mozzafiato. L’olandese in particolare si dimostra un animale da gara: a causa di un problema allo start dopo un paio di giri è già doppiato, ma grazie alle safety car risale la china, sorpassando un numero elevatissimo di auto nonostante questo non fosse un circuito particolarmente avvezzo. Chiude la zona punti Nasr su Sauber, facendo esordire la versione “B” della monoposto con un punto conquistato in campionato.

Come (tristemente) spesso è accaduto durante questa stagione ritirate entrambe le Mc Laren Honda di Button e Alonso. L’asturiano, autore di un’ottima qualifica, è costretto ad infilare il muso nel box mentre manteneva autorevolmente la nona posizione, mentre il compagno di squadra galleggiava a metà classifica compiendo un errore da principiante tamponando Maldonado.

Cartrellino rosso per le due Manor di Stevens e il debuttante Rossi, che scatenano il panico alla seconda ripartenza dietro la safety car, diventando un pericoloso ostacolo per i colleghi.

La Formula 1 non si ferma e già dal prossimo week end romberanno i motori nello storico circuito di Suzuka. Sarà la prova del nove per capire quanto veramente la Mercedes sia in crisi e di quanto la Ferrari possa veramente compiere un miracolo sportivo non da poco.