SE NON NE AVETE mai posseduta una probabilmente la desiderate. Se avete avuto una delle prime GTI, ci sono buone possibilità che ve ne sia piaciuta anche un’altra (e vi basta solo vederne passare una in strada per lanciarvi in un interminabile sproloquio di sfacciate quanto meritate lodi). È una macchina che non ha bisogno di complesse scuse o spiegazioni per essere acquistata. La Golf è ovunque, e una rapida occhiata ai dati di vendita lo conferma: 95.8000 nuovi acquirenti nel 2014. Nel 2015 le vendite hanno superato il milione di unità. Rimane davvero la macchina della gente.

Ma la Volkswagen non vive nell’illusione che la Golf sia intoccabile. VW, ad onor del vero, ha passato un anno difficile. “Impegnativo” non rende bene. Il prodotto deve rassicurare e ricostruire, deve convincere sia gli appassionati turbati che gli indecisi che la Volkswagen è l’auto giusta per loro. Un compito difficile, ma è proprio questa sfida che rende questo modello la Golf più importante del 21esimo secolo. Più brillante, elegante, efficiente e tecnologica che mai, è il bambino prodigio della Volkswagen, perfezionato per la sua missione più impegnativa.

Un’ultima riflessione, la Golf Mk7.5 è la soluzione a breve termine. Sul lungo periodo, il successo della VW post Dieselgate dipenderà dalle sue capacità di diventare sinonimo di mezzo di trasporto intelligente e dalle emissioni azzerate, allo stesso modo in cui è stata sinonimo di hatchback perfettamente costruite e divertenti da guidare. La prima Volkswagen interamente elettrica ed autonoma è a meno di una decade di distanza, e quell’auto – per ora almeno – è chiamata ID. Dopo la Beetle e la Golf, cerchiamo di capire se ha le carte in regola per dare il via alla terza era della VW.

La Golf com’è ora e come sarà; il presente ed il futuro della macchina che siete sempre contenti di vedere disponibile presso i noleggiatori aeroportuali. Lunga vita alla regina.

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