Erano i re della NPQ, che sta per Non Pre-Qualificate. Quindi, eroicamente, non si qualificarono nemmeno per le qualifiche.  Di James Taylor

  1. Andrea Moda (1992) La variopinta banda del magnate delle scarpe Andrea Sassetti raggiunse un livello di inettitudine senza pari, arrivando in Canada senza motori (trattenuti per via di presunti debiti), non presentandosi affatto in Francia (trasportatori impantanati in un blocco dei camion) e con Sassetti che abbandonò il GP del Belgio in manette, arrestato con l’accusa di frode.

  2. Mastercard Lola (1997) Il prolifico costruttore Lola conquistò le auto sportive ma non la F1. Pressato dagli sponsor ad esordire un anno prima del previsto, ebbe solo tre mesi per costruire la vettura, che incredibilmente non vide mai un tunnel del vento. A undici secondi dalla pole nella prima gara della stagione, non ha mai raggiunto il secondo round.

  3. LIFE (1990) Chiamata così semplicemente per il cognome del fondatore Ernesto Vita, LIFE entrò in F1 per mostrare la sua strana versione di motore W12 (tre blocchi da quattro cilindri), infilato in un telaio di seconda mano e successivamente cambiato con un V8, che comunque non ci stava. La sfortunata LIFE non ha mai superato una singola sessione di pre-qualifica.

  4. Scuderia Coloni (1987-1991) Fino ad oggi detiene il dubbio titolo del più NPQ (Non Pre-Qualificate) di ogni team di F1. In cinque stagioni, la Coloni partecipò ad 81 GP, qualificandosi solo per 14 di essi. Un budget assai ridotto e un affascinante, ma senza speranza, motore Subaru 12 cilindri non aiutarono. La scuderia venne poi acquistata da un team chiamato Andrea Moda…

  5. EuroBrun (1988-1990) Un miscuglio tutto milanese tra gli specialisti delle monoposto Euroracing e la scuderia Brun (anche se la Euroracing abbandonò saggiamente la nave nel 1989).  I numeri parlano da soli: 76 tentativi di qualificazione, 21 gare iniziate (il meglio fu un’esaltante 15° posizione),
    nove terminate. Il picco lo raggiunse con l’11° posto in Ungheria nel 1988.

  6. HRT (2011-2012) Sfortunato acronimo per Hispania Racing Team, fu ostacolata da problemi di liquidità più grandi del merchandising della cometa di Halley. La prima auto del team fu fabbricata dal costruttore Dallara che, comprensibilmente, fermava il lavoro ogni volta che un assegno veniva respinto, rendendo il risultato finale moderatamente più lento della vettura GP2 della stessa società al debutto. Zero punti!

  7.   Tecno (1972-1973) I proprietari e gli sponsor non riuscivano a mettersi d’accordo su chi dovesse progettare la vettura del 1973, così commissionarono due auto completamente diverse a due diversi progettisti (uno dei quali lasciò prima che la macchina fosse terminata). Per qualche ragione, seguirono un bel po’ di dissidi e la squadra chiuse i battenti entro la fine della stagione.

  8. Fittipaldi Automotive/Copersucar (1975-1982) In una dimostrazione di amore fraterno a scapito del buon senso, il campione del mondo del 1975 Emerson Fittipaldi lasciò la McLaren per il nascente team F1 del fratello Wilson. Non vinse più alcun GP. Un pilota inglese chiamato James Hunt prese il posto di Emmo alla McLaren nel ‘76. Fece bene, dicono.

  9. Toyota (2002-2009) Un budget stellare non aiutò il gigante delle auto a lasciare il segno in otto stagioni di F1. Riuscì a strappare un quarto posto in classifica nel 2005, ma non è chiaro se qualcuno lo abbia effettivamente notato. Nel ‘09 la dirigenza decise che la F1 non stava facendo molto per le vendite dell’Avensis e tagliò i fondi, proprio quando il team aveva trovato un po’ di ritmo.

  10. BAR (1999-2005) La presuntuosa affermazione della British American Racing, che avrebbe vinto la sua prima gara, suscitò più che semplici risatine, e la sua livrea colorata delle belle e fragorose risate. Penosamente, non mise a segno nessun punto nel suo anno di esordio. Alla fine ci fu una lieta conclusione, però. Dopo due o tre cambi di proprietà, il team diventò la Mercedes GP…

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