Hanno preso una C3 di serie 3 cilindri da 1.000cc, l’hanno affidata alle mani della toscana Procar Motorsport sotto lo sguardo attento ed esigente di Massimo Arduini, l’hanno spogliata, segata, dotata di una gabbia e risaldata. Poi sono entrati nei magazzini ricambi di PSA e hanno scelto il meglio che il gruppo potesse offrire. Per il resto è stato creato un gruppo di lavoro al quale hanno aderito tante realtà motoristiche italiane tra le migliori a disposizione sul mercato in termini di Engineering, meccanica e design, che ha provveduto ai componenti mancanti.

Vista da fuori si intuisce, ma fai fatica a credere che sia un C3, oltre alla sagoma esterna e agli scudetti sul cofano c’è rimasto ben poco e la Citroën dalla quale è nata è solo un lontano ricordo.

Che trasformazione!

Si è lavorato parecchio per irrobustire la struttura con un rollbar realizzato ad hoc, sfruttando tutto quanto è consentito dal regolamento del campionato CITE, arrivando ad una vettura che pesa 940 chili, cioè meno del peso minimo consentito dal regolamento, è stato poi più facile zavorrare la macchina con altri 110 chili anche per bilanciarla. La carreggiata della vettura é stata allargata e il baricentro abbassato, anche grazie agli ammortizzatori Ohlins come si addice ad una vettura da corsa.

L’esterno della vettura, quasi interamente in vetroresina e carbonio, ha conservato il disegno del modello originale, ma gli spoiler, le minigonne e, soprattutto, l’ala posteriore hanno aggiunto un bel tocco di cattiveria. I vetri sono stati sostituiti con lastre di plexiglas.

Per la meccanica, avantreno e parte del retrotreno sono di derivazione DS3 R3, mentre gli ammortizzatori sono degli Ohlins a quattro vie con tecnologia TTX come quelli che vengono utilizzati sulle vetture che partecipano al Campionato Mondiale Turismo.

Il cambio è un elettroattuato Sadev a sei marce con paddle al volante, sul quale è stato prezioso il lavoro di un partner di eccellenza come Magneti Marelli, ma non è escluso che, nel corso della stagione, non si passi a un sequenziale classico a leva.

Il motore è il 1.6 THP di serie della Peugeot RCZ R. Per ora il 4 cilindri turbo eroga una coppia di 280 Nm a 4.600 giri e 250 CV di potenza massima e la spinge ad oltre 240 km/h eguagliando le prestazioni della RCZ Cup.

Per la seconda parte della stagione potrebbe anche arrivare a 280 CV.

Insomma, la sfida nel Campionato Italiano Turismo Endurance è appena partita e la piccola di casa Citroën si troverà di fronte dei “mostri” sacri come BMW e Honda, ma a quanto pare fa già i fari alle più blasonate rivali… l’obbiettivo non è quello di vincere il campionato ma quello di arrivare a batterle in
qualche gara.

Per entrare bisogna scavalcare la gabbia e sistemarsi sullo stretto sedile

da corsa con le cinture a quattro punti.
Poi bisogna imparare al volo come farla

partire e a cosa servono tutti quei pulsanti. Per fortuna c’è qualcuno che ce lo spiega. Sinceramente non è la prima volta che guido auto simili ma ogni volta credo di non aver capito una mazza.

Il motore si avvia con un rombo cupo che ti fa dimenticare che sei su una C3.

Ora bisogna uscire dai Box senza passare per l’umiliazione di uno spegnimento del motore. Dopo aver innestato la prima con il paddle destro, si parte con una frizione davvero ostica ma che per fortuna servirà solo una volta tornati ai box.

Uscita dai box quindi come tutte le auto da gara guidate da un non professionista, saltelli fino alla pista, poi una volta sulla pista tutto è più facile perché la C3 Max ti mette subito a tuo agio e i comandi non sono così ostici come sembrava quando me li hanno descritti.

La piccola bomba scatta rabbiosa e l’abitacolo, spogliato di tutto il superfluo, fa risuonare il rombo del 1.6 turbo. Il cambio è piuttosto metallico come tutte le auto da gara ma velocissimo e la frenata davvero potente.

I giri a disposizione sono davvero pochi, e bastano a malapena per prendere un po’ di confidenza con la vettura e con la pista. Ma si capisce chiaramente che è stato fatto un ottimo lavoro. La “Max” è reattiva, stabile in frenata, precisa in curva come un bisturi e veloce, ma ha mantenuto l’approccio alla guida amichevole della C3 originale.

Umberto Circi