Quarta vittoria consecutiva nel mondiale per Sebastian Vettel, e l’iride è sempre più vicino.

Sebastian Vettel espugna anche il tracciato di Yeongam nella Corea del Sud, e porta il suo vantaggio a 77 punti su Fernando Alonso. Suzuka, quindi, potrà essere teatro dei festeggiamenti per il suo quarto mondiale consecutivo, a patto che vinca e lo spagnolo non vada oltre il nono posto.

La gara del tedesco, come di consueto, è stata una formalità: partito dalla pole ha saputo fare il vuoto dietro di se già dalla prima tornata. A vivacizzare la sua gara ci hanno pensato le due Safety Car e una vettura di servizio. Quest’ultima ha fatto la sua comparsa davanti al gruppo in occasione dell’incendio della vettura di Webber. Nota di demerito per i commissari coreani, assolutamente incapaci di mantenere razionalità e sangue freddo in nessuna occasione. Non pago, Vettel voleva annichilire gli avversari (come se ce ne fosse bisogno) distaccandoli di parecchio, fino a che non è intervenuto il muretto Red Bull con una semplice comunicazione: “Sebastian vai piano. Non prendere rischi, ci serve la gara”.  Si commenta da sola.

Chiudono il podio le due Lotus, con un Raikkonen autore di un’altra gara in rimonta e con Grosjean che a fine gara è apparso parecchio contrariato. Il francese è maturato parecchio questa stagione, soprattutto in termini di lucidità nelle fasi di partenza. Emblematico il siparietto dei team radio tra Romain, il suo ingegnere di pista ed Eric Boullier, il team manager di casa Lotus: l’ingegnere  comunica al pilota che è più veloce di Kimi e che deve superarlo. Romain risponde che al momento era troppo lontano, ma che ci avrebbe provato. Repentina la risposta del team manager che seda i tentativi di rimonta con un semplice: “Mantenete le posizioni, va bene così”. Non sapremo mai se effettivamente le due Lotus sarebbero potute arrivare a posizioni invertite, ma a giudicare dalla faccia del francese sul podio, la possibilità non era troppo remota. Va comunque sottolineato il sorpasso di Iceman sul suo team-mate alla ripartenza della prima Safety Car: il finlandese non ha fatto complimenti ed ha scaraventato la sua E21 all’interno della curva. Grosjean non poteva fare nulla per ribattere.

Il vero capolavoro di oggi, però, l’ha fatto Nico Hulkenberg: il tedesco di casa Sauber sembra finalmente pronto per un top team. Certo, la  fine che ha fatto Perez alla McLaren può essere una tesi a favore di chi pensa che sia solo un fuoco di paglia, ma un analisi attenta della sua carriera nella massima serie portano a vedere una crescita costante del biondino che oggi lo ha portato a fare il suo miglior risultato in carriera. Hulkenberg si è dimostrato freddo e lucido anche nella fase più difficile della gara, ovvero quando aveva quattro piloti alle calcagna, pronti a soffiargli il quarto posto. A dare ancora più risalto a quest’impresa, sono i nomi dei piloti che lo seguivano: Hamilton, Alonso, Webber e Button. Alla fine Hamilton deve desistere e si deve cominciare a guardare le spalle da Fernando Alonso, a causa dell’usura degli pneumatici.

Se Hamilton è stato “vittima” di una strategia sbagliata, stessa cosa non si può dire per Fernando Alonso. L’asturiano è sembrato meno in forma delle scorse gare, ma forse è più corretto dire che quest’oggi era semplicemente più “umano”. Alla partenza si vede chiusi gli spazi da Hulkenberg e Hamilton, salvo dover evitare il suo compagno di squadra che ha pensato bene di girarsi quando era a centro gruppo in un tornante destroso. Risultato? Posizioni perse e gara ancora più in salita, con una macchina che in uscita dalle curve sembrava fosse su una lastra di ghiaccio. Sul finale insidia Hamilton, ma l’inglese non ne vuol sapere di cedere la sua quinta posizione.

Settimo e sfortunato Nico Rosberg: uscendo dalla scia di Hamilton in pieno rettilineo, l’ala anteriore della sua Mercedes è collassata costringendolo ad una lunga sosta ai box. Grazie alle Safety Car è riuscito a risalire fino alla settima posizione, ma sicuramente si meritava qualcosa di più.

Ottavo posto per Jenson Button che come al solito fa la sua gara senza clamori, ma porta a casa punti pesanti, autore anche di un contatto che gli rovina la parte destra dell’alettone in occasione del testacoda di Massa. Esattamente l’opposto fa il suo compagno di squadra Sergio Perez, che è perennemente in bagarre a tal punto che stressa troppo la gomma anteriore destra che si sfalda in rettilineo, perdendo la striscia di battistrada che sfiora la vettura di Sebastian Vettel. Questa volta il messicano limita i danni arrivando in decima posizione, alla fine di una lunga battaglia con Massa, Gutierrez e le due Williams.

Felipe Massa è in lizza con Hulkenberg per il sedile della Lotus. Obiettivamente, c’è poco da contendersi viste le prestazioni dei due driver: uno è glaciale anche con quattro avvoltoi alle spalle e con una vettura nettamente inferiore, l’altro si gira e finisce la gara lottando come un ossesso con avversari che sulla carta sono nettamente inferiori. Chiude nono, fortunato per le Safety Car che gli permettono di risalire dall’ultima posizione in cui si trovava dopo il testacoda.

La Safety Car è entrata in azione per ben due volte: a seguito del distaccamento della striscia del battistrada dell’anteriore destra di Perez e  dell’incidente tra Sutil e l’indifeso Webber. Il tedesco della Force India ha perso il controllo in staccata, andando ad impattare con il posteriore la bancata di destra di Webber, centrando il radiatore dell’olio e facendo incendiare la Red Bull. Più reattiva della Safety Car è stata la vettura dei pompieri che è entrata in pista mentre transitavano i piloti. Chissà cosa avranno pensato vedendo una Jeep a centropista procedere lentamente…

Gara

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 55 giri
2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +4″2
3. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +4″9
4. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +24″1
5. Lewis Hamilton – Mercedes – +25″2
6. Fernando Alonso – Ferrari – +26″1
7. Nico Rosberg – Mercedes – +26″6
8. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +32″2
9. Felipe Massa – Ferrari – +34″3
10. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +35″1
11. Esteban Gutierrez – Sauber-Ferrari – +35″9
12. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +47″0
13. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +50″0
14. Charles Pic – Caterham-Renault – +1’03″5
15. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +1’04″5
16. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +1’07″9
17. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +1’12″8
18. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +2 giri
19. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +3 giri
20. Adrian Sutil – Force India-Mercedes – +5 giri