Clio RS 18

Vi sembrerà una storia già raccontata, uno di quegli aneddoti che avete già sentito e che ormai non vi fa più sorridere, però anche quest’anno sono riuscito ad avere la mia RS per il periodo estivo. E proprio come nel 2017, anche stavolta la notizia è arrivata in prossimità delle vacanze – e per prossimità intendo proprio due o tre giorni prima delle tanto agognate ferie. “Riccardo, c’è una Clio R.S.18 per te”.

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L’email che aspettavo, le parole che avrei voluto leggere. Se dovessimo parlare semplicemente dell’auto non ci sarebbe molto di nuovo da dire. Il motore da 220 cv lo conosciamo, lo conosco e lo conoscete bene ormai, il cambio EDC tanto contestato dai puristi ormai l’abbiamo accettato tutti (io in primis, e da subito), l’assetto rigido è rimasto lì fermo nelle sue convinzioni, e l’impostazione generale non è cambiata di una virgola. Ho semplicemente ritrovato la Clio RS che piace a me, non nella variante più estrema Trophy ma in una veste decisamente più “aggressive” in questo allestimento R.S.18 ispirato alla monoposto di F1 da cui prende in prestito la tinta gialla che accende alcuni dettagli della carrozzeria altrimenti totalmente votata al nero, come il labbro inferiore del paraurti o le minigonne laterali. Un total black che sposo in pieno, con i badge, i loghi, i cerchi in lega e qualsiasi altra cosa vi venga in mente rigorosamente in nero… Discreta come un ubriaco che si mette a cantare nudo in mezzo a Piazza del Popolo. E poi c’è lo scarico Akrapovic con i terminali in carbonio, la modalità Race…

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Riccardo Cacace

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